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Rally Roma Capitale, Aurigemma: "Sensibilizzare sulla prevenzione e screening"

(Adnkronos) - “In occasione del Rally di Roma Capitale, ci saranno giornate dedicate alla prevenzione, che rientrano in 'Un consiglio in salute”, il programma gratuito di prevenzione promosso dal Consiglio regionale, che stiamo portando avanti da anni. L’importanza di unire questa manifestazione sportiva alla prevenzione ribadisce la valenza dello sport come straordinario mezzo di comunicazione". Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione, oggi a Roma, delle attività di prevenzione che si svolgeranno in occasione dell'evento in calendario da giovedì 2 a domenica 5 luglio. 

"Le attività di prevenzione - illustra Aurigemma - saranno effettuate grazie alla collaborazione con gli attori protagonisti del sistema salute, tra cui Asl rm1, Asl rm2, Asl rm6, Ordine dei medici, dei farmacisti, dei fisioterapisti e delle professioni infermieristiche, che ringrazio per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. È fondamentale - continua - entrare nei luoghi di ritrovo, di studio, di lavoro, come stiamo facendo con 'Un consiglio in salute', per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, per la salute e il benessere delle persone, educando allo stesso tempo a sani e corretti stili di vita".  

Nell'occasione "si potranno svolgere, tra gli altri - chiarisce - vari screening: mammella, collo dell’utero, colon retto, colesterolo, vitamina d, posturale e fisioterapia. Si potranno effettuare, inoltre, la vaccinazione Hpv". Tra le prestazioni previste "ci sono: pressione e glicemia; consulenza nutrizionale; ecg; informazione su antibiotico-resistenza". Le visite, come da programma, si effettueranno a Roma presso il Rally Arena - Palazzo dei Congressi all’Eur (da giovedì a sabato dalle 10 alle 20), a Viale Europa (giovedì dalle 10 alle 18), a Largo G.Agnesi - Colosseo ( venerdì dalle 18 alle 21), a Via della Conciliazione (domenica dalle 17,30 alle 20); a Frascati, presso Piazza G.Marconi (venerdì dalle 9 alle 13).  

1 lug 2026

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1 lug 2026

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1 lug 2026

Webuild, Av/Ac Napoli-Bari: attivata tratta Napoli-Cancello

(Adnkronos) - E' stata ufficialmente attivata la tratta Napoli–Cancello, primo segmento dell'alta velocità-alta capacità Napoli–Bari, realizzata da Webuild per Rfi (Gruppo Fs Italiane). L’entrata in funzione della tratta segna un netto miglioramento degli standard di efficienza dell'intera direttrice ferroviaria, collegando direttamente la linea Napoli-Bari alla rete dell'alta velocità nazionale attraverso la stazione di Afragola e riducendo i tempi di viaggio per oltre 5 milioni di persone. 

Grazie anche all’attivazione della Napoli-Cancello, infatti, Trenitalia ha istituito da oggi il nuovo collegamento diretto Napoli-Lecce che unisce le due città in circa 5 ore senza cambi intermedi, mentre il viaggio tra Bari e Napoli scende a circa tre ore e mezza. Si tratta di primo un salto di qualità concreto per i collegamenti lungo l’asse adriatico–tirrenico, destinato a unire Napoli e Bari in sole due ore e a rafforzare il ruolo del Sud nei corridoi europei dei trasporti, fa sapere Webuild. 

La tratta Napoli–Cancello, lunga 15,6 chilometri, si sviluppa in un contesto ad alta densità urbana nell’area metropolitana di Napoli, rappresentando un nodo chiave per il riassetto dei collegamenti metropolitani, regionali e a lunga percorrenza. La tratta permette infatti l’accesso diretto della linea Napoli-Bari alla stazione di Napoli–Afragola, destinata a diventare la nuova 'Porta del Sud' verso la dorsale Torino-Milano-Roma-Salerno. Un ruolo di hub intermodale che sarà ulteriormente potenziato dalla futura Linea 10 della metropolitana di Napoli, la cui realizzazione è affidata a un consorzio guidato da Webuild, completando così l'integrazione tra la rete regionale e il sistema dell'alta velocità nazionale. 

 

Con l’attivazione del lotto entra in funzione anche la nuova stazione di Acerra, migliorando l’accessibilità alla rete ad alta velocità nazionale per gli abitanti della zona. Potenziata anche la viabilità, con la realizzazione di 12 nuovi collegamenti stradali e l’eliminazione dei passaggi a livello lungo la linea storica. Dal punto di vista tecnico il progetto Napoli–Cancello ha richiesto, tra l’altro, la posa di oltre 60 km di rotaie, 182.000 tonnellate di pietrisco e circa 65.000 traverse, oltre alla costruzione di 4 viadotti per una lunghezza complessiva di circa 4 km, che hanno permesso di scavalcare le principali arterie locali e minimizzare l'impatto su un territorio densamente popolato.  

Principale sfida ingegneristica dell'opera è stata la galleria Casalnuovo: circa 650 metri sono stati realizzati da Webuild con la tecnica dello scavo in atmosfera iperbarica, primo esempio di utilizzo in Italia e una delle poche applicazioni a livello europeo nell’ambito della costruzione di gallerie in presenza di falda acquifera. La linea Av/Ac Napoli–Bari, parte del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T, è tra principali interventi infrastrutturali in corso nel Paese e rappresenta un tassello fondamentale per il miglioramento della mobilità sostenibile nel Mezzogiorno. In totale, la futura linea avrà una lunghezza di 145 km di nuova ferrovia, con 15 gallerie e 25 viadotti, e servirà 32 Comuni con 20 tra stazioni e fermate lungo il tracciato. 

Il Gruppo Webuild è impegnato su quattro lotti della direttrice Av/Ac Napoli–Bari - Napoli–Cancello, Apice–Hirpinia, Hirpinia–Orsara e Orsara–Bovino – che rientrano tra i 21 progetti che il Gruppo sta realizzando nel Sud Italia per un valore complessivo aggiudicato di oltre 16 miliardi di euro. Un impegno industriale che si traduce in termini occupazionali, con 10.200 persone impiegate, tra diretti e di terzi, e il coinvolgimento di una filiera di 7.500 imprese coinvolte da inizio lavori.  

e. 

1 lug 2026

Giorgio Panariello: "La mia più grande paura per il futuro? Una rielezione di Trump"

(Adnkronos) - Qual è la più grande paura per il futuro? "Scoprire che Trump ce l'ha fatta a vincere un altro mandato". Così Giorgio Panariello svela all'Adnkronos uno dei suoi timori più grandi per il domani. Un tema, quello del futuro, che è anche il cuore pulsante del suo spettacolo 'E se domani..', un fenomeno teatrale che, con oltre 70 date di successo alle spalle, si prepara a continuare il suo viaggio anche per tutto il tour estivo del 2026. Il segreto di questo successo, secondo Panariello, risiede proprio nell'argomento: "Ho inventato questa piccola favola: dico che sono stato scelto per andare nel futuro. E questo, inevitabilmente, incuriosisce il pubblico, che vuole capire dove porta la storia", spiega. Lo spettacolo, infatti, inizia proprio con Panariello che viene ricatapultato al giorno d’oggi dopo essere stato scelto insieme ad altri personaggi (solo al pubblico in teatro svelerà chi sono) per andare a scoprire cosa riserva il futuro di cui tanto si parla. Ma il tema del futuro è un pretesto per parlare dell'oggi, un presente che corre a una velocità da rendere quasi obsoleto ciò che solo pochi mesi fa sembrava avveniristico. "Quando abbiamo iniziato a scriverlo, sei, sette mesi fa, si parlava di cose future. Ma è talmente rapido il progresso che in effetti rischia che quel futuro che racconto nello spettacolo sia più presente che mai". Questo viaggio nel tempo diventa così un modo per "saltare a piè pari il presente, perché insomma, c'è un disastro ovunque guardi". 

Se potesse davvero sbirciare nel domani, cosa vorrebbe sapere e cosa lo spaventerebbe? Le risposte di Panariello spaziano dal futile al profondamente serio. Da un lato, cederebbe a curiosità quasi da gossip: "Voglio sapere chi ha vinto lo scudetto, immediatamente. Se la Meloni tornerà ad essere il Capo del Governo. Come andrà il festival di De Martino? Belen con chi si mette? Quelle bischerate lì". Dall'altro lato, emerge una paura concreta e radicata: "Mi spaventerebbe scoprire che, per esempio, Trump ce l'ha fatta a vincere un altro mandato". Teme che il presidente Usa possa "provocare una scintilla da qualche parte per poter dire 'siamo in guerra, io continuerò con il mio mandato'". E aggiunge: "Ogni giorno accendiamo la televisione e sentiamo parlare di lui. Abbiamo capito che le sorti del mondo, in questo momento, sono un po' legate al suo umore e a come si alza mattina. C'è bisogno di un cambiamento". 

In un contesto così incerto, specialmente per i giovani, Panariello rivendica con forza il ruolo del comico: sdrammatizzare. "Benigni c'è riuscito addirittura sull'Olocausto. La missione del comico è questa: sdrammatizzare qualsiasi cosa". Per questo, il futuro che porta in scena è volutamente positivo: "Cerco di trovare il buono anche dove forse apparentemente non c'è". Un futuro dove i robot ci aiutano, l'intelligenza artificiale è al servizio dell'uomo e la tecnologia unisce anziché isolare. È una scelta consapevole per "sollevare le truppe": chi va a teatro cerca due ore di risate, "è inutile ricordargli che c'è una guerra intorno". Nello spettacolo trovano spazio nuovi personaggi, come 'AU', un complottista che vede trame oscure dietro le banalità quotidiane, dal cartello 'Non parlare al conducente' alle fette di formaggio che si rompono. Questo personaggio, però, offre anche uno spunto di riflessione, suggerendo che i veri "alieni" tra noi sono stati i grandi geni dell'umanità, da Leonardo a Madre Teresa.  

Ma la riflessione si fa più profonda quando, nello spettacolo, mette a confronto l'uomo con i robot. Questi ultimi, a differenza nostra, non ripetono gli stessi errori. "Quello che ci ha insegnato la Seconda Guerra Mondiale noi non l'abbiamo imparato, infatti continuiamo a ripetere questo errore. C'è chi ha paura dei robot, io ho paura dell'essere umano", osserva. Oltre il palco, c'è un sogno nel cassetto inaspettato: "Mi piacerebbe aprire un negozio di abbigliamento per uomo che non sia troppo da pischello o troppo da cummenda". Insomma, vorrebbe creare uno spazio con uno stile "un po' creativo. Ma non troppo". 

Sul fronte professionale, però, il futuro è a Mediaset. "Quello che mi serviva adesso era un progetto da poter sviluppare", afferma. Il piano include una serie di spettacoli-evento, a partire da questo Natale, e lo sviluppo di una serie televisiva di cui sarà anche autore. Una condizione, ammette, che non trovava più in Rai, dove "non c'è stato qualcuno che abbia detto: 'Hai un progetto? Lo vogliamo fare insieme?'". E gli amici di sempre? Come ha preso Carlo Conti il suo addio come giurato a 'Tale e Quale Show'? Panariello scherza con affetto: "Ma cosa gli importa a Carlo? Lui sta là, è in pensione, a pescare col figliolo. Mentre quell'altro (Pieraccioni, ndr) sta a Firenze, ora fa un film ogni quattro anni e poi sta su Instagram dalla mattina alla sera. Vivono così". E su un possibile ritorno del trio con Conti e Pieraccioni dice: "Ci si vuole talmente bene che ogni volta che ci vediamo diciamo 'Ma allora, che si fa? Si rifà?'" ma "è difficile far conciliare un periodo di assoluto riposo per tutti e tre in modo da metterci la testa". Ma mai dire mai: "A 80 anni o a 90 anni magari saremo sul palco insieme e non ci ricordiamo le battute". Nel frattempo, conferma la sua partecipazione nel prossimo film di Pieraccioni dal titolo 'Un weekend artificiale’: "Sì, c'è un cameo. Faccio la mia parte, la mia sporca figura". 

Infine, uno sguardo sul futuro della comicità: "Lo vedo positivo. C'è stata un'evoluzione notevole da quando ho iniziato: ai miei tempi, se dicevo 'culo' in scena rischiavo di essere accompagnato all'uscita. Oggi c'è una libertà di linguaggio impensabile". Panariello apprezza la nuova generazione di comici anche se per lui, l'originalità assoluta è impossibile, "ormai si è fatto tutto". La differenza, oggi come ieri, la fa il talento individuale: "Anche senza fare una battuta, con un semplice sguardo, con una smorfia, con una pausa, si può far ridere lo stesso". Il tour estivo partirà da Arezzo con due date (10 luglio e 12 luglio alla Fortezza Medicea) per poi proseguire nel resto Italia (nuova data il 26 agosto a Marina di Pietrasanta) fino al 7 settembre a Castello Sforzesco di Vigevano (Pv). (di Loredana Errico) 

1 lug 2026

Webuild, quadrilatero Marche-Umbria: riapre viadotto Mariani su Ss76

(Adnkronos) - Riapre al traffico il viadotto Mariani lungo la SS76, nell’ambito del quadrilatero Marche–Umbria realizzato da Webuild per conto di Anas (gruppo Fs Italiane). È stata attivata la carreggiata Sud, attualmente percorribile esclusivamente sulla corsia di marcia. La riapertura consente di ripristinare la continuità lungo l’asse Perugia–Ancona, eliminando una delle principali discontinuità del tracciato e riducendo deviazioni e rallentamenti che hanno inciso negli ultimi anni sulla viabilità tra entroterra e costa. 

Il tratto, lungo circa 2,2 chilometri in carreggiata sud, era chiuso dal 2018. La riattivazione migliora la regolarità dei flussi di traffico e alleggerisce la pressione sulla viabilità locale utilizzata in alternativa durante la chiusura. L’intervento ha richiesto verifiche ambientali, attività di bonifica e aggiornamenti progettuali. La ripresa dei lavori, avviata a fine 2025, è stata resa possibile dal coordinamento tra istituzioni e soggetti tecnici, tra cui Regione Marche, Arpam, Ast, Quadrilatero, Anas e Comune di Genga. 

Dal punto di vista tecnico, i lavori hanno previsto l’ampliamento del viadotto con la realizzazione di una nuova pila e di una nuova spalla e l’inserimento di una campata di circa 30 metri, oltre all’adeguamento degli impianti delle due Gallerie Sassi Rossi 2 (lunga 572 metri) e Sassi Rossi 1 (lunga 141 metri) agli standard vigenti. In questa fase, la circolazione avviene sulle due carreggiate lungo la corsia di marcia, mentre proseguono i lavori sulle due corsie di sorpasso, con una gestione integrata che consente di mantenere il traffico attivo in condizioni di sicurezza. 

 

La riapertura rappresenta un avanzamento nel cronoprogramma del maxilotto 2, il cui completamento è previsto entro fine mese. A regime, l’infrastruttura contribuirà a ridurre i tempi di percorrenza lungo la direttrice e a migliorare la sicurezza, con minori interferenze nei centri abitati. Il maxilotto 2 comprende interventi sulle direttrici SS318 e SS76 (tratta Fossato di Vico–Cancelli) e i primi due stralci della Pedemontana delle Marche. 

l completamento dei successivi stralci consentirà di rendere continuo l’intero collegamento trasversale tra Umbria e Marche, eliminando le interruzioni ancora presenti lungo il tracciato. Per gli utenti, questo significa poter percorrere in modo diretto e senza deviazioni l’asse tra Perugia e la costa adriatica, con tempi di viaggio ridotti e maggiore regolarità del traffico, anche nei tratti oggi più congestionati o serviti da viabilità locale. 

Nel complesso, il progetto prevede la realizzazione di una rete viaria di circa 67 km articolata in gallerie, viadotti e svincoli, progettata per migliorare accessibilità, sicurezza e connessione tra i territori dell’Appennino centrale. 

1 lug 2026

d'Angela (Crea Sanità): "Persiste divario tra regioni ma Centro-Sud sta recuperando"

(Adnkronos) - “La nostra metodologia, che applichiamo ormai da diversi anni, prova a fare una valutazione dei livelli di tutela della salute nelle diverse regioni, tenendo conto delle prospettive di tutti gli stakeholder. Anche quest'anno si conferma la presenza di un importante divario tra le regioni più performanti, come il Veneto, che raggiunge il 64% della performance massima e regioni meno performanti, come la Calabria, che raggiunge un 36%. È un divario che, nel tempo, si sta riducendo perché le regioni del Centro e del Sud, che partivano da un livello peggiore, stanno progressivamente migliorando, un dato assolutamente positivo”. Lo ha detto Daniela d'Angela, presidente Crea Sanità, alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità. 

“Quest'anno - continua d'Angela - abbiamo voluto affiancare a questa valutazione di livelli di tutela della salute anche la percezione del cittadino e i miglioramenti che ha percepito. E' emerso è che nelle aree più consolidate, come l'assistenza ospedaliera, piuttosto che la specialistica ambulatoriale, sembra esserci una miglior soddisfazione rispetto al miglioramento dei livelli di tutela della salute che si sono registrati in quelle regioni. Lo stesso non si osserva invece in tema di assistenza domiciliare e non autosufficienza - osserva - dove ci sarebbe più bisogno, perché sappiamo bene che andiamo incontro a una popolazione e a un quadro epidemiologico di cronici e non autosufficienti”. 

“È proprio su queste aree - sottolinea l'esperta - che anche le regioni più performanti fanno fatica a decollare e peraltro c'è una bassa percezione di miglioramenti da parte dei cittadini. Quindi, si tratta di campi sui quali bisogna mettersi intorno a un tavolo e avanzare proposte operative di miglioramento di tipo strutturale e sono una condizione imprescindibile per garantire la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni”. 

1 lug 2026

Petralia (Aou Verona): "Miglioramento passa da integrazione e innovazione"

(Adnkronos) - “Miglioramento è la chiave di lettura che tutti gli stakeholders hanno dato della interpretazione dei dati, che stanno migliorando sia dal punto di vista del valore oggettivo, ma anche della crescita della performance. Questo è ciò che dobbiamo fare anche noi, manager nelle nostre aziende, coinvolgendo le persone e modificando le organizzazioni in modo non solo più resiliente, ma anche più innovativo e capace di essere sostenibile”. Così Paolo Petralia, direttore generale Azienda ospedaliera universitaria di Verona, intervenendo alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Crea Sanità - Centro per la ricerca economica applicata. Il rapporto offre una fotografia dettagliata sulle Performance a livello regionale in tema di opportunità di tutela della Salute. 

“Tutto questo significa costruire orizzontalità - continua Petralia - spostandosi dai silos e da quelle verticalità segmentarie che siamo abituati a trovare nell'ospedale, nel territorio, nel sanitario e sociale e costruire, invece, ponti, orizzontalità e capacità di mettere davvero la persona al centro in una logica in cui sono i setting erogativi, le prestazioni e i servizi a muoversi, a modificarsi e a rendersi fruibili verso quella persona che è sempre la stessa, nonostante abbia bisogno, prima di una cosa, e poi di un’altra, dalla casa all'ospedale”. 

Secondo Petralia, una strategia per l’allocazione delle risorse che potrebbero essere adottate per migliorare le performance di quelle Regioni che hanno risultati inferiori al 40% del valore massimo teorico è “la comunità di pratica, cioè quella del luogo in cui aziende, cittadini e operatori - aggiunge - piuttosto che i vari livelli di partecipazione, si possono incontrare, scambiare esperienze, condividere buone prassi e ripartire non più da una somma di singoli elementi, ma dalla costruzione di un nuovo prodotto, che può essere il risultato di un miglioramento atteso”. 

1 lug 2026

America’s Cup 2027, l’Immacolatella diventa la casa di Sport e Salute a Napoli

(Adnkronos) - Il Palazzo dell’Immacolatella sarà il quartier generale di Sport e Salute in vista dell’America’s Cup 2027. È stato presentato a Napoli l’accordo attuativo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, guidata da Eliseo Cuccaro, alla presenza dei vertici di Sport e Salute: il Presidente Marco Mezzaroma e l’Amministratore Delegato Diego Nepi Molineris. All’incontro hanno partecipato anche Roberto Petri, Presidente di Assoporti, e l’Ammiraglio Ispettore Giuseppe Aulicino, Comandante della Capitaneria di Porto di Napoli e Direttore Marittimo della Campania. Lo storico edificio del porto diventerà un punto di riferimento operativo per accompagnare il percorso verso l’America’s Cup, a partire dalla regata preliminare in programma a Napoli dal 24 al 27 settembre prossimi. Una sede condivisa che unisce sport e cultura del mare nel cuore della città. 

In occasione dell’America’s Cup, il piano terra dell’Immacolatella ospiterà mostre ed esposizioni dedicate alla storia marittima di Napoli e all’emigrazione italiana, con un percorso di valorizzazione pensato per cittadini e visitatori da tutto il mondo. Costruito tra il 1743 e il 1747 su progetto di Domenico Antonio Vaccaro per volontà di Carlo III di Borbone, il Palazzo dell’Immacolatella nacque come sede della Deputazione della Salute, l’ente incaricato dei controlli sanitari sulle navi in arrivo nel porto. Con la sua pianta ottagonale e la statua dell’Immacolata, è uno dei simboli del porto storico napoletano. Tra fine Ottocento e inizio Novecento divenne il punto di raccolta degli emigranti verso le Americhe, guadagnandosi il nome di “Casa dei Migranti”. Restaurato nel 2022, oggi è un luogo rinnovato, restituito alla città e aperto a nuove opportunità. Un simbolo storico che guarda al domani: per l’America’s Cup 2027 l’Immacolatella diventerà il ponte tra la grande tradizione marittima della città e la più antica competizione sportiva al mondo.  

“L’Immacolatella è un luogo straordinario, simbolo della storia marittima di Napoli e della sua vocazione internazionale -ha sottolineato il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma-. Scegliere questo spazio come sede di Sport e Salute per l’America’s Cup significa valorizzare un patrimonio della città che guarda al futuro, rafforzando il legame tra Napoli, il mare e lo sport. Ringraziamo il Governo, a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, per la visione e il sostegno che stanno accompagnando questo storico evento. E l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il Presidente Eliseo Cuccaro per aver condiviso con noi un percorso che valorizza il rapporto tra istituzioni, comunità e territorio. L’America’s Cup è molto più di una competizione sportiva: è un’opportunità per lasciare un’eredità concreta, generando nuove connessioni, crescita e prospettive per l’Italia, Napoli e la Campania. Desidero inoltre rivolgere un ringraziamento al Commissario straordinario Gaetano Manfredi, al Comune di Napoli e alla Regione Campania per la preziosa collaborazione istituzionale e il contributo importante che stanno offrendo alla realizzazione di questo importante progetto. Attraverso l’Immacolatella vogliamo raccontare una storia che nasce dal mare e arriva al futuro, lasciando alla città un patrimonio di partecipazione, identità e nuove opportunità”. 

"Bagnoli sarà il cuore pulsante della Coppa America, Castel dell'Ovo è stato battezzato come la location in cui Napoli incontra il mondo e ora", ha aggiunto l'amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris. "L'Immacolatella ci darà la possibilità di poter inserire all'interno tantissime realtà che hanno nello sviluppo, nella pianificazione e nell'organizzazione di Coppa America l'intento di renderla per tutti un'esperienza meravigliosa. Nei prossimi tre mesi cercheremo di consegnare tutte le altre basi che mancano, siamo perfettamente nei tempi e soprattutto stiamo lavorando per le pre regate di fine settembre che avranno invece in Nisida il centro nevralgico per i team", ha spiegato l'ad di Sport e Salute. 

1 lug 2026

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