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Esplosione Monaco, media: "L'attentatrice è ucraina, in fuga verso l'Europa"

(Adnkronos) - Sarebbe una donna di origine ucraina la principale sospettata dell'esplosione che lunedì ha ferito tre persone, tra cui l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev, nel Principato di Monaco. Lo riferiscono fonti vicine all'inchiesta citate da Le Figaro. La sospettata, una donna sulla trentina residente in Germania, è tuttora ricercata dagli investigatori. Secondo le ricostruzioni, pochi minuti prima della deflagrazione sarebbe stata ripresa da una telecamera di videosorveglianza nei pressi della residenza dell'imprenditore e, successivamente, si sarebbe data alla fuga verso un Paese europeo, potrebbe essersi diretta verso l'Italia insieme a possibili complici. 

Tra i feriti figura il 58enne Vadim Ermolaev, imprenditore ucraino residente a Monaco e cittadino cipriota. Coinvolti anche una donna e un ragazzo di 13 anni appartenenti alla stessa famiglia. Le condizioni di Ermolaev non sarebbero più critiche, mentre la donna resta in pericolo di vita e avrebbe subito l'amputazione delle gambe; il minore ha riportato ferite più lievi. Le indagini sono tuttora in corso per chiarire movente e dinamica dell'attentato. 

 

Gli inquirenti cercano di ricostruire il clamoroso attentato dinamitardo che lunedì ha gravemente ferito un ricchissimo uomo d'affari di origine ucraina e due membri della sua famiglia a Monaco. Secondo Le Parisien, gli agenti della polizia giudiziaria di Nizza, supportati dai colleghi della Direzione nazionale della polizia giudiziaria, incaricata delle indagini sul versante francese, stanno attualmente esaminando alcuni tabulati telefonici. Gli inquirenti ritengono che l'ordigno esplosivo, contenuto nel pacco, non sia stato fatto detonare a distanza, ma azionato dallo stesso autore dell'attentato. Questa modalità operativa suggerisce che potrebbe trattarsi di una resa dei conti all'interno della criminalità organizzata, il che fa ipotizzare un coinvolgimento dei servizi segreti ucraini. 

 

2 lug 2026

Iran, la proposta Usa a Teheran: fondi scongelati per evitare pedaggi nello Stretto di Hormuz

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno offerto all'Iran l'accesso a fondi congelati, se accetta di non imporre pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Ma Teheran non cede al pressing di Donald Trump e insiste nella sua volontà di mantenere il controllo dello Stretto. Gli Usa insieme all'Oman hanno promesso, durante i colloqui indiretti, di sbloccare parte dei 100 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all'estero. Durante i negoziati a Doha, secondo quanto riferito gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, nel quadro delineato dal Wall Street Journal, avrebbero proposto all'Iran uno scambio: rinunciare alle proprie pretese di controllo dello stretto e al pagamento dei pedaggi in cambio dello sblocco di miliardi di dollari di fondi congelati. 

Ma l'Iran ha fatto intendere che la ricompensa non è sufficiente per far cambiare posizione. Hormuz "è sotto il comando dell'Iran" e non degli Usa, ha scritto al suo ritorno da Doha il negoziatore iraniano, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. In definitiva, l'Iran vuole imporre un pedaggio per ogni nave che attraversa lo stretto in cambio di servizi come la sicurezza e spera di ottenere la maggior parte dei 40 miliardi di dollari annui che potrebbe generare. Ma la richiesta è stata respinta dagli Stati Uniti e dai suoi vicini del Golfo.  

I negoziatori stanno invece valutando una proposta alternativa proveniente dall'Oman, che detiene i diritti sulla parte meridionale dello stretto. Secondo questo piano, i servizi marittimi verrebbero finanziati tramite un fondo costituito da donazioni volontarie, stando a quanto hanno affermato al Wsj funzionari a conoscenza dei colloqui. L'Oman ha avviato colloqui con compagnie petrolifere e di navigazione per valutare la loro disponibilità a contribuire al fondo, hanno affermato le fonti, ma l'Iran si è finora opposto alla formula proposta, in quanto non prevederebbe il pagamento di commissioni. Secondo quanto riferito al Wsj dai funzionari, le nazioni del Golfo nutrono dubbi sulla fattibilità del piano, poiché l'Iran non dispone di attrezzature sufficienti per gestire lo Stretto. 

"L'Iran sta cercando di aprire lo stretto alle proprie condizioni e non vuole rinunciare alla leva che ha acquisito", ha affermato Sanam Vakil, direttore del programma per il Medio Oriente e il Nord Africa presso Chatham House, un think tank londinese. Ma "Teheran può destabilizzare lo stretto più facilmente di quanto possa gestirlo in modo sostenibile'', ha affermato. I negoziatori statunitensi hanno ricevuto la proposta, ma nutrono delle perplessità che intendono sollevare con l'Oman, ha affermato una persona a conoscenza del punto di vista di Washington. Un'altra fonte ha aggiunto che il piano potrebbe comunque essere interpretato come una sorta di pedaggio a vantaggio dell'Iran.  

 

La disponibilità americana al dialogo e alla trattativa "non è illimitata", proprio come la pazienza di Trump, ha avvertito l''ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Michael Waltz, rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "L'Iran non può tenere in ostaggio l'economia mondiale e non possiamo permettere che lo faccia", ha dichiarato Waltz nel corso di una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza, accusando Teheran di ostacolare la navigazione nello Stretto di Hormuz e di bloccare il transito di navi dirette a diversi Paesi, tra cui carichi di "fertilizzanti per gli agricoltori in Africa, aiuti per il Sudan, carburante per il Giappone". 

Il diplomatico ha quindi chiesto a Teheran di cessare le azioni contro i Paesi vicini e di garantire la libertà di passaggio nella rotta strategica, ricordando che l'agenzia delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo stima possibili effetti di lungo periodo su 61 economie in via di sviluppo. Pur lasciando aperta la porta a una soluzione diplomatica, Waltz ha ribadito di non poter "sottolineare abbastanza che una reale e trasformativa opportunità positiva per la nazione e il popolo iraniano è sul tavolo. Ma la pazienza del presidente Trump non è illimitata". 

2 lug 2026

Caldo, l'Italia torna a respirare: oggi e domani solo bollini verdi e gialli

(Adnkronos) - Dopo lunghi giorni di caldo record, l'Italia torna a respirare ed entra nel weekend senza più allerte per le ondate di calore. L'ultimo aggiornamento del bollettino del ministero della Salute mostra per la giornata di oggi, venerdì 3 luglio, 16 bollini verdi sulla penisola (Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Milano, Rieti, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) e 11 gialli (Ancona, Catania, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria e Roma).  

Discorso simile per domani, sabato 4 luglio. In Italia ci sono solo bollini verdi (rischio 0) o gialli (livello 1, di pre-allerta): delle 27 città monitorate, 18 sono in verde (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Milano, Napoli, Pescara, Rieti, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo) e le 9 restanti in giallo (Cagliari, Catania, Genova, Latina, Messina, Palermo, Perugia, Reggio Calabria e Roma). 

In Italia ci saranno dunque temperature già più sopportabili rispetto ai giorni scorsi. Per esempio ieri, giovedì 2 luglio, c'erano 2 capoluoghi bollino rosso (Catania e Reggio Calabria, con livello di allerta 3 segno di possibili rischi per la salute della popolazione generale) e una città, Messina, in arancione (allerta 2, con rischi per la salute delle categorie fragili). In giallo invece 18 città (Ancona, Bari, Bolgona, Brescia, Cagliari, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona), già verdi le 6 rimanenti (Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone e Viterbo). 

2 lug 2026

Ucraina-Russia, Trump accelera per accordo. Zelensky vuole i Patriot

(Adnkronos) - La Russia martella Kiev con una pioggia di missili e droni. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continua a chiedere i Patriot agli Stati Uniti. Donald Trump, a quanto pare, vuole accelerare nel percorso per un accordo che ponga fine alla guerra. L'ultimo raid condotto dalle forze armate di Mosca, con almeno 25 morti tra la popolazione di Kiev, può rappresentare un punto di svolta. Trump vuole un accordo di pace per l'Ucraina, per porre fine alle "uccisioni senza senso", spiega all'Afp una fonte dell'Amministrazione americana. 

"Trump ha un cuore umanitario e vuole che questa guerra sia risolta in modo da porre fine a queste uccisioni senza senso", prosegue la fonte. L'accelerazione del presidente americano prenderebbe forma a pochi giorni dal vertice Nato in programma il 7 e 8 luglio a Ankara. In Turchia ci sarà anche Zelensky, che tornerà alla carica sui sistemi di difesa aerea: "Contiamo molto su una decisione da parte degli Stati Uniti riguardo licenze per i Patriot e altre forme di cooperazione", scrive su X. "Nei prossimi giorni ci sarà un vertice della Nato e altre riunioni, e questo, la difesa aerea, dovrà essere uno dei risultati importanti", aggiunge. 

 

Secondo l'Aeronautica militare ucraina, la Russia ha impiegato nell'attacco contro l'Ucraina 74 missili e 496 droni. In tanti hanno passato la notte nelle stazioni della metropolitana per mettersi al riparo. La conta dei danni comprende un incendio in un albergo e di diversi edifici residenziali danneggiati così come un'area per la sosta delle ambulanze, dove sono rimasti feriti alcuni operatori sanitari. Secondo la premier ucraina Yulia Svyrydenko, "sono stati colpiti direttamente almeno 20 edfifici residenziali" e "in totale risultano danneggiati circa cento palazzi nella capitale". Continuano le operazioni dei soccorritori. La Russia afferma di aver colpito siti militari e del settore dell'energia "in risposta agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro infrastrutture civili". Il ministero della Difesa di Mosca afferma tra l'altro che le forze russe hanno colpito l'azienda Radionix Llc che - riporta l'agenzia russa Tass - fabbrica sistemi di controllo per i missili da crociera Flamingo. 

La campagna aerea russa contro le città ucraine si è intensificata negli ultimi mesi, con la Russia che 'fatica' sul fronte nell'est e nel sud dell'Ucraina, evidenzia il Wall Street Journal, sottolineando come le forze russe avanzino solo gradualmente nei campi di battaglia cruciali nel Donbas, mentre le forze ucraine le hanno in gran parte fermate in altre aree del fronte. Agli attacchi russi, l'Ucraina ha risposto prendendo di mira raffinerie, siti militari russi impiegando missili e droni a lungo raggio per colpire in profondità in territorio russo. Ieri gli ucraini, come riporta Ukrinform, hanno confermato di aver preso di mira una raffineria della Lukhoil e una stazione di pompaggio a Kstovo, nella regione russa di Nizhny Novgorod. 

Mosca, sottolinea ancora il Wsj, ha incrementato enormemente la sua produzione di missili, mentre l'Ucraina ha pochi mezzi per 'combattere' contro i missili balistici russi, dipende dai sistemi occidentali, che scarseggiano. Intanto, ricorda il Financial Times, gli attacchi con droni a lungo raggio hanno provocato carenze di carburante in Russia. E Vladimir Putin ha riconosciuto che "gli attacchi contro le nostre infrastrutture stanno creando problemi". "La Russia continuerà a intensificare la pressione sul regime di Kiev per ottenere la realizzazione degli obiettivi fissati", insiste stamani il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

"Le forniture di difesa aerea per l'Ucraina sono una priorità assoluta", ripete in un post su X Zelensky, ribadendo che "i contributi al Programma Purl (l'iniziativa Prioritised Ukraine Requirements List) restano cruciali: aiutano direttamente a salvare vite". "E' particolarmente importante procedere con l'attuazione dei nostri accordi sulla produzione di capacità anti-balistiche - continua - Contiamo molto anche su una decisione degli Stati Uniti riguardo le licenze per i Patriot e altre forme di cooperazione". "Dobbiamo mettere la Russia nelle condizioni in cui non abbia altra alternativa che la pace", diceva ieri Zelensky in dichiarazioni riportate da Interfax Ukraine. "Incapace di raggiungere i suoi obiettivi militari, la Russia continua deliberatamente a terrorizzare i civili ucraini - denuncia ora la premier - Ma ancora una volta non riuscirà a intaccare la nostra determinazione". 

2 lug 2026

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2 lug 2026

Strage di Altavilla, ergastolo per la 'coppia diabolica' e Barreca

(Adnkronos) - Ergastolo per la 'coppia diabolica' accusata di avere ucciso nel febbraio del 2024 Antonella Salamone, 41 anni, e i figli Kevin ed Emmanuel Barreca, di 16 e 5 anni. Stessa condanna al carcere a vita anche per il marito della vittima, Giovanni Barreca. Lo ha deciso la prima sezione della Corte d'assise di Palermo, presiediuta dal giudice Vincenzo Terranova. I due santoni, Sabrina Fina e Massimo Carandente, avrebbero partecipato alla strage.  

 

I giudici della prima sezione della Corte d'assise di Palermo hanno riqualificato il reato di triplice omicidio aggravato in tortura aggravata dalla morte. Isolamento diruno per tre anni per i tre condannati all'ergastolo per la strage di Altavilla Milicia (Palermo). Lo hanno deciso i giudici della Corte d'assise di Palermo. Come si legge nel dispositivoo di sentenza, i giudici hanno dichiarato GiovannI Barreca, marito della vittima, e la coppia 'diabolica', Sabrina Fina e Massimo Carandente, sono stati condannati anche alle spese processuali e di mantenimento della custodia cautelare in carcere. I condannati sono stati, inoltre, dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale. 

Ai familiari delle vittime la Corte d'assise di Palermo ha deciso di assegnare un milione di euro, a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva. Al momento della sentenza i tre imputati, Massimo Carandente e Sabrina Fina, con Giovanni Barreca, erano presenti. 

La Procura di Termini Imerese aveva chiesto l’ergastolo per la coppia e 30 anni per Barreca, che sarebbe affetto da un vizio parziale di mente.  

 

Salamone e i figli furono torturati e brutalmente assassinati al termine di riti di "purificazione dal demonio" e di esorcismi nella villetta di Altavilla Milicia nel Palermitano in cui abitava la famiglia Barreca. In un altro processo, che si è svolto col rito minorile, Miriam Barreca, figlia del principale imputato e della Salamone e sorella degli altri due uccisi, diciassettenne all'epoca dei fatti, è stata assolta in appello perché costretta a commettere la strage; una formula che si adotta appunto nei procedimenti minorili. 

2 lug 2026

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2 lug 2026

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2 lug 2026

Villa Taverna, ricevimento Usa per 250 anni dell'Indipendenza. Tajani: "Amicizia tra Italia e Stati Uniti più forte di ogni polemica"

(Adnkronos) - Lo spettacolo dei fuochi d’artifici ha chiuso la festa a Villa Taverna per i 250 anni della dichiarazione d’indipendenza Usa. Un festeggiamento per il 4 luglio, con la presenza di oltre 2mila invitati, che ha sancito al riconciliazione tra Italia e Stati Uniti.  

Dopo le tensioni delle settimane scorse nella residenza romana dell'ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta numerosi ministri sono venuti a festeggiare l’indipendenza Usa. Oltre al presidente del Senato, Ignazio La Russa erano presenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini che sono intervenuti per ribadire la forte amicizia tra Roma e Washington e la scelta di campo italiana. Assente la premier Giorgia Meloni a Padova per il Congresso della Uil ma “presente in spirito” come ha detto La Russa. C’era invece la sorella del presidente del Consiglio, Arianna.  

 

 

Tra i ministri presenti c’erano anche i ministri della Difesa Guido Crosetto, dell’Economia Giancarlo Giorgetti, della Giustizia, Carlo Nordio, delle Imprese Adolfo Urso, della Sanità Orazio Schillaci. Per l’opposizione c’erano il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia e l’ex portavoce del premier Giuseppe Conte, Rocco Casalino. Tra i più omaggiati della serata il neo presidente Figc Giovanni Malagò arrivato a Villa Taverna con la compagna Elena Vaccarella. Per tutti come da tradizione birra, hot dog, hamburger e tante torte con la scritta 'Freedom 250'. 

 

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a Villa Taverna per il 4 luglio, ha ribadito che “l’amicizia tra Italia e Stati Uniti è più forte di ogni polemica”, fondata su una solidarietà transatlantica che va oltre le fasi dialettiche. Ha ricordato che essere alleati “non significa essere sempre d’accordo su tutto”, ma implica parlarsi “con franchezza” e restare “dalla parte giusta della storia”. 

Le relazioni economiche e commerciali sono una colonna portante dell’alleanza tra i nostri due Paesi. L’America non compra solo prodotti italiani, ma sceglie la qualità, la tecnologia, l’affidabilità del Made in Italy. E questo grazie anche all’amore per il Paese d’origine di oltre 20 milioni di italo-americani”.  

Dazi, crisi energetiche, guerre e tensioni, spiega, “non hanno fermato l’export italiano negli Stati Uniti. Nei primi cinque mesi del 2026 è rimasto in crescita, + 2,3%.  

 

L’ambasciatore Usa in Italia, Tilman Fertitta ha definito l’Italia "il luogo migliore per celebrare il 250esimo anniversario dell'America". Fertitta ha parlato di un "privilegio straordinario" nel servire come ambasciatore nel suo primo anno, sottolineando "le molteplici dimensioni di una partnership economica, militare, culturale e politica" e i profondi legami familiari tra i due Paesi: "Oltre 17 milioni di americani hanno origini italiane, me compreso". 

Quest'anno celebrerà il 4 luglio in Sicilia, "da dove i miei bisnonni emigrarono oltre 130 anni fa", ricordando che i rapporti restano solidi: "Ogni anno più di 45.000 studenti americani e 8 milioni di visitatori arrivano in Italia". 

Sui rapporti bilaterali, Fertitta ha ribadito che "eventuali disaccordi tra leader non hanno nulla a che vedere con la grande collaborazione tra i nostri due Paesi". E ha aggiunto: "Vedo quello che dicono i giornali, ma non ci ho perso il sonno… La collaborazione è di lunga data. Business as usual". 

L’ambasciatore ha definito l’Italia "un partner fidato e un'amica degli Stati Uniti", ricordando che il rapporto con gli alleati "come l’Italia" è una "pietra angolare della forza e della leadership americana". Ha, poi, ringraziato il governo italiano e in particolare il ministro della Difesa Guido Crosetto, "un vero amico per me e per gli Stati Uniti", lodandone la leadership nel rafforzare la cooperazione nel settore della difesa. 

 

 

Matteo Renzi ha ricordato che "250 anni di storia sono più grandi di due anni di Trump" e che "i presidenti passano, l'amicizia tra Italia e Stati Uniti rimane". Il leader di Italia viva-Casa riformista ha definito "giusto" essere presenti per testimoniare un legame che ha attraversato decenni e molti leader. 

Sull'assenza di Giorgia Meloni, Renzi ha criticato la scelta di puntare su un rapporto personale con Trump: secondo lui la premier "ha sbagliato posizione politica". Ha attaccato anche la visita di Tajani alla Casa Bianca "col cappellino", ribadendo che "Make America Great Again lo facciamo dire agli americani". Renzi ha concluso che Meloni "sa di aver sbagliato, ma non lo ammette", distinguendo la presenza alla cerimonia dal giudizio politico sulla linea, adottata nei rapporti con Washington. 

2 lug 2026

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