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Eicma, Magri: "Ci aspettiamo più grande evento di sempre"

3 nov 2026

Elisa: "Ho subito un abuso a 8 anni, il dolore si deve nominare per processarlo"

(Adnkronos) - "Ho subito un abuso quando avevo 8 anni. Non piccola abbastanza da poterlo dimenticare, ammesso sia mai possibile. Il tipo di esperienza umana che segna la vita di chi ha vissuto la violazione del corpo è qualcosa di molto difficile da nominare. Mi ha segnata per sempre. Penso che raccontarlo possa essere utile a tante persone che hanno vissuto quello che ho conosciuto io". Alla vigilia dell'uscita di 'Kintsugi', il nuovo album atteso il 27 novembre, Elisa affida a parole profonde e dolorose il racconto di una ferita che l'ha accompagnata per gran parte della sua vita. Un percorso di autoanalisi che, spiega l'artista al 'Corriere della Sera', le ha permesso di comprendere meglio ciò che le è accaduto e di guardarlo con una consapevolezza diversa. "Sto imparando a non colpevolizzarmi. Sto facendo un lavoro di pulizia, certi ingombri non si rimuovono, ma si può sistemarli nel posto giusto. Non lo avevo mai fatto", ammette. Da un po' di tempo, racconta, "ho iniziato un percorso di terapia psicologica e questo mi sta aiutando molto. I pezzi del mosaico si stanno ricomponendo: i fogli del diario, la voglia di raccontare, la decisione di non nascondere più l'amore che ho sempre avuto per la danza, che per me è stata come una cura. Mi sono liberata dentro e fuori di me". 

Nel suo racconto emerge anche il tema del senso di colpa, una sensazione che spesso accompagna chi ha subito una violenza. Elisa lo definisce uno dei motivi principali che l'hanno spinta a rompere il silenzio e a condividere pubblicamente la propria esperienza. "Mio nonno tornò da Buchenwald, era un partigiano, aveva partecipato alla Resistenza. Non so del suo senso di colpa, perché lui non parlava mai di quel tempo. Tornò a casa che pesava la metà di quando era partito. Io uso le parole come rammendo delle ferite, mi fanno tenere il filo delle cose, mi impediscono di alterarle, mi aiutano a ricordarmi chi sono stata, in questo senso mi aiutano anche a comprendere meglio i miei figli". Il senso di colpa "è proprio il motivo per cui oggi ho deciso di parlarne. Voglio cercare di essere utile alle tante ragazze e donne, e ai tanti ragazzi, che hanno subito abusi". Per la cantautrice "è una missione collettiva, liberarsi da questo assurdo, straziante senso di colpa per una violenza subita. Lo faccio con il mio lavoro, con queste parole, sostenendo il movimento di donne di 'Una, nessuna centomila' che ho contribuito a fondare". 

L'artista sottolinea quanto sia difficile per una bambina abusata continuare a fidarsi degli altri e degli adulti che dovrebbero proteggerla. "Chi, come me, l'abuso l'ha conosciuto da bambina, perde fiducia nel prossimo, smette di pensare che gli adulti ti proteggano, il tuo mondo si popola di mostri e di pericoli". Quel dolore, spiega, si va a insediare "in anfratti che ogni tanto rigurgitano. È un peccato, perché ti toglie tempo di vita, che nessuno ti restituirà. Io vorrei che nessuno aspettasse a parlarne, io ho atteso molti anni prima di confessarlo a mia mamma e sono dovuta arrivare a 48 anni per cercare l'aiuto di un terapeuta. Il dolore si deve nominare per processarlo. Una persona abusata non ha mai nessuna colpa".  

Il nuovo progetto dell'artista - il nuovo album e il docu-film 'Kintsugi...e sono la mia opera', presentato all'ultima edizione della Festa del Cinema di Roma - ruota attorno all'idea della trasformazione e della rinascita. "Nasce dal bisogno di raccontare sinceramente una crisi individuale, il suo attraversamento verso un grandissimo cambiamento. Ho vissuto un dolore profondo, come persona. Non come artista, non avevo infatti la protezione del ruolo, ero io, nuda di fronte a un terremoto. Il mio lavoro mi ha dato la possibilità di descriverlo, e di descrivermi, nella forma più brutale, più autentica, meno levigata. Ho dato forma al senso di una rivoluzione interiore". 'Kintsugi' "è il racconto di questo viaggio. È il nome di una disciplina giapponese che consiste nel riparare gli oggetti senza nascondere le rotture, ma valorizzandole e facendole divenire nuova luce".  

3 nov 2026

Campo largo, Conte: "Reddito di cittadinanza è tra le proposte M5S"

(Adnkronos) - C'è una 'nuova versione' del reddito di cittadinanza tra le proposte che il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte porta al tavolo del campo largo. "Noi abbiamo delle proposte per quanto riguarda una serie di misure di redistribuzione: si sono accumulate tante diseguaglianze e tante iniquità. Abbiamo delle proposte assolutamente molto articolate elaborate, ma ci confronteremo. Il reddito è una di queste proposte", dice Conte arrivando alla presentazione del libro 'L’internazionale della Terra'. Reddito, ricorda il leader M5S, che "non è stato cancellato ma si chiama assegno di inclusione, solo che hanno fatto cassa sui poveri per arricchire colossi delle armi, per arricchire aziende energetiche, per arricchire banche e assicurazioni. Meloni ha cambiato il nome". Detto questo, osserva Conte, il reddito "va assolutamente rivisto in modo che sia veramente utile per chi è realmente in difficoltà e da questo punto di vista sono proposte che sono state anche rielaborate alla luce dell'esperienza qui maturata e ci confronteremo i tavoli". 

Nel campo largo si discuterà anche di patrimoniale, che viene proposta in particolare da Alleanza Verdi Sinistra. "La patrimoniale? Di queste cose ne parliamo ai tavoli che adesso sono partiti e in cui ci sono i nostri rappresentanti che già in settimana si riuniranno e inizieranno a lavorare concretamente", dice Conte. 

Il tema ieri è stato affrontato da Nicola Fratoianni, leader di AVS, a Repubblica. La patrimoniale "dovrà esserci. Trovo curioso che si continui a sostenere che parlarne faccia perdere le elezioni, quando tutti i sondaggi registrano un ampio consenso alla tassazione delle grandissime ricchezze. La nostra proposta, quella di Oxfam, riguarda i patrimoni personali netti superiori a 5,4 milioni di euro: appena 50 mila italiani, lo 0,1% della popolazione".  

3 nov 2026

Alcaraz: "Ero sicuro di tornare al mio massimo. Jodar è incredibile"

3 nov 2026

Adriano Celentano commenta il Gf Vip: "Costretti da Mediaset a fare il gioco più sporco possibile"

3 nov 2026

Morbillo, Bassetti: "A New York decesso dopo 30 anni, potrebbe accadere anche in Italia". Burioni: "Con bugie sui vaccini alla fine ci scappa il morto"

(Adnkronos) - "Dopo oltre 30 anni, nello Stato di New York si torna a morire di morbillo". Così su Instagram l'infettivologo Matteo Bassetti dopo la notizia della morte di un bambino per morbillo nello stato di New York. "È il prezzo dell'ignoranza travestita da libertà di scelta, della disinformazione e del rifiuto dei vaccini. Pensavamo di aver relegato queste morti al passato. Ci sbagliavamo. Anche in Italia potrebbe accadere: con il calo delle coperture vaccinali, è solo questione di tempo prima che il morbillo torni a uccidere. E non sarà una fatalità, ma una tragedia in gran parte prevenibile". 

Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in un post sui suoi profili social commenta: "Politici irresponsabili, giornalisti cialtroni e medici criminali diffondono bugie sui vaccini che alimentano la diffidenza dei genitori. Alla fine di tutto questo ci scappa il morto, ed è sempre un bambino. Mi chiedo se si sentono in colpa".  

"La morte di un bambino per morbillo negli Stati Uniti è una notizia drammatica che ricorda quanto sia pericoloso sottovalutare questa malattia. Il morbillo non è una banale infezione dell'infanzia: può provocare polmoniti, encefaliti, danni neurologici permanenti e persino la morte", ricorda il virologo Fabrizio Pregliasco, che alla notizia del primo decesso per morbillo da 30 anni nello stato di New York elenca "numeri eloquenti": a causa del morbillo "circa 1 bambino su 10 sviluppa un'otite, 1 su 20 può andare incontro a una polmonite e 1 su 1.000 può sviluppare un'encefalite. Secondo le stime statunitensi, da 1 a 3 bambini ogni 1.000 infettati possono morire. Esistono inoltre complicanze neurologiche tardive, come la panencefalite sclerosante subacuta, una malattia progressiva generalmente fatale che può manifestarsi anche molti anni dopo l'apparente guarigione". Per l'esperto, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'università Statale di Milano, "morire di morbillo oggi è particolarmente doloroso perché esistono da decenni gli strumenti per prevenirlo". Primo fra tutti "un vaccino efficace disponibile dal 1963, quindi da oltre sessant'anni". 

"Il morbillo - sottolinea Pregliasco, past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International - è tra le malattie infettive più contagiose in assoluto: in una popolazione completamente suscettibile, una persona infetta può contagiarne mediamente da 12 a 18. Prima dell'introduzione della vaccinazione negli Stati Uniti si stimavano ogni anno tra 3 e 4 milioni di infezioni e circa 400-500 decessi", e proprio "grazie ai vaccini questi numeri sono stati drasticamente ridotti. Oggi 2 dosi garantiscono una protezione di circa il 97%, ma il calo delle coperture vaccinali sta creando nuove opportunità di circolazione del virus", avverte il medico. 

"La vicenda americana", con un'epidemia che cresce ed è considerata la peggiori degli ultimi 35 anni, "deve rappresentare un campanello d'allarme anche per l'Italia - ammonisce Pregliasco - Il morbillo non conosce confini e, quando le coperture vaccinali scendono sotto il 95%, aumenta il rischio di focolai epidemici, soprattutto nelle comunità con molte persone non immunizzate". Per questo, conclude il virologo, "la priorità deve essere recuperare le vaccinazioni mancate, contrastare la disinformazione e proteggere soprattutto i bambini più piccoli e le persone fragili. La prevenzione non è un risultato acquisito una volta per tutte: va difesa ogni giorno". 

3 nov 2026

Gentiloni: "Transizione va accelerata"

(Adnkronos) - "Senz'altro già il Pnrr ha dato un contributo strategico a una transizione verde nelle nostre società e anche in Italia. Ma è altrettanto evidente, dalla situazione che abbiamo attorno a noi, che questa transizione va accelerata e ci sono alcune misure che si potrebbero prendere se ci fosse una maggiore disponibilità da parte degli Stati membri dell'Unione Europea senza enormi investimenti comuni". Così Paolo Gentiloni, co-presidente Task force Onu sulla crisi del debito, in un video messaggio inviato in occasione degli Stati Generali della Green Economy, in corso a Rimini nell'ambito di Ecomondo.  

Per esempio "una migliore integrazione delle reti, un miglioramento dei rapporti tra Paesi vicini che spesso si ostacolano invece di favorire gli scambi energetici. Se parliamo delle grandi infrastrutture, degli acquisti comuni di rinnovabili, servirebbe un impegno di rifinanziamento comune. Più che un nuovo Pnrr servirebbe l'idea che attraverso l'emissione di obbligazioni comuni non solo si fa una cosa importantissima per i mercati finanziari, per l'autonomia strategica dell'Unione Europea, ma si fa una cosa che può dare dei risultati straordinari".  

"Dal mio punto di vista, e lo scrivo anche nel mio libro, almeno in tre campi - spiega - Il primo è quello dell'autonomia energetica, il secondo è quello della difesa comune, il terzo è quello di cercare di recuperare un po' di ritardi che abbiamo accumulato dal punto di vista delle tecnologie di avanguardia, l'intelligenza artificiale, ecc.... Quindi molto si può fare ma certamente un finanziamento comune renderebbe questa azione comune europea più forte, più incisiva, più strategica". 

3 nov 2026

Bonelli (Avs): "Crisi climatica e politica energetica prioritarie"

3 nov 2026

Al via Ecomondo 2026, Rimini palcoscenico globale dell'economia circolare

(Adnkronos) - Da oggi Rimini è il palcoscenico globale dell’economia circolare. È partita la 29esima edizione di Ecomondo, l’evento organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), in programma fino a venerdì al quartiere fieristico, che si conferma piattaforma di riferimento a livello internazionale sulla green, blue e circular economy. Ecomondo 2026 ha preso il via alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e con il videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. 

Ad aprire la cerimonia, il presidente di Ieg, Maurizio Ermeti, che ha dichiarato: “La green economy diventa sempre più strategica per la crescita e la competitività del sistema industriale nazionale ed Ecomondo è protagonista di questa trasformazione. È una delle nostre grandi storie di successo. Ha conquistato un ruolo di leadership a livello europeo e oggi si afferma con sempre maggiore forza sui mercati internazionali: è diventata, da Rimini al mondo, la piattaforma industriale di riferimento per le imprese, le istituzioni, la ricerca, i policy maker e tutti gli attori strategici dell’economia circolare e rigenerativa. Su questa traiettoria continueremo a investire, con visione, determinazione e fiducia nel futuro”. 

“Ecomondo rappresenta una vetrina di primo piano, in Europa e nel mondo, per le tecnologie e le soluzioni innovative che coniugano sostenibilità ambientale, sviluppo industriale e competitività. La sostenibilità non è soltanto tutela dell’ambiente, ma anche innovazione e opportunità di crescita per il nostro sistema produttivo e manifatturiero. La transizione non va intesa come un insieme di vincoli, ma come un’evoluzione dei modelli di produzione e consumo verso una maggiore efficienza: utilizzare meglio le risorse, ridurre gli sprechi e creare valore con un minore impatto sugli ecosistemi. Ecomondo è il luogo in cui questa visione prende forma, attraverso il confronto e la valorizzazione delle migliori esperienze”, ha detto il ministro Pichetto Fratin. 

Per il ministro Urso, "la sostenibilità non è più soltanto una questione ambientale, ma industriale e geopolitica. Nella competizione globale per materie prime, energia e tecnologie, la capacità di valorizzare le risorse è un fattore decisivo per la competitività. L’Italia può contare su una solida leadership nell’economia circolare, ma resta centrale la sfida di ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento dei materiali. Ed è per questo che abbiamo fatto della circolarità una politica industriale, anche per quanto riguarda le materie prime critiche. Ecomondo è il luogo in cui innovazione e ambiente cercano soluzioni per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo, rafforzando la sovranità industriale italiana e l’autonomia strategica europea”.  

Alla cerimonia di apertura hanno preso parte anche Jamil Sadegholvaad, sindaco del Comune di Rimini, Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la crescita e la promozione delle esportazioni - direttore centrale per il Sistema Italia e gli investimenti del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maurizio Forte, direttore centrale per i Settori dell'Export Ice Agenzia, e Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna. Successivamente si è aperta la XV edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e con il patrocinio della Commissione europea e del ministero delle imprese e del Made in Italy. 

3 nov 2026

Scuola, vice presidente Commissione su tetto stranieri: "Trattati Ue vietano la discriminazione"

(Adnkronos) - Il diritto dell'Ue vieta la "discriminazione" diretta in base alla nazionalità, con alcune "deroghe" che vanno interpretate "restrittivamente". Lo scrive la vicepresidente della Commissione Europea Roxana Minzatu, rispondendo ad una interrogazione di eurodeputati del Pd a proposito del tetto previsto per gli alunni stranieri dal decreto legge dell'Italia entrato in vigore il primo ottobre scorso. 

La Commissione, assicura Minzatu, "sta seguendo attentamente la questione, prestando particolare attenzione alle disposizioni cui fanno riferimento gli onorevoli deputati" nell'interrogazione. "Consapevole del fatto che il decreto legge dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento, la Commissione seguirà da vicino gli sviluppi in materia. 

Secondo una giurisprudenza "costante" della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ricorda, "ogni cittadino dell'Ue può invocare il divieto di discriminazione in base alla nazionalità, di cui all'articolo 18 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in tutte le situazioni che rientrano nell'ambito di applicazione materiale del diritto dell'Ue".  

"Tale giurisprudenza - aggiunge Minzatu - contempla sia la discriminazione diretta (in cui una norma distingue espressamente in base alla nazionalità) sia la discriminazione indiretta (in cui altri criteri di differenziazione portano di fatto allo stesso risultato). La discriminazione diretta in base alla nazionalità può essere compatibile con il diritto dell'Ue se si basa su una deroga espressamente prevista dal trattato (ad esempio per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza o sanità pubblica) o su una specifica disposizione di diritto derivato. Tali deroghe devono essere interpretate restrittivamente". 

3 nov 2026

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