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Gnocchi (Novartis): "Voce pazienti essenziale perché sia basata sul valore"

(Adnkronos) - “Il progetto ‘Pazienti in agorà’ nasce dall'obiettivo comune di una sanità partecipata, che è l'unico modo per avere una sanità sostenibile, equa e tempestiva. E’ per questo che dobbiamo trasformarci in una sanità che consideri e che si basi sul valore, che può essere considerato solo se teniamo in considerazione la voce delle persone che vivono la malattia tutti i giorni e quindi affiancare al valore clinico ed economico anche il valore sociale della cura”. Lo ha detto Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, oggi a Milano, in occasione dell’incontro ‘Pazienti in Agorà. Verso una cura più vicina per tutti', presso Sda Bocconi. 

  

“Le associazioni pazienti oggi portano competenza, passione e visione - spiega Gnocchi - Si tratta di tre ingredienti fondamentali che sono pronti a fornire alle istituzioni e alle autorità competenti al fine di lavorare insieme e produrre una medicina basata sul valore. In tale contesto, Novartis vuole essere partner del sistema e dare il proprio contributo nel rispetto di ciascun ruolo di responsabilità".  

"Competenza, passione, visione - rimarca - sono ingredienti che accomunano associazioni di pazienti, clinici, direttori generali, istituzioni, ma anche noi come azienda. Si tratta di ingredienti che porteranno a un cambio di paradigma, da una medicina basata sull'outcome clinico a una medicina basata sul valore per il sistema. Questo è l'unico ingrediente che - conclude - ci permetterà di avere una medicina sostenibile, equa e tempestiva”. 

30 giu 2026

Lino Banfi compie 90 anni: "Il mio segreto? La burrata. Ora sogno un ruolo da cattivo"

(Adnkronos) - Ha trasformato il dialetto pugliese in un patrimonio nazionale e i suoi personaggi - da Oronzo Canà al Commissario Lo Gatto, dal brigadiere Pasquale Zagaria fino a Nonno Libero - sono diventati capitoli di un'Italia che ha imparato a riconoscersi nelle sue battute. Lino Banfi, nato ad Andria il 9 luglio 1936, ma iscritto all’anagrafe solo l'11 luglio, arriva a novant'anni senza alcuna intenzione di fermarsi. Mentre si gode l'uscita del suo memoir '90, non mi fai paura!' (edito da HarperCollins), il premio Biagio Agnes alla Carriera e il regalo di Rai1 - che proietterà l'8 luglio in prima serata il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno', dove si racconta in prima persona tra vita privata e carriera - Banfi si destreggia tra nuovi progetti in arrivo e un sogno: "Mi sono stancato di interpretare un buono, voglio fare il cattivo", dice all'Adnkronos. E il ritorno di 'Un medico in famiglia', la serie cult Rai grazie a cui è diventato il "nonno d'Italia" non è escluso. Un'ipotesi che Banfi non alimenta né smentisce, lasciando aperta quella porta che il pubblico non ha mai davvero chiuso. 

L'11 luglio compirà 90 anni, come festeggerà questo importante traguardo?  

"Sì, molto importante. Non mi sarei mai aspettato di raggiungerlo così bene: in salute, felice e pieno di offerte di lavoro. Nemmeno quando avevo cinquant’anni mi offrirono le cose che mi offrono a novant’anni". 

E che cosa le hanno offerto?  

"Un film e altri progetti che avevo lasciato in stand-by".  

Festeggerà in famiglia, con i suoi cari?  

"Festeggerò a Termoli, che negli ultimi anni mi ha portato bene. Ho sempre festeggiato da un mio amico lì. Il festeggiamento in famiglia, invece, lo faccio due giorni prima: solo i familiari intimi, a Roma. Sicuramente qualche personaggio del mio mondo ci sarà...magari arriverà a sorpresa, non lo so". 

Quale regalo desidererebbe ricevere?  

"Beh, già la Rai mi ha fatto un bel regalo che io non mi aspettavo. Il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno' che avevo girato sulla mia vita, che pensavo andasse chissà quando in onda, magari in seconda serata, lo mandano invece in primissima serata l'8 luglio su Rai1. Sì, perché l’avrebbero mandato proprio la sera dell’11, il giorno del mio compleanno. Ma siccome hanno paura che poi ci sia qualche partita improvvisa, non vogliono distrarre la gente che mi vuole bene e che sicuramente lo vedrà". 

Come si arriva a 90 anni come lei? Qual è il segreto?  

"Intanto la burrata. Mi ricordo che da ragazzino passai dal latte di mia madre alla burrata. Siccome sono nato ad Andria, che è il paese dove nasce la burrata, proprio dico questa strana combinazione. Ancora oggi la metto dappertutto perché è un piacere mangiarla. Non è che ne faccio questo grande abuso, però mi piace". 

Ci sarà un reunion di 'Un medico in famiglia'?  

"Se dipendesse da me l'avrei fatto già da due o tre anni fa. Bisogna ripristinare la famiglia, e ci vuole tempo. Al momento, oltre a me, ci sono Giulio Scarpati (interprete di Lele Martini, figlio di nonno Libero, ndr) ed Eleonora Cadeddu (Annuccia, nipote di nonno Libero, ndr). Siamo troppo pochi". 

E uno spin-off su nonno Libero?  

"L'ipotesi c'è. Non so come si faccia uno spin-off. A me 'spin-off' mi sa di una cosa proibita che si fuma", dice Banfi con la sua inconfondibile comicità. "Mi piacerebbe". 

Di questi 90 anni, c’è un momento che vorrebbe rivivere della sua vita che artistica?  

"Vorrei rivivere la mia vita artistica per rivedere gli amici che mi volevano bene e che sono Franchi e Ingrassia, che io ho adorato. Ma anche Arbore, che è vivo e vegeto: ci sentiamo quasi ogni giorno e con il quale lavorerei subito. Se ci dicono 'venite', noi siamo prontissimi. Io e lui che siamo affiatati". 

E della vita privata?  

"Con mia moglie Lucia (morta nel 2023, ndr) abbiamo vissuto oltre 60 anni di matriomiono e 10 di fidanzamento. Vorrei rivivere questa coppia come amanti e ci andremmo a nascondere in qualche casetta dove nessuno ci vede". 

Ha ancora un sogno nel cassetto? Qual è?  

"Se si fa in tempo, mi piacerebbe fare un film bello, moderno, dove un uomo buono come me - che ha fatto tanto bene - a un certo punto, è costretto da diventare cattivo. Ecco, mi sono stancato di fare il buono: voglio fare un po' il cattivo". 

C’è qualcosa in programma anche con sua figlia Rosanna? Come sta?  

"Rosanna sta alla grande. Stiamo sempre insieme, ci sentiamo 2 o 3 volte al giorno. E poi ci saranno delle novità che dirò in seguito". (di Lucrezia Leombruni) 

30 giu 2026

Sostenibilità, Gruppo InfoCamere: 133 milioni di valore distribuito nel 2025

(Adnkronos) - Nel corso del 2025 il Gruppo InfoCamere ha distribuito un valore economico pari a circa 133 milioni di euro, rafforzando le iniziative e i programmi di sostenibilità a beneficio dell’innovazione, degli Stakeholder istituzionali, dei collaboratori e dell’ambiente. È quanto emerge dal Bilancio di Sostenibilità InfoCamere 2025, presentato nei giorni scorsi all’Assemblea degli azionisti e giunto alla sua ottava edizione. 

"Il percorso verso la sostenibilità è un impegno continuo - ha detto il presidente di InfoCamere, Antonio Santocono - L'innovazione digitale è per noi un valore naturale e un motore di progresso che diventa bene comune quando è accompagnato da informazioni certificate, accessibili e utili alla collettività. Lavoriamo per costruire ponti informativi capaci di rendere il mercato più equo e trasparente. Guardiamo al domani continuando a investire nell’ascolto dei nostri stakeholder, convinti che la sostenibilità sia un percorso di miglioramento". 

Sul fronte ambientale, le strategie di ottimizzazione energetica hanno permesso di produrre per autoconsumo circa 164.150 kWh di energia pulita, evitando l’immissione di 72 kg di CO2 equivalente. Grazie alle politiche di smart working sono state ridotte le emissioni pro capite mensili con un impatto equivalente a circa 2,3 alberi per ciascun dipendente. Nel 2025, il Gruppo ha investito nello sviluppo delle competenze erogando circa 36.723 ore di formazione e arricchito il programma di welfare aziendale con specifiche iniziative a supporto della genitorialità, della diversità, del benessere organizzativo e del bilanciamento tra vita professionale e privata. 

30 giu 2026

Menopausa, Colao (Css): "Serve più informazione per affrontare i cambiamenti ormonali"

(Adnkronos) - "La donna attraversa due grandi cambiamenti ormonali nel corso della vita: la pubertà, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, un periodo in cui il corpo cambia rapidamente, al punto da non riconoscersi più allo specchio, con la crescita in altezza, la modifica della voce e trasformazioni profonde in tempi molto brevi. Sono gli ormoni a guidare questi cambiamenti straordinari. Il secondo grande cambiamwnto è la menopausa, passaggio straordinario ma a volte può avere implicazioni importanti per la salute e non deve essere banalizzato". Lo ha detto Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo dell'università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, intervenendo alla presentazione - oggi alla Camera - di 'Menopausa, riscriviamo le regole', il progetto che prevede un convegno nazionale, la nascita di un portale e la pubblicazione di un libro ('M come Menopausa', di Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni, edito da Cairo Editore).  

"Parlare di questo tema - ha sottolineato Colao - significa affrontare una questione che riguarda una parte fondamentale della nostra società: le donne, che rappresentano circa la metà della popolazione e, con l’aumento dell’aspettativa di vita, diventeranno in futuro una quota ancora maggiore. Già oggi, infatti, le donne vivono mediamente circa due anni in più rispetto agli uomini, e questo divario potrebbe ampliarsi ulteriormente. Sappiamo inoltre che, prima della menopausa, la donna è in parte protetta dal punto di vista cardiovascolare, ma dopo questo passaggio acquisisce una vulnerabilità simile, se non talvolta superiore, a quella maschile. Questo anche perché spesso mancano informazione, cultura ed educazione sui determinanti della salute". 

Da qui nasce "il senso del lavoro fatto insieme - ha ricordato Colao - per organizzare questo volume e questa giornata, che auspichiamo sia solo la prima di una serie di incontri su questo tema. Non solo perché si tratta di un’esperienza che riguarda molte donne, ma anche perché l’informazione in ambito sanitario non è sempre semplice da trasmettere e da comprendere. Anche per chi ha un’educazione medica, infatti, la divulgazione può risultare complessa: richiede strumenti adeguati e una base di conoscenze comuni". 

 

Secondo Colao "un tempo, di questi temi non si parlava né in famiglia né nella società. Oggi - ha evidenziato - al contrario, siamo immersi in una grande quantità di informazioni, spesso anche eccessiva. Ciò che manca, però, è una vera cultura della salute: la conoscenza di come funziona il nostro organismo e dei determinanti del benessere. Questa consapevolezza è fondamentale per comprendere l’importanza degli stili di vita, delle strategie preventive e delle terapie precoci volte a evitare lo sviluppo di malattie. Senza queste basi, anche le indicazioni mediche più corrette rischiano di essere difficili da comprendere e applicare". 

Per questo motivo, "riteniamo che sia necessario un impegno anche sul piano educativo. Forse è il momento di ripensare i contenuti della formazione scolastica, non limitandola alle materie tradizionali come matematica, storia o lingue, ma includendo anche l’educazione alla salute e ai suoi determinanti. Solo così potremo formare generazioni più consapevoli e capaci di comprendere i progressi della medicina e della scienza", ha poi concluso. 

30 giu 2026

Paraguay, presidente decreta festa nazionale dopo l'impresa ai Mondiali contro la Germania

30 giu 2026

Le chitarre di Hackett e Rothery insieme in un disco. E il tocco magico è di un italiano

(Adnkronos) - Due titani della chitarra, Steve Hackett (Genesis) e Steve Rothery (Marillion), si uniscono per la prima volta in un album. Il progetto si chiama ‘The Roaring Waves’, un album di sette brani strumentali in uscita il 28 agosto per InsideOutMusic. La notizia, da sola, basta a scuotere il mondo del rock progressivo, ma ad accendere le speranze dei fan anche di un tour insieme è l'italiano Riccardo Romano, musicista, co-autore e co-produttore del disco che all’Adnkronos racconta cosa si prova a trovarsi in studio, fianco a fianco con due giganti che hanno scritto la storia del rock: "Quando lavoro con loro non penso mai al cognome, sennò non ce la farei. Per me sono Steve e Steve", confida Romano, svelando il segreto per gestire la pressione. 

Romano, musicista, produttore e arrangiatore, è stato il ‘terzo uomo’ fondamentale che ha permesso a questa storica unione di concretizzarsi in un concept album con la profondità del mare come tema centrale. Il primo singolo ‘The Black Sea’ è uscito 3 giorni fa e su YouTube conta già 132mila visualizzazioni. Ma come nasce un progetto di questa portata? "La storia è questa: Steve Rothery e Steve Hackett sono amici", racconta Romano. "Un po' di anni fa, in conclusione di un tour, Steve Hackett ha invitato Steve Rothery sul palco. Nei camerini, parlando, hanno detto: 'Perché non replichiamo questa esperienza?'. Lì è stata messa la prima pietra". Quando i due hanno iniziato a scrivere, si sono resi conto di aver bisogno di un aiuto. Essendo Romano già da dodici anni nella band di Rothery, la scelta è stata naturale. "Ho iniziato a viaggiare nel corso di questi ultimi anni, avanti e indietro. Abbiamo iniziato a scrivere insieme, letteralmente a sei mani, questo album".  

Il processo creativo è stato un ritorno alle origini. "Facevamo delle lunghe jam session di improvvisazione", continua Romano. "Poi io ascoltavo queste sessioni, a volte di ore, e insieme a loro mettevo insieme le parti migliori. Questa scrematura ha portato alla stesura finale dell'album". Un lavoro che, pur essendo durato otto anni dal concepimento alla masterizzazione finale negli studi di Abbey Road, ha avuto un tempo effettivo molto più breve, diluito tra gli impegni dei due chitarristi. In un'epoca dominata dagli algoritmi, ‘The Roaring Waves’ è un manifesto controcorrente. "È un disco estremamente suonato. C'è pochissima elettronica", sottolinea Romano. "Tutto è suonato: chitarra, batterie vere, bassi e tastiere". Questo approccio diventa un atto rivoluzionario. "Certe volte la rivoluzione parte al contrario", riflette Riccardo. "Da parte loro c'è l'orgoglio del passato, come a dire: 'Noi abbiamo fatto grandissime cose con una metodologia, non cambiamola'".  

Questa filosofia si lega alla visione di Romano sullo stato del rock progressivo, un genere che vede prigioniero del suo stesso passato. "Onestamente, non vedo quel coraggio e quell'apertura mentale che c'era nello spirito degli anni '70. Paradossalmente, il prog, che era una forma mentis, un approccio di libertà musicale, è diventato uno stile. Manca il concetto del pioniere che vuole fare qualcosa che è stato detto di meno". Per lui, l'arte deve essere sempre "tentativo". Ed è anche per questo che la sua opinione sull'intelligenza artificiale, è netta: "A me non piace. Mi lascia molto perplesso e cerco di farne un uso tendente allo zero assoluto". È una difesa dell'arte "fatta a mano", con le imperfezioni che "donano fascino alle cose". "L'intelligenza artificiale rischia di appiattire, di far suonare le cose magari perfette ma piatte. E poi incrocia dati del passato. Questo vuol dire che non potrà mai creare qualcosa di realmente nuovo. Manca il tentativo, manca il coraggio".  

Ma come si gestisce la pressione di lavorare con tali icone? L'antidoto è l'etica del lavoro. "Steve Hackett è uno stacanovista assurdo, ha 76 anni, si sveglia alle sei di mattina per fare esercizi di chitarra. Ha un'etica professionale mostruosa. Quando lavoriamo, lo facciamo ininterrottamente: pausa pranzo di 10 minuti, e passiamo giornate intere a suonare. Pensare solo alla musica diventa un antidoto alla timidezza". La lezione più grande? "Questo senso etico, questo grande rispetto per la musica. Lavori con persone che hanno dato tanto, ricevuto tanto e non sono ancora appagati, sono artisticamente vivi". 

‘The Roaring Waves’ è un concept che, suggerisce, "ha bisogno di attenzione e immersione". Ma il viaggio potrebbe non essere ancora finito e, sull'onda dell'entusiasmo, chissà che non si pensi già a un secondo album insieme: "L'ipotesi c'è. Ci stanno ragionando". E un tour? "Sarebbe straordinario portare questo disco live, magari con dei bis dei successi di Genesis e Marillion", confessa Riccardo. La risposta, però, è nelle mani dei fan: "Steve (Hackett, ndr) una volta ha risposto: 'Dipenderà dal feedback del pubblico'". Mentre si prepara a tornare a Londra, dove è al lavoro per l’album da solista di Steve Hackett, Romano ci lascia con l'immagine di un'arte che, per essere viva, deve rimanere umana, imperfetta e, soprattutto, coraggiosa. “Come si dice a Roma: ci devi provà”. (di Loredana Errico)  

30 giu 2026

Delfin, Lmdv non partecipa ad assemblee 30 giugno: "Board inerte"

(Adnkronos) - Delfin, Lmdv non partecipa alle assemblee del 30 giugno: Board inerte, non c’erano i presupposti per un’assemblea produttiva. Leonardo Maria Del Vecchio non ha preso parte alle assemblee dei soci di Delfin convocate per oggi. La decisione è stata comunicata con una lettera, in cui Lmdv ripercorre tutta la serie di gravi criticità irrisolte.  

Nell'assemblea del 27 aprile, quando sei soci (sette su un punto specifico) avevano votato a favore delle sue proposte di delibera, Lmdv riteneva di aver ottenuto conferma dell'appoggio di gran parte dei soci e, di conseguenza, di Delfin. Da allora, scrive nella lettera, “vari fattori sono cambiati”. 

Anzitutto la richiesta, avanzata nelle scorse settimane, di un impegno da parte del Board ad analizzare seriamente la sua proposta di acquisto delle quote di Luca e Paola Del Vecchio. Una struttura, ricorda, che avrebbe lasciato su di sé i rischi finanziari dell'operazione, a condizioni vantaggiose per Delfin stessa. Per settimane, alcuni membri del Board “si sono limitati a sollevare eccezioni generiche su presunti limiti legali”, senza mai approfondire nel merito la richiesta. 

 

 

Mentre il board restava silente, alcuni consiglieri hanno intrattenuto comunicazioni informali con una parte soltanto dei soci, generando - sottolinea Lmdv - confusione e sfiducia. Nello stesso periodo, a fronte delle richieste di accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici, LMDV segnala di non aver mai ottenuto riscontro scritto, ricevendo solo risposte telefoniche. 

Sollecitato il 24 giugno a esprimersi formalmente, il Board, come noto, si è diviso. A questo si aggiunge la posizione di Rocco Basilico. Lmdv ne contesta con forza l'iscrizione nel registro dei soci, avvenuta nel 2022 senza che ve ne fossero i presupposti e senza alcuna verifica, denunciando “un'ingiustificabile inerzia” del Board, che non risulterebbe aver mai svolto un'analisi della vicenda nonostante le obiezioni sue e di sua madre. Lmdv ribadisce formalmente la propria contrarietà all'ammissione di Basilico a intervento e voto, richiamando le posizioni già espresse sin dall'assemblea del 13 novembre 2025, e si riserva di impugnare le delibere assunte con il suo concorso. 

La lettera richiama inoltre le iniziative avviate da Rocco Basilico - definite da Lmdv una reazione "scomposta" a procedimenti che lo riguardano direttamente, non nel merito dell'operazione. Tali iniziative hanno contribuito a una situazione ormai critica: cinque soci hanno notificato le loro transfer notices, fino a far emergere apertamente, da parte dello stesso Basilico, l'ipotesi della liquidazione degli asset a sconto - uno scenario che LMDV respinge con nettezza, definendolo "sconveniente e illogico". 

Infine, e in modo determinante per la decisione odierna, Lmdv segnala di non aver ricevuto la documentazione aziendale necessaria a valutare il progetto di bilancio 2025. E’ su questa base che ritiene di non essere nelle condizioni di prendere parte a un'assemblea che tratta anche quel punto. 

30 giu 2026

Campitiello: "In Italia 17 mln di donne in menopausa, serve più sostegno"

(Adnkronos) - "La menopausa non deve essere considerata l'ultima fase della vita, ma un nuovo inizio". È il messaggio lanciato da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, intervenendo alla presentazione del progetto 'Menopausa. Riscriviamo le regole', oggi alla Camera. Campitiello ha ricordato che in Italia "sono circa 17 milioni le donne in menopausa e che ogni anno 450 mila entrano in questa fase della vita. Un fenomeno che", ha sottolineato, "non riguarda solo la salute, ma ha anche importanti ricadute sociali ed economiche. Secondo i dati della Women's Health Initiative, la menopausa rappresenta addirittura la seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità. Questo significa che il Paese non sostiene ancora adeguatamente le donne in questa fase della vita".  

La menopausa "non è una malattia e nella maggior parte dei casi non richiede una terapia", ha precisato Campitiello. "È però una condizione che comporta cambiamenti fisici e sintomi che possono incidere profondamente sulla qualità della vita e sulla capacità di svolgere normalmente l'attività lavorativa". Per questo motivo, "è necessario sviluppare percorsi multidisciplinari dedicati - ha osservato - che accompagnino le donne non solo dal punto di vista clinico, ma anche psicologico e sociale. Le donne rappresentano un asse portante del Paese: sono professioniste, leader, si prendono cura delle famiglie e contribuiscono in modo determinante all'economia. Vanno sostenute in tutte le fasi della vita, anche dal punto di vista della prevenzione oncologica". 

Campitiello ha richiamato anche "l'importanza di rendere gli ambienti di lavoro più adeguati alle esigenze delle donne in menopausa. Può sembrare banale, ma predisporre ambienti più confortevoli per chi soffre di vampate di calore o garantire servizi igienici facilmente accessibili in caso di disturbi urinari significa favorire il benessere e consentire alle donne di continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili" ha aggiunto. 

 

Sul fronte delle iniziative istituzionali, Campitiello ha ricordato che "il ministero della Salute ha istituito una struttura interdipartimentale dedicata alla salute della donna, con un approccio che accompagna tutto il percorso di vita, dall'infanzia all'adolescenza, dall'età riproduttiva fino alla menopausa". Tra le novità illustrate, Campitiello ha citato anche i progetti finanziati attraverso il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), "dedicati ai percorsi innovativi per la menopausa, oltre all'inserimento del tema nel Piano nazionale della prevenzione con un approccio orientato all'intero arco della vita". 

"La grande novità di quest'anno è l'attivazione di percorsi di supporto psicologico per le donne in menopausa", ha spiegato. "Questa fase non deve essere vissuta come uno stigma. Così come accompagniamo gli adolescenti nei momenti di cambiamento, dobbiamo sostenere anche le donne durante la menopausa, considerandola non una fine ma un nuovo inizio". Campitiello ha ribadito l'impegno del ministero a lavorare insieme alle società scientifiche e alle associazioni. "La prevenzione resta il miglior farmaco per vivere meglio e più a lungo. In un Paese in cui aumenta la longevità e si allunga la vita lavorativa, è fondamentale accompagnare le donne in ogni fase della loro esistenza" ha poi concluso. 

30 giu 2026

Menopausa, Zappia (Sin): "40-60% donne accusa disturbi cognitivi"

(Adnkronos) - "Durante la menopausa tra il 40% e il 60% delle donne riferisce difficoltà cognitive, oltre ai più noti disturbi emotivi e affettivi. Si tratta di una condizione definita subjective 'cognitive decline', un declino cognitivo soggettivo caratterizzato soprattutto da problemi di memoria che, nella maggior parte dei casi, non trovano riscontro ai test neuropsicologici". Lo ha detto Mario Zappia, presidente della Società italiana di Neurologia (Sin), alla presentazione di 'Menopausa, riscriviamo le regole', la prima campagna nazionale che coinvolge le diverse figure professionali che gravitano intorno a questa fase della vita. Il progetto – che prevede un convegno nazionale, la nascita di un portale e la pubblicazione di un libro ('M come Menopausa', di Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni, edito da Cairo Editore) – è stato presentato oggi in conferenza stampa alla Camera dei deputati, alla presenza dei più importanti rappresentanti istituzionali e del mondo medico-scientifico. 

Zappia ha spiegato che le donne descrivono "frequentemente difficoltà di memoria, riduzione dell'apprendimento verbale e un rallentamento nella velocità di elaborazione delle informazioni. Una sintomatologia spesso indicata con il termine "brain fog", la cosiddetta "nebbia cognitiva", espressione diventata familiare anche durante la pandemia di Covid-19". Secondo le evidenze disponibili, "il rischio di sviluppare questi disturbi sembra essere maggiore nelle donne che affrontano una menopausa precoce. Tra le possibili cause viene indicata soprattutto la riduzione dei livelli di estrogeni, anche se il fenomeno appare multifattoriale". A incidere, seocnodo Zappia, sono infatti anche altri aspetti tipici di questa fase della vita, come le "alterazioni dell'umore, lo stress emotivo, i disturbi del sonno e i sintomi vasomotori, tra cui le vampate di calore. Tutti fattori che possono contribuire alla comparsa della "nebbia cognitiva". 

Studi longitudinali "indicano che questi disturbi non tendono a peggiorare con il passare degli anni e, nella maggior parte dei casi, rappresentano una condizione transitoria alla quale l'organismo riesce progressivamente ad adattarsi. Per limitarne l'impatto l'espert sottolinea "l'importanza degli stili di vita, dall'attività fisica regolare a un'alimentazione equilibrata, fino a una buona qualità del sonno". Resta però ancora molto da fare sul fronte della ricerca. Secondo Zappia "la menopausa continua a essere un tema poco esplorato sia negli studi dedicati alla neurologia di genere sia nei trial clinici". Servono inoltre maggiori evidenze su come questa fase della vita influenzi l'evoluzione e il trattamento delle principali malattie neurologiche, dalla sclerosi multipla al Parkinson. "Le società scientifiche devono dare risposte a queste domande" ha poi concluso il presidente della Sin "evidenziando la necessità di rafforzare la ricerca e la sensibilizzazione su un tema destinato a interessare un numero crescente di donne". 

 

 

 

30 giu 2026

Francesca Lollobrigida presto mamma bis: l'annuncio con il piccolo Tommaso

30 giu 2026

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