L'inatteso afflato liberale del Recovery italiano

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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Però il fuoco della discussione pubblica torna dove deve tornare e cioè sul fantastico fondo per la ricostruzione, la cui impostazione denota un insospettabile e inatteso afflato liberale o, per essere più precisi, diciamo che trasuda fiducia negli animal spirits e nell’intraprendenza. Perché è un super piano, come sapere dotato di più di 190 miliardi come capacità di spesa, tutto però dedicato a creare le condizioni per far funzionare l’economia e la società. Non è un piano quinquennale alla sovietica e neanche una specie di New Deal o di piano di sviluppo come quelli impostati dalla Banca d’Italia e dai governo degli anni 50. Quelli erano programmi di spesa direttamente indirizzati all’aumento dei consumi, pubblici e privati, e puntavano a creare la cosiddetta domanda aggregata e a rinforzare le infrastrutture attraverso forti commesse statali. Adesso invece si punta su quelle che potrebbero anche essere riforme a costo zero, come l’aumento dell’efficienza della giustizia civile (non scordate quella fallimentare che è altrettanto utile) e della macchina burocratica statale, come l’aumento della parità di genere e come gli interventi per rendere più coerenti produzione e consumi con gli obiettivi ecologici di medio termine. Si è capito che non sono riforme a costo zero e che invece necessitano di ampi finanziamenti. Però serviranno a creare le condizioni per lo sviluppo, confidando, si direbbe con Adam Smith, nelle capacità e nella buona volontà degli imprenditori perché lo sviluppo arrivi davvero. Comunque intanto si litiga, a bassa intensità, sulla composizione del gruppo di comando per la gestione dei tanti miliardi. Discussioni un po’ oziose perché alla fine il filtro è sempre nel consiglio dei ministri né potrebbe essere altrove.

Fatto #1

Fatto #2

A proposito di parità di genere, la citavamo prima tra gli obiettivi del piano italiano per la ricostruzione.

Fatto #3

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