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Infanzia, Ovs e Save the Children al 'Punto luce' di Marghera: 'dispersione scolastica raggiunge 21,7%'

(Adnkronos) - Oggi il Punto Luce di Marghera, presidio educativo gestito da Save the Children insieme alla Cooperazione Sociale Itaca e in collaborazione con il Comune di Venezia, attivo nel quartiere dal 2016, ha ospitato l'Amministratore delegato di Ovs, Stefano Beraldo, il presidente di Save the Children Italia, Claudio Tesauro, e il sindaco di Venezia, Simone Venturini. Il centro offre attività di supporto allo studio, laboratori sportivi, artistici e tecnologici, percorsi di sostegno alla genitorialità e interventi personalizzati attraverso le Doti Educative. Nel solo 2025 il Punto Luce ha raggiunto 221 beneficiari, mentre dal suo avvio ha coinvolto complessivamente 907 bambini, bambine e adolescenti. Dall'inizio del progetto sono state inoltre attivate 104 Doti Educative – interventi di sostegno personalizzati rivolti ai minori in difficoltà socio-economica, di cui 9 nel 2025, per sostenere l'accesso a opportunità formative, culturali e sportive e contrastare le disuguaglianze educative. Gli ospiti, accompagnati da un'educatrice e da uno dei beneficiari del progetto, hanno avuto l'opportunità di conoscere da vicino gli spazi e le attività del centro, incontrando bambini, adolescenti e operatori coinvolti nei percorsi educativi promossi sul territorio.  

La visita ha rappresentato un momento di confronto e approfondimento sull’importanza di garantire opportunità di crescita, apprendimento e partecipazione ai più giovani, valorizzando il ruolo che luoghi come il Punto Luce svolgono nel rafforzare le comunità e nel contrasto alla povertà educativa. Secondo una recente ricerca di Save the Children, infatti, nelle Aree di Disagio Socioeconomico Urbano (ADU) di Venezia, individuate da ISTAT come i contesti più vulnerabili della città, il 30,8% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa; il tasso di abbandono e dispersione scolastica raggiunge il 21,7%, oltre il doppio rispetto alla media cittadina del 7,9%; il rischio di dispersione implicita interessa il 16,7% degli studenti, contro il 6,6% del resto della città; e il 37,3% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora, a fronte del 19,7% della media comunale.  

“Contrastare la povertà educativa e offrire opportunità alle bambine e ai bambini più vulnerabili richiede impegno e alleanze solide - ha dichiarato Tesauro - La collaborazione con OVS, che dura da oltre quindici anni, è un esempio concreto di questo percorso e ha permesso di raggiungere bambini e famiglie sia nei contesti di marginalità sia nelle emergenze umanitarie. Il Punto Luce di Marghera - ha continuato - dimostra il valore di un impegno condiviso e di lungo periodo. È una responsabilità che rinnoviamo ogni giorno: investire su bambini e adolescenti, sostenendone crescita, aspirazioni e talenti. Perché ogni bambino ha diritto non solo ad essere protetto e ad avere accesso a cibo e cure, ma anche alle opportunità per costruire il proprio futuro”. Stefano Beraldo ha aggiunto: "Da 15 anni siamo a fianco di Save the Children in un percorso fondato su valori condivisi. Sosteniamo l’organizzazione e le sue attività contribuendo ad aiutare le famiglie nei contesti più fragili e nelle emergenze umanitarie con l’obiettivo di costruire opportunità di crescita e di futuro per le bambine e i bambini. Crediamo fortemente che il nostro gruppo possa svolgere un ruolo significativo nel sensibilizzare un pubblico esteso grazie alla nostra presenza capillare sul territorio e al continuo dialogo con le famiglie che rappresentano un riferimento importante della nostra clientela. Un esempio concreto di questo impegno sul territorio è il sostegno al Punto Luce di Marghera, progetto che assume per noi un significato tangibile, trovandosi a pochissima distanza dalla sede della nostra azienda”. Il sindaco di Venezia conclude ribadendo il proprio impegno nel continuare "a lavorare in questa direzione, per costruire una società in cui tutti abbiano la possibilità di crescere e desiderare di progettare qui il proprio futuro”.  

 

 

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Rally Roma Capitale, Aurigemma: "Sensibilizzare sulla prevenzione e screening"

(Adnkronos) - “In occasione del Rally di Roma Capitale, ci saranno giornate dedicate alla prevenzione, che rientrano in 'Un consiglio in salute”, il programma gratuito di prevenzione promosso dal Consiglio regionale, che stiamo portando avanti da anni. L’importanza di unire questa manifestazione sportiva alla prevenzione ribadisce la valenza dello sport come straordinario mezzo di comunicazione". Così il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione, oggi a Roma, delle attività di prevenzione che si svolgeranno in occasione dell'evento in calendario da giovedì 2 a domenica 5 luglio. 

"Le attività di prevenzione - illustra Aurigemma - saranno effettuate grazie alla collaborazione con gli attori protagonisti del sistema salute, tra cui Asl rm1, Asl rm2, Asl rm6, Ordine dei medici, dei farmacisti, dei fisioterapisti e delle professioni infermieristiche, che ringrazio per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. È fondamentale - continua - entrare nei luoghi di ritrovo, di studio, di lavoro, come stiamo facendo con 'Un consiglio in salute', per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, per la salute e il benessere delle persone, educando allo stesso tempo a sani e corretti stili di vita".  

Nell'occasione "si potranno svolgere, tra gli altri - chiarisce - vari screening: mammella, collo dell’utero, colon retto, colesterolo, vitamina d, posturale e fisioterapia. Si potranno effettuare, inoltre, la vaccinazione Hpv". Tra le prestazioni previste "ci sono: pressione e glicemia; consulenza nutrizionale; ecg; informazione su antibiotico-resistenza". Le visite, come da programma, si effettueranno a Roma presso il Rally Arena - Palazzo dei Congressi all’Eur (da giovedì a sabato dalle 10 alle 20), a Viale Europa (giovedì dalle 10 alle 18), a Largo G.Agnesi - Colosseo ( venerdì dalle 18 alle 21), a Via della Conciliazione (domenica dalle 17,30 alle 20); a Frascati, presso Piazza G.Marconi (venerdì dalle 9 alle 13).  

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Webuild, Av/Ac Napoli-Bari: attivata tratta Napoli-Cancello

(Adnkronos) - E' stata ufficialmente attivata la tratta Napoli–Cancello, primo segmento dell'alta velocità-alta capacità Napoli–Bari, realizzata da Webuild per Rfi (Gruppo Fs Italiane). L’entrata in funzione della tratta segna un netto miglioramento degli standard di efficienza dell'intera direttrice ferroviaria, collegando direttamente la linea Napoli-Bari alla rete dell'alta velocità nazionale attraverso la stazione di Afragola e riducendo i tempi di viaggio per oltre 5 milioni di persone. 

Grazie anche all’attivazione della Napoli-Cancello, infatti, Trenitalia ha istituito da oggi il nuovo collegamento diretto Napoli-Lecce che unisce le due città in circa 5 ore senza cambi intermedi, mentre il viaggio tra Bari e Napoli scende a circa tre ore e mezza. Si tratta di primo un salto di qualità concreto per i collegamenti lungo l’asse adriatico–tirrenico, destinato a unire Napoli e Bari in sole due ore e a rafforzare il ruolo del Sud nei corridoi europei dei trasporti, fa sapere Webuild. 

La tratta Napoli–Cancello, lunga 15,6 chilometri, si sviluppa in un contesto ad alta densità urbana nell’area metropolitana di Napoli, rappresentando un nodo chiave per il riassetto dei collegamenti metropolitani, regionali e a lunga percorrenza. La tratta permette infatti l’accesso diretto della linea Napoli-Bari alla stazione di Napoli–Afragola, destinata a diventare la nuova 'Porta del Sud' verso la dorsale Torino-Milano-Roma-Salerno. Un ruolo di hub intermodale che sarà ulteriormente potenziato dalla futura Linea 10 della metropolitana di Napoli, la cui realizzazione è affidata a un consorzio guidato da Webuild, completando così l'integrazione tra la rete regionale e il sistema dell'alta velocità nazionale. 

 

Con l’attivazione del lotto entra in funzione anche la nuova stazione di Acerra, migliorando l’accessibilità alla rete ad alta velocità nazionale per gli abitanti della zona. Potenziata anche la viabilità, con la realizzazione di 12 nuovi collegamenti stradali e l’eliminazione dei passaggi a livello lungo la linea storica. Dal punto di vista tecnico il progetto Napoli–Cancello ha richiesto, tra l’altro, la posa di oltre 60 km di rotaie, 182.000 tonnellate di pietrisco e circa 65.000 traverse, oltre alla costruzione di 4 viadotti per una lunghezza complessiva di circa 4 km, che hanno permesso di scavalcare le principali arterie locali e minimizzare l'impatto su un territorio densamente popolato.  

Principale sfida ingegneristica dell'opera è stata la galleria Casalnuovo: circa 650 metri sono stati realizzati da Webuild con la tecnica dello scavo in atmosfera iperbarica, primo esempio di utilizzo in Italia e una delle poche applicazioni a livello europeo nell’ambito della costruzione di gallerie in presenza di falda acquifera. La linea Av/Ac Napoli–Bari, parte del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T, è tra principali interventi infrastrutturali in corso nel Paese e rappresenta un tassello fondamentale per il miglioramento della mobilità sostenibile nel Mezzogiorno. In totale, la futura linea avrà una lunghezza di 145 km di nuova ferrovia, con 15 gallerie e 25 viadotti, e servirà 32 Comuni con 20 tra stazioni e fermate lungo il tracciato. 

Il Gruppo Webuild è impegnato su quattro lotti della direttrice Av/Ac Napoli–Bari - Napoli–Cancello, Apice–Hirpinia, Hirpinia–Orsara e Orsara–Bovino – che rientrano tra i 21 progetti che il Gruppo sta realizzando nel Sud Italia per un valore complessivo aggiudicato di oltre 16 miliardi di euro. Un impegno industriale che si traduce in termini occupazionali, con 10.200 persone impiegate, tra diretti e di terzi, e il coinvolgimento di una filiera di 7.500 imprese coinvolte da inizio lavori.  

e. 

1 lug 2026

Giorgio Panariello: "La mia più grande paura per il futuro? Una rielezione di Trump"

(Adnkronos) - Qual è la più grande paura per il futuro? "Scoprire che Trump ce l'ha fatta a vincere un altro mandato". Così Giorgio Panariello svela all'Adnkronos uno dei suoi timori più grandi per il domani. Un tema, quello del futuro, che è anche il cuore pulsante del suo spettacolo 'E se domani..', un fenomeno teatrale che, con oltre 70 date di successo alle spalle, si prepara a continuare il suo viaggio anche per tutto il tour estivo del 2026. Il segreto di questo successo, secondo Panariello, risiede proprio nell'argomento: "Ho inventato questa piccola favola: dico che sono stato scelto per andare nel futuro. E questo, inevitabilmente, incuriosisce il pubblico, che vuole capire dove porta la storia", spiega. Lo spettacolo, infatti, inizia proprio con Panariello che viene ricatapultato al giorno d’oggi dopo essere stato scelto insieme ad altri personaggi (solo al pubblico in teatro svelerà chi sono) per andare a scoprire cosa riserva il futuro di cui tanto si parla. Ma il tema del futuro è un pretesto per parlare dell'oggi, un presente che corre a una velocità da rendere quasi obsoleto ciò che solo pochi mesi fa sembrava avveniristico. "Quando abbiamo iniziato a scriverlo, sei, sette mesi fa, si parlava di cose future. Ma è talmente rapido il progresso che in effetti rischia che quel futuro che racconto nello spettacolo sia più presente che mai". Questo viaggio nel tempo diventa così un modo per "saltare a piè pari il presente, perché insomma, c'è un disastro ovunque guardi". 

Se potesse davvero sbirciare nel domani, cosa vorrebbe sapere e cosa lo spaventerebbe? Le risposte di Panariello spaziano dal futile al profondamente serio. Da un lato, cederebbe a curiosità quasi da gossip: "Voglio sapere chi ha vinto lo scudetto, immediatamente. Se la Meloni tornerà ad essere il Capo del Governo. Come andrà il festival di De Martino? Belen con chi si mette? Quelle bischerate lì". Dall'altro lato, emerge una paura concreta e radicata: "Mi spaventerebbe scoprire che, per esempio, Trump ce l'ha fatta a vincere un altro mandato". Teme che il presidente Usa possa "provocare una scintilla da qualche parte per poter dire 'siamo in guerra, io continuerò con il mio mandato'". E aggiunge: "Ogni giorno accendiamo la televisione e sentiamo parlare di lui. Abbiamo capito che le sorti del mondo, in questo momento, sono un po' legate al suo umore e a come si alza mattina. C'è bisogno di un cambiamento". 

In un contesto così incerto, specialmente per i giovani, Panariello rivendica con forza il ruolo del comico: sdrammatizzare. "Benigni c'è riuscito addirittura sull'Olocausto. La missione del comico è questa: sdrammatizzare qualsiasi cosa". Per questo, il futuro che porta in scena è volutamente positivo: "Cerco di trovare il buono anche dove forse apparentemente non c'è". Un futuro dove i robot ci aiutano, l'intelligenza artificiale è al servizio dell'uomo e la tecnologia unisce anziché isolare. È una scelta consapevole per "sollevare le truppe": chi va a teatro cerca due ore di risate, "è inutile ricordargli che c'è una guerra intorno". Nello spettacolo trovano spazio nuovi personaggi, come 'AU', un complottista che vede trame oscure dietro le banalità quotidiane, dal cartello 'Non parlare al conducente' alle fette di formaggio che si rompono. Questo personaggio, però, offre anche uno spunto di riflessione, suggerendo che i veri "alieni" tra noi sono stati i grandi geni dell'umanità, da Leonardo a Madre Teresa.  

Ma la riflessione si fa più profonda quando, nello spettacolo, mette a confronto l'uomo con i robot. Questi ultimi, a differenza nostra, non ripetono gli stessi errori. "Quello che ci ha insegnato la Seconda Guerra Mondiale noi non l'abbiamo imparato, infatti continuiamo a ripetere questo errore. C'è chi ha paura dei robot, io ho paura dell'essere umano", osserva. Oltre il palco, c'è un sogno nel cassetto inaspettato: "Mi piacerebbe aprire un negozio di abbigliamento per uomo che non sia troppo da pischello o troppo da cummenda". Insomma, vorrebbe creare uno spazio con uno stile "un po' creativo. Ma non troppo". 

Sul fronte professionale, però, il futuro è a Mediaset. "Quello che mi serviva adesso era un progetto da poter sviluppare", afferma. Il piano include una serie di spettacoli-evento, a partire da questo Natale, e lo sviluppo di una serie televisiva di cui sarà anche autore. Una condizione, ammette, che non trovava più in Rai, dove "non c'è stato qualcuno che abbia detto: 'Hai un progetto? Lo vogliamo fare insieme?'". E gli amici di sempre? Come ha preso Carlo Conti il suo addio come giurato a 'Tale e Quale Show'? Panariello scherza con affetto: "Ma cosa gli importa a Carlo? Lui sta là, è in pensione, a pescare col figliolo. Mentre quell'altro (Pieraccioni, ndr) sta a Firenze, ora fa un film ogni quattro anni e poi sta su Instagram dalla mattina alla sera. Vivono così". E su un possibile ritorno del trio con Conti e Pieraccioni dice: "Ci si vuole talmente bene che ogni volta che ci vediamo diciamo 'Ma allora, che si fa? Si rifà?'" ma "è difficile far conciliare un periodo di assoluto riposo per tutti e tre in modo da metterci la testa". Ma mai dire mai: "A 80 anni o a 90 anni magari saremo sul palco insieme e non ci ricordiamo le battute". Nel frattempo, conferma la sua partecipazione nel prossimo film di Pieraccioni dal titolo 'Un weekend artificiale’: "Sì, c'è un cameo. Faccio la mia parte, la mia sporca figura". 

Infine, uno sguardo sul futuro della comicità: "Lo vedo positivo. C'è stata un'evoluzione notevole da quando ho iniziato: ai miei tempi, se dicevo 'culo' in scena rischiavo di essere accompagnato all'uscita. Oggi c'è una libertà di linguaggio impensabile". Panariello apprezza la nuova generazione di comici anche se per lui, l'originalità assoluta è impossibile, "ormai si è fatto tutto". La differenza, oggi come ieri, la fa il talento individuale: "Anche senza fare una battuta, con un semplice sguardo, con una smorfia, con una pausa, si può far ridere lo stesso". Il tour estivo partirà da Arezzo con due date (10 luglio e 12 luglio alla Fortezza Medicea) per poi proseguire nel resto Italia (nuova data il 26 agosto a Marina di Pietrasanta) fino al 7 settembre a Castello Sforzesco di Vigevano (Pv). (di Loredana Errico) 

1 lug 2026

Webuild, quadrilatero Marche-Umbria: riapre viadotto Mariani su Ss76

(Adnkronos) - Riapre al traffico il viadotto Mariani lungo la SS76, nell’ambito del quadrilatero Marche–Umbria realizzato da Webuild per conto di Anas (gruppo Fs Italiane). È stata attivata la carreggiata Sud, attualmente percorribile esclusivamente sulla corsia di marcia. La riapertura consente di ripristinare la continuità lungo l’asse Perugia–Ancona, eliminando una delle principali discontinuità del tracciato e riducendo deviazioni e rallentamenti che hanno inciso negli ultimi anni sulla viabilità tra entroterra e costa. 

Il tratto, lungo circa 2,2 chilometri in carreggiata sud, era chiuso dal 2018. La riattivazione migliora la regolarità dei flussi di traffico e alleggerisce la pressione sulla viabilità locale utilizzata in alternativa durante la chiusura. L’intervento ha richiesto verifiche ambientali, attività di bonifica e aggiornamenti progettuali. La ripresa dei lavori, avviata a fine 2025, è stata resa possibile dal coordinamento tra istituzioni e soggetti tecnici, tra cui Regione Marche, Arpam, Ast, Quadrilatero, Anas e Comune di Genga. 

Dal punto di vista tecnico, i lavori hanno previsto l’ampliamento del viadotto con la realizzazione di una nuova pila e di una nuova spalla e l’inserimento di una campata di circa 30 metri, oltre all’adeguamento degli impianti delle due Gallerie Sassi Rossi 2 (lunga 572 metri) e Sassi Rossi 1 (lunga 141 metri) agli standard vigenti. In questa fase, la circolazione avviene sulle due carreggiate lungo la corsia di marcia, mentre proseguono i lavori sulle due corsie di sorpasso, con una gestione integrata che consente di mantenere il traffico attivo in condizioni di sicurezza. 

 

La riapertura rappresenta un avanzamento nel cronoprogramma del maxilotto 2, il cui completamento è previsto entro fine mese. A regime, l’infrastruttura contribuirà a ridurre i tempi di percorrenza lungo la direttrice e a migliorare la sicurezza, con minori interferenze nei centri abitati. Il maxilotto 2 comprende interventi sulle direttrici SS318 e SS76 (tratta Fossato di Vico–Cancelli) e i primi due stralci della Pedemontana delle Marche. 

l completamento dei successivi stralci consentirà di rendere continuo l’intero collegamento trasversale tra Umbria e Marche, eliminando le interruzioni ancora presenti lungo il tracciato. Per gli utenti, questo significa poter percorrere in modo diretto e senza deviazioni l’asse tra Perugia e la costa adriatica, con tempi di viaggio ridotti e maggiore regolarità del traffico, anche nei tratti oggi più congestionati o serviti da viabilità locale. 

Nel complesso, il progetto prevede la realizzazione di una rete viaria di circa 67 km articolata in gallerie, viadotti e svincoli, progettata per migliorare accessibilità, sicurezza e connessione tra i territori dell’Appennino centrale. 

1 lug 2026

d'Angela (Crea Sanità): "Persiste divario tra regioni ma Centro-Sud sta recuperando"

(Adnkronos) - “La nostra metodologia, che applichiamo ormai da diversi anni, prova a fare una valutazione dei livelli di tutela della salute nelle diverse regioni, tenendo conto delle prospettive di tutti gli stakeholder. Anche quest'anno si conferma la presenza di un importante divario tra le regioni più performanti, come il Veneto, che raggiunge il 64% della performance massima e regioni meno performanti, come la Calabria, che raggiunge un 36%. È un divario che, nel tempo, si sta riducendo perché le regioni del Centro e del Sud, che partivano da un livello peggiore, stanno progressivamente migliorando, un dato assolutamente positivo”. Lo ha detto Daniela d'Angela, presidente Crea Sanità, alla presentazione, oggi a Roma, del XIV Rapporto sulle performance regionali del Sistema sanitario italiano, curato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità. 

“Quest'anno - continua d'Angela - abbiamo voluto affiancare a questa valutazione di livelli di tutela della salute anche la percezione del cittadino e i miglioramenti che ha percepito. E' emerso è che nelle aree più consolidate, come l'assistenza ospedaliera, piuttosto che la specialistica ambulatoriale, sembra esserci una miglior soddisfazione rispetto al miglioramento dei livelli di tutela della salute che si sono registrati in quelle regioni. Lo stesso non si osserva invece in tema di assistenza domiciliare e non autosufficienza - osserva - dove ci sarebbe più bisogno, perché sappiamo bene che andiamo incontro a una popolazione e a un quadro epidemiologico di cronici e non autosufficienti”. 

“È proprio su queste aree - sottolinea l'esperta - che anche le regioni più performanti fanno fatica a decollare e peraltro c'è una bassa percezione di miglioramenti da parte dei cittadini. Quindi, si tratta di campi sui quali bisogna mettersi intorno a un tavolo e avanzare proposte operative di miglioramento di tipo strutturale e sono una condizione imprescindibile per garantire la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale nei prossimi anni”. 

1 lug 2026

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