La solita inutile classifica di Reporter senza frontiere
Come ogni anno arrivano le “pagelle” di Reporters sans Frontiers. Il nostro Paese passa dal 77° al 52° posto. Abbiamo risolto il problema Vatileaks, ma restano le “liste di proscrizione” di Beppe Grillo

Gioite genti, l'Italia è finalmente più libera. Non ve ne siete accorti? Non importa, come ogni anno ci pensa Reporters sans Frontiers a farcelo sapere con la sua classifica sulla libertà d'informazione. E se lo scorso anno il nostro paese era al 77° posto, nel 2017 la situazione è decisamente migliorata: 25 posizioni guadagnate e un bel 52° posto.
Certo, sottolinea l'organizzazione, restiamo uno dei “paesi europei in cui c'è il maggior numero di giornalisti minacciati dalla mafia e organizzazioni criminali”. I cronisti continuano a subire pressioni anche da politici “come Beppe Grillo che non esitano a rendere pubblici i nomi di quelli che danno loro fastidio”, ma nel frattempo possiamo vantarci dell'assoluzione di Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi, coinvolti nella vicenda Vatileaks 2. Che libertà!
Purtroppo non siamo ancora al livello della Namibia (24esima posizione), del Ghana (26) e del Costa Rica (6), ma finalmente ci avviciniamo a Usa (43) e Regno Unito (40). Che avranno anche inventato la stampa, ma sono ancora lontani dal livello di libertà che si respira nei paesi africani.
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