Le pressioni sulla Nato dopo l'attacco alla centrale nucleare

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Una veduta della centrale nucleare di Zaporizhzhia, prima di essere colpita e incendiata da tiri d'artiglieria russa nel sud dell'Ucraina (Foto: Ansa(Energo Atom)

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Le tre "cose" principali

Fatto #2: non siamo ai massimi ma continua la crescita dei prezzi di gas e petrolio, mentre sono partite le trattative per chiudere contratti di fornitura di carbone. Intanto, cosa un po’ sospetta, Putin fa sapere di aver telefonato al principe saudita che guida l’Arabia. E per approfondire un po’ c’è questo studio sugli effetti del metodo con cui si forma il prezzo del gas.
Fatto #3: ma come corre l’economia americana, con la disoccupazione pressoché inesistente (è vicina al livello minimo inevitabile). Tutto questo porterebbe a una pressione al rialzo sui tassi di interesse, ma, come la Fed ha chiarito, non dovrebbe comunque superarsi un quarto di punto di aumento, quindi nulla di sconvolgente per i mercati finanziari. Nelle rilevazioni del Bureau of labour statistics si legge di 678.000 posti in più nel mese di febbraio, che portano il tasso di disoccupazione al 3,8%.

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