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Otranto, scoperta una casa-pollaio: 23 persone ammassate in un immobile abusivo

(Adnkronos) - Ventitre persone vivevano nella stessa abitazione a Otranto, in provincia di Lecce: 21 adulti (10 pakistani, 8 bengalesi e 3 indiani) e 2 minori pakistani, tutti regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Li hanno scoperti i carabinieri del comando provinciale del capoluogo salentino, nell'ambito delle strategie condivise in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, per il contrasto al fenomeno diffuso delle cosiddette 'case pollaio'. Abitazioni spesso segnate da degrado, abusivismo edilizio e locazioni irregolari.  

I militari hanno deferito alla Procura della Repubblica di Lecce un 75enne salentino per abuso edilizio e omessa comunicazione all'autorità di pubblica sicurezza della cessione di fabbricato. Contestualmente, è stato eseguito il sequestro preventivo d'urgenza dell'immobile, risultato abusivo. Nel corso del controllo, effettuato con il supporto di personale della Asl di Lecce, l'immobile è risultato in gravi condizioni igienico-sanitarie: locali angusti e insalubri, presenza diffusa di umidità e muffa, assenza di acqua potabile e condizioni abitative non conformi ai minimi standard di sicurezza e salubrità.  

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che gli occupanti corrispondevano un canone mensile in contanti, in assenza di contratti regolari di locazione. È stata riscontrata l'omessa comunicazione delle generalità degli alloggiati all'autorità di pubblica sicurezza. Della loro situazione sono stati informati i Servizi sociali comunali, mentre ulteriori verifiche saranno svolte con l'Agenzia delle Entrate per gli eventuali profili di natura fiscale.  

2 lug 2026

Mondiali, Pape Gueye attacca il ct, "Finché ci sarà lui non giocherò più per il Senegal"

2 lug 2026

Sonepar acquisisce Stilcolor Service, Brunetti: "Miglioriamo efficienza operativa"

(Adnkronos) - Sonepar annuncia l’acquisizione di Stilcolor Service, società specializzata in servizi logistici avanzati, nell’ambito della propria strategia volta a potenziare ulteriormente la supply chain del Gruppo. "Questa operazione strategica, perfezionata tramite la controllata Sacchi Elettroforniture - si legge in una nota -, consolida la posizione di Sonepar nel mercato italiano della distribuzione B2B di prodotti elettrici, soluzioni e servizi correlati. L'integrazione di Stilcolor Service, che impiega 210 collaboratori, conferma l'impegno di Sonepar nel continuare a investire in una supply chain sempre più solida e integrata, a supporto della crescita e della capacità di rispondere rapidamente all’evoluzione delle esigenze del mercato". 

"Questo investimento rappresenta un’evoluzione coerente del nostro modello logistico - dice Marco Brunetti, presidente di Sonepar Italy, realtà che opera in Italia attraverso tre aziende principali: Sacchi, Sonepar Italia ed Elettroveneta -. L’integrazione diretta di competenze strategiche ci permette di aumentare il controllo sulla supply chain, migliorare l’efficienza operativa e continuare a elevare gli standard di servizio per i nostri clienti". L’acquisizione di Stilcolor Service rappresenta un traguardo importante per Sonepar, rafforzando lo status di Sacchi come "leader regionale, sostenuto da una rete logistica altamente integrata, efficiente ed orientata al futuro". L'operazione si inserisce nella strategia globale di Sonepar, che pone "l'eccellenza della supply chain e gli elevati standard di servizio al centro della propria offerta". "Attraverso investimenti mirati in competenza, processi operativi e innovazione, Sonepar continua a generare valore significativo e a promuovere il progresso del settore", conclude la nota.  

Stilcolor Service opera nel settore della logistica dagli inizi degli anni ’90 ed è specializzata nel progettare, implementare e gestire direttamente l’intera catena logistica: inbound, gestione magazzini automatici, picking, outbound, ottimizzando i processi e garantendo procedure certificate ed elevati livelli di servizio. Sonepar è un’azienda indipendente a conduzione familiare, leader mondiale nella distribuzione B2B di prodotti elettrici, soluzioni e servizi correlati. Nel 2025, Sonepar ha realizzato vendite per 33,6 miliardi di euro. In Italia, Sonepar conta oltre 230 filiali e 3.400 collaboratori, ed è leader nella distribuzione B2B di materiale elettrico, soluzioni e servizi correlati attraverso le sue tre aziende: Sonepar Italia, Sacchi ed Elettroveneta. Nel 2024, Sonepar ha registrato in Italia un fatturato di circa 2,4 miliardi di euro. 

2 lug 2026

Temptation Island, cosa è successo nella puntata di ieri: la fuga di Gabriele e la scoperta di Alessandra

(Adnkronos) - È solo la seconda puntata, ma a Temptation Island è già tempo di falò di confronto. Nella puntata andata in onda ieri, mercoledì 1 luglio, sono emersi i problemi di quattro coppie: Giovanni e Sabrina, Alessandra e Rosario, Soraya e Cristian, e, infine, Sara e Gabriele, arrivati ormai a un punto di non ritorno. 

La prima puntata si era conclusa con la richiesta di Giovanni di un falò di confronto anticipato con la fidanzata Sabrina, dopo averla vista avvicinarsi al single Lory e aver capito che in un contesto senza telecamere, probabilmente lo avrebbe già baciato. Ma Sabrina non si è presentata al falò, costringendo Giovanni a tornare nel villaggio dei fidanzati, ancora più deluso e amareggiato. 

 

 

La vera svolta della puntata, però, è arrivata con Alessandra e Rosario. Tra le tentatrici di questa edizione, c’è la single Giada, che in passato aveva avuto un flirt con Rosario. Il ragazzo ha ammesso, convinto di non essere ascoltato, di aver incontrato Giada più volte quando era già fidanzato con Alessandra. Come se non bastasse, il ragazzo ha accusato la fidanzata, nel capanno, di essere sempre senza soldi. Tanto è bastato per spingere Alessandra a chiedere un falò di confronto. Ma anche Rosario, così come Sabrina, ha rifiutato, convinto che per capire a che punto sia la loro relazione serve più tempo. 

 

 

La puntata è stata un’occasione per conoscere meglio la coppia formata da Soraya e Cristian. Lei ha confessato di non sapere più se è innamorata del suo fidanzato, anche perché sente di non condividere con lui interessi o obiettivi. Soraya ha accusato Cristian di “approfittare” della relazione perché il padre di lei è anche il suo datore di lavoro. Nonostante lavori e viva da solo, Cristian non “sa essere responsabile”. Soraya si è avvicinata al single Dimitri, suscitando una forte gelosia in Cristian. Ma per ora resiste. 

 

 

Alla fine, è il turno di Sara e Gabriele, il più atteso di tutta la puntata. Lui ha perso il controllo ieri fuggendo dal villaggio dopo aver visto un video in cui Sara si avvicina sempre di più al single Andre. I due dormono insieme, lei gli fa i massaggi e fanno il bagno insieme di notte, superando un limite che la coppia aveva stabilito prima di partecipare nel programma. Accecato dalla rabbia e dalla gelosia, Gabriele decide così di fuggire per raggiungere il villaggio delle fidanzate e affrontare il single Andre soprannominandolo “Hulk” e invitandolo a un confronto, ma il single non si è avvicinato. Gabriele poi è tornato nel suo villaggio chiedendo immediatamente il falò di confronto. Se Sarà accetterà, lo scopriremo nella prossima puntata.  

2 lug 2026

Rapporto Welfare Index Pmi 2026: il 76,5% delle aziende ha raggiunto il livello medio

(Adnkronos) - È stato presentato ieri a Roma il Rapporto Welfare Index Pmi 2026 giunto al suo decimo anno. La fotografia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane si basa su un modello di analisi organizzato in dieci aree: 1) Previdenza e protezione, 2) Salute e assistenza, 3) Conciliazione vita-lavoro, 4) Sostegno economico ai lavoratori, 5) Sviluppo del capitale umano, 6) Sostegno per educazione e cultura, 7) Diritti, diversità, inclusione, 8) Condizioni lavorative e sicurezza, 9) Responsabilità sociale verso consumatori e fornitori, 10) Welfare di comunità. Oggi il welfare aziendale ha raggiunto la fase della maturità: le Pmi sono consapevoli del proprio ruolo sociale e pronte a generare impatto. Il 76,5% delle aziende italiane di piccole e medie dimensioni ha superato il livello medio di welfare aziendale. Triplicato, inoltre, il numero di Pmi con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 33,9% del 2026. Infine, si riduce progressivamente il peso delle aziende che limitano il welfare al solo adempimento contrattuale, con solo il 18,2% delle Pmi. 

L’analisi mette insieme i dati che rappresentano il comportamento di welfare delle aziende: l’estensione delle iniziative adottate, l’entità della spesa, le fonti istitutive (contratti collettivi, integrativi, iniziativa autonoma aziendale), le modalità di gestione e di coinvolgimento dei lavoratori, gli obiettivi sociali dichiarati. L’esito di questo esame è il raggruppamento delle aziende in quattro profili, qui di seguito descritti: Welfare strategico: appartengono a questo gruppo il 19% delle imprese caratterizzate da un welfare evoluto, ai più alti livelli di iniziativa e capacità gestionale, e che considerano centrali gli obiettivi di soddisfazione dei lavoratori e di reputazione (vs. 8,5% rispetto al 2016); Welfare premiante: comprende il 31,1% delle imprese, che gestisce il welfare aziendale come componente del sistema retributivo e premiante, e lo considerano di grande importanza per il conseguimento dei risultati aziendali (vs. 23,9% del 2016); Welfare in evoluzione: è il profilo più numeroso, costituito dal 31,7% delle imprese, in maggioranza al livello medio di sviluppo del welfare aziendale, che non ha un orientamento ancora definito, a metà strada tra un approccio teso a valorizzare il ruolo sociale dell’azienda ed uno più focalizzato sulle politiche retributive e le relazioni industriali (vs 24,9% del 2016); Welfare di conformità: il 18,2% del totale, che muove i primi passi nel welfare aziendale, perlopiù attuando le disposizioni dei contratti collettivi (vs. 42,7% del 2016). 

Nel corso dei dieci anni di Welfare Index Pmi è possibile distinguere tre fasi di welfare aziendale. Una prima fase espansiva (2016-2019), caratterizzata da una rapida diffusione delle iniziative e da un progressivo ampliamento delle prestazioni offerte dalle imprese. Una seconda fase di consapevolezza (2020-2024), segnata dal contesto Covid-19, in cui il welfare ha assunto un ruolo più strategico e sociale, rafforzando il supporto a lavoratori e famiglie e contribuendo alla resilienza del sistema produttivo. Oggi si è aperta una terza fase di maturità, in cui la crescita quantitativa rallenta ma evolve la qualità: il welfare si integra sempre più nelle strategie d’impresa, migliora nelle capacità gestionali e aumenta il proprio impatto ed efficacia nel creare valore a beneficio delle imprese stesse, delle famiglie e del sistema Paese. “Il Rapporto Welfare Index Pmi 2026 dice che le aziende con un welfare più evoluto registrano tassi di crescita superiori a quelli delle imprese che investono meno nel benessere dei propri lavoratori. Le imprese più forti, dunque, sono quelle che mettono al centro la persona. Oggi i giovani, ad esempio, non scelgono un'impresa soltanto in base alla retribuzione. - ha dichiarato Maria Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa - Guardano alla qualità del lavoro, alle opportunità di crescita, all'equilibrio tra vita e lavoro, ai servizi e ai benefit offerti. In sintesi: guardano al progetto di vita legato a un posto di lavoro. Per attrarre e trattenere i talenti non bastano più gli stipendi. Servono imprese che investano sulla persona prima ancora che sul lavoratore. Imprese capaci di guardare ai bisogni e alle aspirazioni dei propri dipendenti, non soltanto alla loro produttività. Il welfare, dunque, fa bene ai lavoratori, ma fa bene anche alle imprese. Quando una piccola impresa investe nel welfare, non migliora soltanto la qualità della vita dei propri dipendenti. Rafforza il tessuto sociale della comunità in cui opera. E quando l'impatto sociale di un'azienda supera i confini dello stabilimento, sostenendo le comunità locali, promuovendo formazione e salute, valorizzando il capitale umano e i giovani talenti, quell'impresa contribuisce a un obiettivo ancora più grande: creare occupazione, aiutare la coesione sociale e rendere attrattivi anche i territori più periferici, contrastandone lo spopolamento”.  

 

Giancarlo Fancel Country Manager & Ceo Generali Italia, ha affermato che “il Rapporto Welfare Index Pmi 2026 conferma come il welfare aziendale sia oggi parte integrante delle strategie d’impresa e una leva concreta di crescita, capace di generare valore per i dipendenti, le loro famiglie e i territori. In questi dieci anni abbiamo accompagnato un percorso che ha rafforzato la consapevolezza del ruolo sociale delle Pmi, sempre più protagoniste della coesione e dello sviluppo economico. Come Gruppo Generali sosteniamo la crescita del tessuto produttivo italiano con iniziative concrete, interpretando il nostro ruolo di Partner del Paese”. Quest’anno hanno partecipato a Welfare Index Pmi oltre 7.000 imprese, più che triplicate rispetto alla prima edizione, di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è promossa da Generali Italia con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio. 

I risultati di Welfare Index Pmi sono stati illustrati ieri Roma alla presenza di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione Normativa; Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità di Roma Capitale; Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo Generali Italia; Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia; Fausto Bianchi, Presidente Piccola Industria e Vicepresidente, Confindustria; Riccardo Giovani, Direttore Politiche Sindacali e del Lavoro, Confartigianato; Luca Brondelli di Brondello, vice-presidente di Confagricoltura; Marco Natali, Presidente di Confprofessioni; Eugenio Miccone, Presidente giovani imprenditori Confcommercio Roma; Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia; Enea Dallaglio, Mbs Consulting – A Cerved Company.  

L’impatto sociale è oggi uno degli indicatori chiave della maturità del welfare aziendale: non conta più solo la diffusione delle iniziative, ma la loro capacità di rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone e delle comunità. Nel 2026 emerge una forte crescita di consapevolezza: l’87,6% delle imprese riconosce la centralità di salute e sicurezza e il 75,9% ritiene necessario rafforzare il proprio ruolo sociale, mentre il 66,4% si sente chiamato a contribuire allo sviluppo sostenibile di filiera e territorio. Ma il vero elemento distintivo è nell’efficacia: le imprese che integrano il welfare nelle proprie strategie arrivano a livelli elevati di impatto sociale fino al 90% dei casi, grazie a modelli più strutturati, maggiore coinvolgimento dei lavoratori e una migliore capacità di intercettare i bisogni reali. È questa evoluzione – da insieme di misure a leva strategica – che consente al welfare di generare valore condiviso e risultati tangibili nel tempo. Il welfare aziendale si conferma sempre più una leva concreta di competitività e sviluppo per le imprese, superando la dimensione di costo per affermarsi come investimento strategico. I dati evidenziano una correlazione solida tra livelli di welfare e performance economiche: le aziende più evolute registrano una produttività superiore, con un fatturato per addetto che raggiunge i 396 mila euro (+20% rispetto alla media) e una redditività più elevata fino al +40,5%. A questo si affianca una maggiore capacità di crescita e generazione di occupazione: tra il 2021 e il 2024, le imprese con livelli alti di welfare hanno visto aumentare gli addetti fino al 20,4%, il doppio rispetto alle realtà meno strutturate. 

 

La solidità economico-finanziaria emerge anche nel posizionamento delle imprese: quelle con welfare più evoluto si collocano più frequentemente nei segmenti a crescita sostenuta e profittevole, mentre si riduce la presenza nei profili più fragili o sotto pressione. Queste realtà si distinguono non solo per i risultati economici, ma anche per la qualità della gestione e il posizionamento competitivo: la quota di imprese a crescita sostenuta e profittevole passa infatti dal 21,3% tra quelle con welfare iniziale al 39% tra quelle con welfare molto alto, confermando l’esistenza di un circolo virtuoso tra benessere delle persone e performance dell’impresa. A questi risultati si aggiunge anche una maggiore capacità di attrazione: nel 2025 il 61,5% delle Pmi ha effettuato nuove assunzioni, dato che sale al 78% tra le aziende con welfare molto alto. In un mercato del lavoro sempre più competitivo e selettivo, il welfare si afferma come fattore distintivo di attrattività, in particolare per i giovani: nelle imprese più evolute cresce la presenza di under 30 e la capacità di inserirli stabilmente. Questo è possibile anche grazie a un welfare più efficace e riconosciuto: oltre il 45% delle imprese rileva un elevato utilizzo e apprezzamento dei servizi. Ne deriva anche una maggiore capacità di fidelizzazione, con oltre il 60% delle imprese più strutturate che evidenzia un miglioramento della retention, confermando il welfare come leva decisiva per attrarre e trattenere talenti. 

In un contesto caratterizzato dall’aumento dei bisogni legati alla salute, all’assistenza, alla conciliazione vita‑lavoro, all’educazione e alla previdenza, il welfare aziendale contribuisce a rafforzare le reti territoriali di protezione sociale. Grazie alla loro diffusione sul territorio e alla vicinanza alle famiglie, le PMI rappresentano una vera e propria infrastruttura sociale, capace di integrare l’azione pubblica, favorire la collaborazione tra attori diversi e promuovere nuove forme di welfare di comunità. In un quadro segnato dal calo demografico e dal progressivo invecchiamento della popolazione, il welfare aziendale si configura sempre più come complemento al sistema pubblico, in particolare nei servizi di salute e assistenza. Si consolidano le soluzioni di sanità integrativa (11% adotta una polizza sanitaria) e cresce il ricorso a servizi di assistenza, come i consulti medici a distanza (2,5%); ma il dato più significativo è l’espansione delle iniziative di prevenzione, con check‑up (13,4%) e programmi di screening, come i controlli annuali per la prevenzione oncologica (6,9%), che segnalano un cambio di prospettiva sempre più orientato al lungo periodo. 

Nelle realtà più avanzate il welfare converge verso una visione Esg più ampia: cresce la quota di aziende che si dota di figure dedicate alla sostenibilità e definisce obiettivi sociali e ambientali verificabili. Le PMI più evolute rafforzano le relazioni con il territorio, ricorrendo a fornitori locali (61,7%), sostenendo iniziative sociali (37,3%) e costruendo reti con il terzo settore, che contribuisce all’erogazione di servizi sia alle persone sia alle imprese. Si consolida così un modello di welfare più maturo, che supera i confini aziendali e genera valore diffuso per la comunità. In questo scenario di evoluzione, le politiche di conciliazione vita‑lavoro registrano una lieve flessione, fisiologica dopo la forte espansione della fase post‑pandemica: la flessibilità oraria scende dal 41,3% al 38,6% e lo smart working dal 21,4% al 17,0%. Il dato non riguarda però le imprese più attente alle esigenze familiari, che continuano a registrare risultati significativamente migliori: livelli più elevati di soddisfazione dei lavoratori (65,0% contro il 32,3%) e maggiore produttività (62,3% contro il 27,9%), a conferma del legame tra qualità del welfare e performance aziendale. 

 

Fausto Bianchi, presidente della Piccola Industria di Confindustria e vice presidente di Confindustria ha dichiarato che “nelle Pmi c'è una forte consapevolezza che i figli dei dipendenti rappresentino il futuro del Paese. È una sensibilità che nasce naturalmente, perché nelle piccole imprese, che spesso sono a conduzione familiare, il rapporto tra imprenditore e collaboratori è diretto, quotidiano: si condividono responsabilità, fiducia e i momenti più importanti della vita delle persone. Ora questa sensibilità deve trasformarsi in strategia: le imprese che integrano il welfare nella propria cultura aziendale sono più produttive, attraggono talenti e sono più pronte ad affrontare il cambiamento. Le PMI possono fare la differenza sul tema dell'ascensore sociale, perché mettono la persona al centro e offrono la possibilità di valorizzare il talento indipendentemente dalla condizione di partenza”. E Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura ha sottolineato che "la sostenibilità è un fattore strategico di competitività che genera valore economico, ambientale e sociale. Tuttavia, richiede investimenti importanti che non possono ricadere solo sulle imprese, proprio perché vanno a vantaggio dell’intera collettività. Servono, dunque, politiche adeguate a sostegno, per far sì che sempre più aziende, a tutti i livelli, vadano in questa direzione. Oggi, dopo anni di slogan, possiamo dire con orgoglio che si sta affermando una visione più concreta della sostenibilità, fondata sui risultati, come dimostra il Welfare Index Pmi. Noi di Confagricoltura aderiamo sempre con impegno, perché valorizzare le esperienze virtuose è il modo migliore per dimostrare che sostenibilità e crescita possono e devono procedere insieme". 

Eugenio Miccone, presidente Giovani Imprenditori Roma Confcommercio ha dichiarato che “assistenza sanitaria integrativa e attenzione alla cura e al benessere dei lavoratori sono pilastri della nostra visione di welfare aziendale, integrato e sussidiario a quello pubblico e che supporti il lavoratore. Per questo Confcommercio ha costruito un solido sistema di welfare contrattuale che, attraverso fondi sanitari e bilateralità, raggiunge persino le micro imprese – quelle che più faticano nell'implementazione di servizi di welfare-, con un'attenzione crescente alla prevenzione da una parte e alla non autosufficienza e alla cronicità dell'altra, coscienti delle transizioni demografiche in atto”.  

E infine, Marco Natali, presidente di Confprofessioni ha dichiarato: "Negli studi professionali le donne rappresentano oggi la componente prevalente del lavoro dipendente e questo rende ancora più evidente una realtà: la crescita della partecipazione femminile non coincide automaticamente con il raggiungimento della piena parità. Le differenze che ancora emergono nei percorsi di carriera, nelle opportunità di crescita professionale, nei livelli retributivi e nella capacità di conciliare responsabilità lavorative e familiari dimostrano che il tema delle pari opportunità resta una priorità per il mondo del lavoro. Non si tratta soltanto di garantire accesso all'occupazione, ma di creare condizioni che consentano a ogni persona di esprimere pienamente il proprio talento e le proprie competenze. Per questo Confprofessioni considera strategico investire in welfare, formazione, flessibilità organizzativa e valorizzazione del capitale umano. La vera sfida non è aumentare semplicemente la presenza delle donne nei luoghi di lavoro, ma costruire ambienti professionali in cui il merito, le capacità e l'impegno possano tradursi in concrete opportunità di crescita. Quando non saremo più costretti a parlare di pari opportunità, ma semplicemente di opportunità, significherà che avremo raggiunto il nostro obiettivo". 

2 lug 2026

Aleotti: "Il fair play è un faro che ci guida nel nostro operato"

2 lug 2026

Buonfiglio: "Premio Fair Play Menarini segnala una sfida e mostra un sogno"

2 lug 2026

Veneto, 24 giornate da bollino rosso: al via piano Cav per esodo estivo

(Adnkronos) - Ventiquattro giornate da bollino rosso per traffico intenso, ventinove con bollino giallo per traffico sostenuto. Entra nel vivo la stagione dell’esodo estivo che, come ogni anno, vedrà aumentare in modo considerevole il numero di veicoli lungo le principali direttrici delle vacanze, specialmente in alcune giornate e in prossimità dei fine settimana. Nei primi 5 mesi di quest’anno, l’analisi dei volumi di traffico registrati sulle competenze Cav – Concessioni autostradali venete mostra un aumento moderato dei transiti (+0,42%) rispetto allo stesso periodo del 2025, in gran parte dovuto all’incremento del traffico pesante (+1,38%), che solo in parte interesserà gli spostamenti nei prossimi fine settimana. Per questo motivo, Cav prevede sulle proprie tratte (A4 Padova-Venezia, Passante di Mestre e Tangenziale di Mestre con il Raccordo Marco Polo) un esodo ordinato, seppur caratterizzato da giornate con traffico intenso. 

Nello specifico, condizioni di traffico intenso da bollino rosso sono previste in direzione Trieste e del litorale i venerdì di luglio e agosto e i tre sabati prima di Ferragosto (25 luglio, 1 e 8 agosto). In direzione Milano il bollino rosso marca soprattutto le giornate di rientro: le domeniche di luglio, a partire dal giorno 12 e, dopo Ferragosto, anche i sabati che danno inizio al controesodo. Attenzione anche ai giorni contraddistinti da traffico comunque sostenuto (indicate col bollino giallo), che potranno prevedere disagi in alcune fasce orarie e in particolari condizioni viarie. Per fa fronte a queste previsioni, Cav ha predisposto per le prossime settimane il potenziamento dell'organico in servizio e una serie di attività utili a garantire la scorrevolezza del traffico, l’informazione tempestiva all’utenza e la risoluzione rapida delle emergenze.  

 

 

I cantieri di manutenzione programmata in A4 e A57 saranno rimossi nelle giornate “calde” dell’esodo, eccetto quelli inamovibili e senza tuttavia ridurre le corsie percorribili. Particolare attenzione quest’anno meritano i lavori sulle barriere di sicurezza, che proseguono dallo scorso febbraio e interesseranno anche per i prossimi mesi tratti sia di A4 che di A57, con possibili rallentamenti in prossimità dei flessi negli orari e delle giornate con maggiori transiti. Nelle giornate più critiche, è previsto il potenziamento del personale in servizio che verrà dislocato in siti strategici lungo la tratta, come le intersezioni A4/A57 e A4/A27, per poter predisporre eventuali deviazioni nel minor tempo possibile in caso di incolonnamenti o blocchi del traffico, sfruttando i percorsi alternativi liberi. Anche grazie a questa possibilità, la Società non prevede “bollini neri” per la stagione alle porte. Nelle giornate più critiche gli ausiliari della viabilità di Cav saranno affiancati da personale di imprese qualificate per la segnalazione di eventuali code, fondamentale per la prevenzione degli incidenti. Saranno inoltre presenti presidi fissi con carri attrezzi adibiti al soccorso stradale, leggero e pesante, che stazioneranno al casello di Padova Est ed eventualmente a quello di Spinea. 

Tutte le 96 porte disponibili nelle 7 stazioni autostradali gestite saranno presidiate nelle giornate in cui è prevista la maggior concentrazione di traffico e sarà garantita l’apertura di tutte le porte di uscita, complessivamente 59, suddivise in 32 casse automatiche, 24 con telepedaggio e 3 con carte abilitate al pagamento anche in modalità contactless. Verrà inoltre garantita la presenza di personale tecnico per il pronto intervento di ripristino guasti agli impianti di esazione pedaggio e informazione all’utenza. Nei giorni più critici saranno a disposizione 4 furgoni attrezzati degli ausiliari della viabilità, automezzi per il soccorso stradale, un’ambulanza per il soccorso sanitario, due mezzi attrezzati con segnaletica per il servizio presegnalazione code. Il dispositivo dedicato si aggiunge alle informazioni all’utenza fornite attraverso pannelli a messaggio variabile, telecamere per il controllo visivo delle tratte autostradali e della rete di adduzione e webcam accessibili dal sito internet della Società. In caso di necessità sono disponibili 14.000 bottiglie di acqua minerale refrigerata per la distribuzione all’utenza. Viene inoltre predisposto, con la Croce Rossa di Venezia, un presidio sanitario fisso con ambulanza in corrispondenza dell’area di servizio di Arino Est, sulla A4. 

 

 

L’informazione agli utenti in viaggio viene garantita in tempo reale dal Centro operativo di CAV, attivo 24 ore su 24, che monitora costantemente il traffico al fine di gestire eventuali situazioni di criticità che si possono creare sia per il grande flusso viabilistico che per eventuali incidenti, attraverso i pannelli a messaggio variabile, webcam, notizie via telefono e collegamenti radiofonici con Isoradio e Radio Padova. Tutte le informazioni utili sono disponibili in tempo reale anche sul sito www.cavspa.it, nella sezione Infotraffico e sulla app InfoViaggiando, realizzata dalle Società contermini Autostrade Alto Adriatico, CAV e Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova e sulla quale è disponibile il notiziario vocale di infotraffico sempre aggiornato. È contattabile anche un call-center, che dalle 7 alle 22, al numero verde gratuito 800.996.099. 

Il piano di informazione all’utenza di CAV è potenziato dalla presenza, in area di servizio Arino Est, in direzione Trieste e Venezia, dell’Infopoint Centro Servizi CAVhere, aperto dal lunedì al venerdì con orario 8.30-13.00 e 14.00-17.30: oltre a offrire informazioni turistiche su destinazioni ed eventi nel territorio regionale e assistenza per tutte le problematiche connesse ai transiti e pedaggi autostradali, il servizio fornisce notizie in tempo reale su viabilità e traffico, in collegamento diretto con le strutture operative della concessionaria. Le previsioni del traffico di tutta la stagione, giorno per giorno, sono disponibili sul sito web della società, nella sezione Infotraffico-Previsioni traffico, con i tradizionali bollini colorati per identificare possibili situazioni di traffico sostenuto o intenso per entrambe le direzioni. Dal 1° giugno, inoltre, come definito dall’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), è possibile per gli utenti che percorrono le tratte Cav (con ingresso e uscita all’interno delle proprie competenze), chiedere il rimborso dei pedaggi in caso di cantieri o blocco prolungato del traffico che si protragga oltre l’ora.  

2 lug 2026

Fair Play Menarini, è la notte dei campioni: stasera la premiazione a Firenze

(Adnkronos) - La notte delle leggende sportive arriva a Firenze con il Premio Internazionale Fair Play Menarini 2026. Inaugurata ieri sera con i grandi campioni ospiti a Piazzale Michelangelo, alla presenza del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, la 30/a edizione dell’evento attende il suo pubblico al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Fra poche ore stelle dello sport di fama internazionale diventeranno i nuovi Ambasciatori del Fair Play Menarini nel mondo. 

  

“Il Premio Fair Play Menarini celebra il volto più autentico dello sport: quello che unisce al talento il rispetto, la correttezza, la lealtà e la capacità di fare squadra – spiega la sindaca di Firenze, Sara Funaro – I campioni premiati questa sera rappresentano non solo l’eccellenza nelle loro discipline, ma anche un esempio di come si possa competere senza mai perdere di vista i valori che rendono lo sport uno straordinario strumento di crescita e di educazione. Siamo orgogliosi di ospitare questa trentesima edizione interamente a Firenze e di diventare, per alcuni giorni, la ‘casa’ del fair play. È un riconoscimento importante per la nostra città, che si identifica nei principi del rispetto, dell’inclusione, della responsabilità e dell’attenzione verso gli altri. Sono valori che appartengono allo sport, ma che devono guidare anche il modo in cui costruiamo le nostre comunità e affrontiamo insieme le sfide del presente. In un tempo in cui troppo spesso prevalgono divisioni e contrapposizioni, il fair play ci ricorda che si può competere con lealtà, vincere con umiltà e affrontare anche le sconfitte con dignità. È un messaggio che parla soprattutto alle nuove generazioni e che abbiamo il dovere di sostenere ogni giorno. Per questo ringrazio la Fondazione Fair Play Menarini per il lavoro che porta avanti da trent’anni e tutti gli atleti che, con il loro esempio, dimostrano che il successo più grande non è soltanto conquistare un traguardo, ma lasciare un'eredità di valori capace di ispirare le persone e rendere la società più forte e più coesa”.  

Lo splendido palazzo dell’Opera cittadino accoglierà la serata clou del Premio, dedicata agli atleti che, sia per traguardi agonistici che per meriti etici, hanno lasciato un segno indelebile nella storia dello sport.  

A partire dalle ore 21:00, sfileranno sul tappeto rosso del Fair Play Menarini fenomeni dell’atletica come Armand Duplantis e Antonella Palmisano e regine dello sport paralimpico del calibro di Bebe Vio e Chiara Mazzel. Se il calcio porta alla festa del Fair Play icone intramontabili che rispondono ai nomi di Diego Milito, Gianfranco Zola e Emilio Butragueño, gli sport di squadra scelgono come propri paladini l’asso del basket Achille Polonara e Simone Anzani, idolo della pallavolo. Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti, trio d’oro del pattinaggio su ghiaccio azzurro, alzeranno insieme il trofeo; a loro si uniranno altri due collezionisti di medaglie rispettivamente nel nuoto e nella scherma: Gregorio Paltrinieri e Daniele Garozzo. Fabio Caressa, infine, rappresenterà quest’anno il miglior giornalismo sportivo italiano.  

A fianco dei vincitori di oggi, incontreremo i premiati del passato che negli ultimi 30 anni hanno esportato il messaggio del Fair Play Menarini nel ruolo di testimonial di etica, lealtà e rispetto, in gara e nella vita. Da Antonio Rossi a Ian Thorpe, da Giancarlo Antognoni a Sasha Vujacic, passando per Andrea Zorzi e Giacomo Perini.  

La serata sarà trasmessa in diretta dalle ore 21.00 su Sky, ai canali 501 e 257, portando il Premio Internazionale Fair Play Menarini nelle case degli appassionati di sport e dei tanti spettatori che vorranno seguire la celebrazione del suo trentennale. La conduzione sarà affidata a Rachele Sangiuliano, Michele Cagiano, Omar Schillaci e Federico Buffa.  

“Questa sera celebriamo un traguardo importante: trent'anni di un Premio che ha saputo raccontare lo sport attraverso i suoi valori più autentici – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Accogliere nuovi Ambasciatori del Fair Play Menarini significa vedere crescere una comunità di campioni che, con il loro esempio, dimostrano come talento, rispetto e responsabilità possano andare di pari passo, dentro e fuori dalle competizioni”.  

Il 30/a Premio Internazionale Fair Play Menarini vede la partecipazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale in qualità di partner istituzionale, e di Sustenium, Frecciarossa, Adiacent ed Estra come partner dell’iniziativa. 

Per seguire da vicino i protagonisti e restare aggiornati su tutte le novità, visitare il sito ufficiale www.fairplaymenarini.com e i canali social del Premio su Instagram, Facebook e YouTube. 

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