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2 lug 2026

Iran-Usa, prossimo round negoziati il 18 luglio. Quatar: "Progressi positivi a Doha"

(Adnkronos) - Il prossimo round di negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran inizierà il 18 luglio. Lo ha riferito l'emittente saudita Al-Hadath citando una fonte di alto livello. Al momento non è stato indicato dove si terranno i negoziati. 

Il prossimo round di negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran inizierà il 18 luglio, secondo quanto riferito dall’emittente saudita Al-Hadath, che cita una fonte di alto livello. La sede dell’incontro non è stata ancora comunicata. 

Intanto da Doha arrivano segnali di apertura: i colloqui tra le delegazioni americana e iraniana hanno registrato “progressi positivi”, come riferito dal portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari. Le discussioni, condotte tramite mediatori qatarioti e pakistani, proseguiranno dopo i funerali dell’ex guida suprema iraniana Ali Khamenei. Secondo Al-Ansari, gli incontri separati hanno permesso di avanzare su alcune questioni relative al memorandum d'intesa di Islamabad, basandosi sui risultati del vertice del Lago di Lucerna, con le parti che hanno concordato di riprendere il dialogo nel prossimo periodo. 

Sul fronte regionale, Teheran torna ad alzare i toni sullo Stretto di Hormuz, definito “non un parco giochi per gli Stati Uniti” e avvertendo che ogni violazione delle regole di navigazione sarà “risposta in modo immediato e deciso”. "Lo Stretto di Hormuz Tutte le petroliere e le navi commerciali sono obbligate a transitare esclusivamente lungo la rotta designata", ha dichiarato il Comando militare di Emergenza iraniano Khatam al-Anbiya, aggiungendo che "qualsiasi violazione dei protocolli di navigazione iraniani nello Stretto di Hormuz sarà accolta con una risposta immediata e decisa da parte delle forze armate. La continua presenza di aerei da combattimento americani sullo Stretto di Hormuz mette in pericolo la sicurezza dell'intera regione". 

Intanto il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha esortato gli iraniani a partecipare in massa ai funerali della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele all'inizio della guerra, il 28 febbraio. In una nota, Ghalibaf ha esortato "tutto il popolo iraniano" a "scrivere una pagina gloriosa nella storia dell'Iran islamico" prendendo parte alle cerimonie funebri che inizieranno sabato. "La richiesta di vendetta della Nazione deve risuonare nelle orecchie del mondo intero", ha aggiunto Ghalibaf, collegando la mobilitazione popolare alla risposta per la morte della Guida Suprema. 

Il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, rappresenterà la Russia alla cerimonia funebre. 

 

2 lug 2026

Alzheimer, nuovo test del sangue potrebbe prevedere sintomi imminenti

(Adnkronos) - Un nuovo esame del sangue potrebbe riconoscere chi sta per sviluppare i sintomi dell'Alzheimer. In uno studio finanziato dai National Institutes of Health americani, un team di scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis ha scoperto un biomarcatore spia che sembrerebbe più efficace nel prevedere l'imminente progressione della malattia. Si tratta dei circRna, "piccoli anelli di materiale genetico" che "potrebbero essere forti indicatori dell'imminente comparsa dei sintomi dell'Alzheimer", annunciano gli Nih. Gli autori del lavoro, informa l'agenzia, hanno infatti dimostrato che "livelli elevati di alcuni Rna circolari nel sangue triplicano quasi il rischio per i pazienti di sviluppare sintomi, suggerendo che queste molecole siano più sensibili all'insorgenza dei sintomi rispetto ai tradizionali biomarcatori della malattia di Alzheimer". 

 

Gli attuali test del sangue per l'Alzheimer offrono diagnosi affidabili rilevando i marcatori delle placche amiloidi, un segno distintivo della patologia, ricordano gli Nih. Tuttavia questi esami, che possono produrre risultati positivi potenzialmente decenni prima della comparsa del deterioramento cognitivo, non sono molto informativi su come progredirà la malattia di un paziente. Questa nuova ricerca, prospetta l'agenzia, getta le basi per un tipo di test che potrebbe potenzialmente prevedere l'insorgenza dei sintomi.  

"In ambito clinico - afferma Richard Hodes, direttore del National Institute on Aging (Nia) degli Nih - essere in grado di identificare i pazienti sull'orlo della comparsa dei sintomi" di Alzheimer "sarebbe di inestimabile valore. Disporre di queste informazioni potrebbe aiutarci a selezionare i pazienti più adatti per gli studi clinici e a determinare con maggiore precisione quali trattamenti siano efficaci nel prevenire il declino cognitivo". 

Ma cosa sono gli Rna circolari e che informazioni possono dare? A differenza delle placche amiloidi che si accumulano lentamente nel cervello, i circRna sono molto più dinamici e riflettono l'attività cerebrale più recente, descrivono gli Nih. In uno studio precedente, Carlos Cruchaga e colleghi della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno collegato i circRna cerebrali alla demenza e alla gravità neuropatologica. Per capire se queste molecole avessero un potenziale clinico, era però necessario verificare se queste associazioni fossero confermate anche per i circRna circolanti nel sangue, un tessuto molto più accessibile. 

 

Il gruppo di Cruchaga ha quindi analizzato i dati ematici di oltre 1.200 partecipanti a diverse coorti indipendenti, individuando un insieme di 34 circRna associati alla malattia di Alzheimer. I modelli predittivi basati su queste correlazioni hanno identificato con successo i pazienti affetti da Alzheimer, con prestazioni simili a quelle dei modelli addestrati sui dati della proteina pTau217, il principale biomarcatore ematico clinico per la patologia. Il modello basato sui circRna, tuttavia, ha superato di gran lunga il modello basato sulla pTau217 in termini di previsione a lungo termine. I 34 circRna si sono rivelati predittori più affidabili della progressione di un paziente verso l'Alzheimer sintomatico, e ulteriori esperimenti suggeriscono che i loro livelli sembrano discostarsi dalla norma circa 2-4 anni prima dell'insorgenza dei sintomi. 

"Questi risultati potrebbero essere fondamentali per lo sviluppo di test che non solo aiutino i medici a identificare i candidati per nuove terapie, ma anche a monitorarne la risposta, in particolare per i farmaci che agiscono sulle placche amiloidi", sottolineano gli Nih. "I pazienti trattati con nuove terapie per la rimozione della proteina beta-amiloide possono risultare negativi alla proteina tau pur continuando a essere affetti da malattia di Alzheimer. Questi Rna circolari potrebbero fornirci una prospettiva più completa sulla biologia complessiva della malattia", chiarisce Cruchaga, autore corrispondente dello studio. 

Insieme a partner commerciali, i ricercatori stanno attualmente lavorando allo sviluppo di test clinici applicabili per i circRna nel sangue. "È positivo avere una solida base scientifica e modelli affidabili, ma il nostro obiettivo finale è aiutare le persone", conclude Cruchaga. 

2 lug 2026

Sport, al via l'VIII edizione concorso nazionale 'Donna Sport - L'atleta più brava a scuola'

(Adnkronos) - Ai nastri di partenza l’ottava edizione di “Donna Sport - L’atleta più brava a scuola”, concorso biennale che premia talento e impegno scolastico delle giovani sportive più meritevoli. L’iniziativa, ideata e realizzata dal Gruppo Bracco – con il patrocinio di Coni e Comitato Italiano Paralimpico – ha l’obiettivo di sostenere e valorizzare lo sport femminile, sommando insieme meriti scolastici e agonistici. Una Giuria di qualità selezionerà le migliori atlete e paratlete che si candideranno e che potranno iscriversi gratuitamente sul sito www.donnasport.it dal 1° luglio 2026 fino al 30 ottobre 2026. Il concorso nazionale è rivolto a tutte le ragazze che praticano una disciplina a livello agonistico fra quelle federate in ambito Coni e Cip, che abbiano ottenuto meriti sportivi nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 al 30 giugno 2026, e frequentato con successo e con buoni risultati un corso di studio nell’anno scolastico 2025/2026. Tutti questi requisiti saranno oggetto di valutazione per l’assegnazione dei premi in buoni acquisto Mondadori, Decathlon e Amazon con un montepremi complessivo pari a undicimila euro. 

“L’attenzione per i giovani e per lo sport è iscritta da sempre nel codice genetico della nostra famiglia”, afferma Diana Bracco, Presidente e CEO del Gruppo Bracco. “Come azienda crediamo profondamente nel significato educativo e sociale dello sport e consideriamo l’attività agonistica un’occasione unica per ragazzi e ragazze perché siamo convinti che rappresenti un veicolo di valori positivi: la lealtà, l’impegno, il gioco di squadra, il merito, la ricerca del risultato, il rispetto delle regole e degli altri”. Il concorso “Donna Sport” valorizza l’impegno e il talento delle giovani promesse, in un’ottica ampia che mette in luce l’importanza dei traguardi raggiunti non solo nelle competizioni sportive ma anche nello studio e nella formazione. “A questa iniziativa sono particolarmente legata, soprattutto perché riesce a sfatare tanti pregiudizi, a iniziare dal luogo comune che studio e sport non siano compatibili”, aggiunge Diana Bracco. “Le nostre vincitrici testimoniano che il legame non è soltanto possibile, ma che è un vero binomio vincente. Infatti, l’impegno e la determinazione che le giovani atlete mettono nell’attività agonistica sono gli stessi che le accompagnano nella vita di tutti i giorni e che le aiutano a crescere come persone di valore”. Dal 2011 ad oggi, il concorso “Donna Sport” ha visto la partecipazione di oltre 1.900 atlete, provenienti da quasi tutte le regioni italiane, attive in oltre 45 discipline sportive, tra cui atletica, pallavolo, ciclismo, canottaggio, tennis, nuoto, pallacanestro e molte altre. 

2 lug 2026

Cancro ovarico, Aifa approva rimborso per nuovo anticorpo farmaco coniugato

(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine per il trattamento del cancro epiteliale dell'ovaio sieroso ad alto grado, cancro della tuba di Falloppio o cancro peritoneale primitivo. È il primo e unico anticorpo farmaco coniugato approvato e rimborsato in Italia contro questi tumori ginecologici positivi al recettore alfa dei folati (Frα) non più elegibili a chemioterapia a base di platino. Se ne parla oggi a Roma - dopo la pubblicazione, lo scorso 25 giugno in Gazzetta Ufficiale, della determina dell’ente regolatorio - in un incontro su 'Tumore ovarico: le nuove frontiere dell'innovazione terapeutica' a cui partecipano rappresentanti dei clinici, dei pazienti e delle istituzioni. Si tratta - riferisce una nota - della prima innovazione, nell'arco di un decennio, nel trattamento del carcinoma ovarico resistente al platino. 

"Il tumore ovarico risulta in crescita in Italia e fa registrare ogni anno più di 5.400 nuovi casi - afferma Sandro Pignata, direttore Oc Uro-ginecologia Int-Irccs Fondazione Pascale di Napoli e coordinatore Rete oncologica Campana - È una neoplasia abbastanza rara, ma al tempo stesso è la più grave tra quelle ginecologiche, nonché uno dei 'big killers' in oncologia. L'elevata mortalità si spiega con la totale assenza di valide strategie di screening e con i sintomi aspecifici che la malattia presenta. Le diagnosi precoci sono perciò molto difficili, gli interventi terapeutici poco tempestivi e la sopravvivenza a 5 anni si attesta solo al 43%. Vi è poi il grave problema dell'alto tasso di recidiva della patologia che è causato soprattutto dalla resistenza alle terapie ordinarie. Si calcola che fino all'80% dei casi di carcinoma avanzato va incontro a recidiva dopo un primo trattamento farmacologico con lo standard di cura costituito da chemioterapia a base di platino". 

L'innovazione terapeutica "sta cambiando la storia naturale del tumore ovarico e migliorando le aspettative di vita delle pazienti - sottolinea Domenica Lorusso, professore ordinario di Ginecologia e ostetricia presso Humanitas University e direttore dell'Uo di Ginecologia oncologica di Humanitas San Pio X, Milano - L'arrivo, anche nel nostro Paese, di mirvetuximab soravtansine è una buona notizia che può rispondere ai bisogni insoddisfatti delle donne colpite da una neoplasia insidiosa. Mirvetuximab soravtansine è in grado di aumentare la sopravvivenza delle pazienti e ha dimostrato una riduzione del 35% del rischio di progressione del tumore. Questi dati positivi di sopravvivenza hanno consentito di poter includere questa molecola nel recente aggiornamento delle linee guida italiane ed europee (Aiom ed Esmo), punto di riferimento scientifico per la comunità oncologica. Questa nuova soluzione terapeutica - precisa - consiste in un anticorpo monoclonale che presenta un meccanismo d'azione molto innovativo. Si lega a una specifica proteina, chiamata recettore alfa dei folati Frα, che è espressa dalle cellule tumorali. Il farmaco, una volta internalizzato, rilascia al loro interno una molecola citotossica, il Dm4, che inibisce la divisione cellulare. Rispetto alle precedenti terapie risulta più efficace e con minori tossicità".  

La medicina di precisione "è una realtà anche nel trattamento delle neoplasie ginecologiche - Illustra Giusy Scandurra, direttore Uoc Oncologia medica ospedale Cannizzaro di Catania e docente presso la Facoltà di Medicina dell'università Kore di Enna - L'oncologia è in profonda trasformazione e stiamo passando da un approccio standardizzato ad un modello centrato sul singolo individuo. Il 36% delle pazienti con carcinoma ovarico platino resistente ha un'alta espressione della proteina specifica Frα. Questa rappresenta il bersaglio terapeutico dell'anticorpo farmaco coniugato mirvetuximab soravtansine. Nella pratica clinica - aggiunge - è fondamentale riuscire sempre ad ottenere una precisa caratterizzazione biologica della paziente a diagnosi. Oggi ciò è possibile grazie al lavoro dell’anatomo-patologo e all'utilizzo di test genomici e di nuovi biomarcatori immunoistochimici". 

"La rimborsabilità di questa terapia è un passo importante, perché avvicina l'innovazione alle donne che ne hanno bisogno - osserva Ilaria Bellet, presidente di Acto, Alleanza contro il tumore ovarico Italia - Perché diventi davvero cura per tutte, accanto alla terapia va garantito anche il test Frα che ne consente l'accesso, in modo uniforme e gratuito su tutto il territorio: così a contare è il bisogno clinico e non il luogo di cura. Continueremo a lavorare perché l'innovazione non resti una possibilità per alcune, ma diventi un diritto uguale per tutte". 

"Accogliamo con soddisfazione la decisione adottata nelle scorse settimane dall'Agenzia italiana del farmaco - conclude Fabrizio Greco, amministratore delegato AbbVie Italia - Il nostro impegno in oncologia prosegue da molti anni ed è guidato dalla convinzione che l'innovazione, la medicina di precisione e l'impiego delle più avanzate tecnologie di ricerca siano fondamentali per sviluppare terapie in grado di rispondere a bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti. L'approccio sempre più mirato rappresenta un elemento centrale nella lotta contro diverse forme di tumore, in particolare laddove i trattamenti chemioterapici non risultano efficaci. Oggi pazienti e clinici possono disporre di una nuova opzione terapeutica contro quella che, al momento, è la neoplasia ginecologica più letale". 

2 lug 2026

Danny Glover, star di 'Arma Letale': "Ho l'Alzheimer, è difficile ma ci convivo da anni"

2 lug 2026

Macerata, 62enne ucciso in casa a Civitanova Marche: fermata la compagna

(Adnkronos) - Nel tardo pomeriggio di mercoledì, i poliziotti l'avevano trovata in stato confusionale nello stesso appartamento in via Matteotti 272, a Civitanova Marche, dove era stato appena ucciso a coltellate il compagno 62enne, Marco Pennisi. Portata subito in questura, la donna è stata fermata oggi con l'accusa di omicidio.  

Intorno alle 18.35 di ieri, gli agenti del commissariato di Civitanova Marche sono intervenuti nell'abitazione della vittima dopo la chiamata dei sanitari del 118. Nel corso del sopralluogo da parte dei poliziotti, successivamente raggiunti dal medico legale e dal sostituto procuratore di Macerata, gli agenti hanno sorpreso la 33enne, anche lei come la viittima già nota alle forze dell'ordine, e portata in commissariato. In suo possesso è stato trovato un coltello sporco di sangue e compatibile con le ferite inferte alla vittima. 

Diverse persone ascoltate come informate sui fatti, hanno notato la donna nell’appartamento già dal primo pomeriggio e sentito diverse liti nelle ore precedenti il delitto. La coppia infatti era conosciuta per frequenti contrasti, probabilmente conseguenti l’abuso di alcol e stupefacenti. Assistita dal proprio legale, la compagna della vittima è stata sottoposta a interrogatorio ammettendo di avere ferito l’uomo al culmine di una violenta lite, scaturita - pare - dagli atteggiamenti prevaricatori dell’uomo e da alcuni episodi di violenza subite. Il pubblico ministero Enrico Riccioni ha quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto di omicidio la donna che sarà accompagnata in carcere. 

2 lug 2026

Murina (Aiv): "Contro minimizzazione vulvodinia formazione, ricerca e awareness"

(Adnkronos) - Considerata a lungo solo “un disturbo psicosomatico, la vulvodinia è spesso minimizzata, mentre sappiamo che ha una solida base biologica ed è chiaramente non adeguatamente considerata dal punto di vista clinico, politico e sanitario. Oggi possiamo fare veramente tanto per evitare l’invisibilizzazione della vulvodinia, e per arrivare il più precocemente possibile alla diagnosi di una patologia” che impatta molto “nella quotidianità della donna. Possiamo lavorare sul fronte della ricerca, agire sulle istituzioni e sulla formazione dei medici, ma anche sull’awareness, cioè nel far conoscere sempre di più la patologia attraverso campagne di sensibilizzazione”. Lo ha detto Filippo Murina, responsabile del servizio di Patologia del tratto genitale Inferiore, Ospedale V. Buzzi-Università degli Studi di Milano, presidente dell’Associazione italiana vulvodinia (Aiv), in occasione del lancio della campagna ‘Non è mica un segreto. È vulvodinia’ - con una serie social in 5 episodi ‘My vajayjay is on fire!’ - promossa con il supporto non condizionante di Zambon e che vede l’Aiv “in prima linea nella sua missione: supportare le donne, sostenere la ricerca e promuovere la formazione perché possiamo dare alla donna un percorso corretto e un trattamento adeguato”.  

Oggi “possiamo fare veramente tanto per chi soffre di questa patologia spesso invisibile- continua Murina - perché, dal punto di vista clinico si può sospettare, ma non ci sono elementi che la contraddistinguono dal punto di vista obiettivo, come macchie, secrezioni o alterazioni dei genitali esterni”. Per questo è importante “la formazione. Come Associazione italiana vulvodinia stiamo lavorando a corsi che possano certificare la competenza dei professionisti perché affrontino questa condizione in maniera corretta”. La vulvodinia, per definizione, “è una condizione in cui la donna presenta bruciore, dolore e/o difficoltà nei rapporti sessuali, con bruciore e dolore a livello dei genitali esterni, in apparente assenza di manifestazioni visibili, per una durata di almeno tre mesi. Questa definizione - chiarisce l’esperto - rende ragione di una diagnosi che è prevalentemente clinica, ossia basata sulla visita, e che deve portare a escludere tutta una serie di altre condizioni che possono coesistere o essere alla base del problema”. Mentre continua la ricerca clinica, al momento, sottolinea Murina, “disponiamo di numerosi trattamenti che, se ben applicati all’interno di un percorso adeguato e personalizzato sulle caratteristiche della singola donna, consentono di ottenere grandissimi risultati. È possibile avere una sessualità appagante, è possibile avere una gravidanza, se lo si desidera, ed è possibile vivere normalmente”. 

2 lug 2026

L’attrice de' Castiglioni: "Serie social per far conoscere vulvodinia"

(Adnkronos) - “Abbiamo cercato di raccontare la vulvodinia con leggerezza, non nel senso di superficialità, ma come modo per avvicinare le persone a un tema che può sembrare scomodo o negativo, ma che in realtà è semplicemente poco conosciuto”. Così l’attrice Carolina de' Castiglioni descrive la sua esperienza come protagonista della serie social ‘My vajayjay is on fire!’ di cui è protagonista, in occasione dell’avvio di ‘Non è mica un segreto, è vulvodinia’, campagna promossa dall’Associazione italiana vulvodinia con il supporto non condizionante di Zambon.  

“Sono molto fiera della serie”, in 5 puntate che si può seguire “sia sui miei social - Carothesituation - sia sul profilo dell’Associazione italiana vulvodinia e relativi canali - afferma de’ Castiglioni - È una serie che mi ha insegnato prima di tutto che cosa sia la vulvodinia. Anch’io, come gran parte degli italiani, non sapevo che è un dolore cronico che interessa l’area vulvare che si manifesta in modo persistente per almeno 3-6 mesi” e che “è una condizione che colpisce circa 5 milioni di donne in Italia: un numero molto alto, che racconta quanto il fenomeno sia diffuso, anche se ancora poco riconosciuto”. 

Nota sui social per il personaggio della ‘sciura’ milanese, de’ Castiglioni ricorda che “uno degli aspetti più difficili è proprio riuscire a far comprendere un dolore invisibile. Quando non si vede, quando non si può misurare dall’esterno, diventa più complicato anche essere credute. E gli stereotipi, purtroppo, restano ancora molto forti”. 

2 lug 2026

Balsamo (Zambon): "Campagna per 5 mln di donne con vulvodinia"

2 lug 2026

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