La miopia politica di Matteo Salvini

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
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(foto Ansa)

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Matteo Salvini che ritratta le accuse e la richiesta di dimissioni al presidente Sergio Mattarella, ma non suona convincente né sembra che gli interessi sembrarlo. Claudio Borghi che insiste e, dopo l’epopea neo-euro, quella novax e quella pro-tradizioni, ora si gioca la carta un po’ rischiosa dell’attacco politico a Mattarella. Per (forse) qualche voto molto marginale la Lega salviniana così si mette fuori dal dialogo politico di medio termine e lascia spazio alle fortunate schiere meloniane. E chi nella Lega non gradisce si prepara per il dopo elezioni.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
L’aggiornamento delle previsioni dell’Università Bocconi sulla composizione del nuovo Parlamento europeo mostra che per Giorgia Meloni e, in generale, per i gruppi di destra ma non compromessi con la destra nostalgica e antisistema, c’è la possibilità di trovarsi nel punto più rilevante per determinare il nuovo equilibrio politico europeo, ma bisognerà scegliere, come notava anche la copertina dell’Economista, tra Ursula von der Leyen e Marine Le Pen. Interessanti anche i segnali di leggero recupero per alcune forze europee del centrosinistra.
Fatto #2
E intanto il Messico si affida alla scienziata Claudia Sheinbaum, già sindaca di Città del Messico, di cultura socialdemocratica, che critica, come è un po’ un atto dovuto, il neoliberismo e promette più diritti.
Fatto #3
Forza con i limiti a 30 all’ora. E il bonus che va via veloce.

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