Il vertice Ue non si cura dei migranti

Stallo sul Patto, nonostante le richieste dell’Italia. Servono soluzioni creative
25 MAG 21
Immagine di Il vertice Ue non si cura dei migranti

Una barca piena di migranti a largo di Lampedusa, lo scorso 9 maggio (Ansa)

Con l’aumento degli sbarchi a Lampedusa, Mario Draghi ha voluto sollevare la questione dei migranti al vertice europeo che si è aperto ieri a Bruxelles, ma lo stesso presidente del Consiglio è consapevole che in questa occasione non ci saranno passi avanti. Il tema non è nell’agenda ufficiale. È un punto di informazione tra le “varie ed eventuali”. Diversi stati membri vogliono tenere i migranti lontani dal Consiglio europeo, perché la questione è troppo controversa. Meglio lasciare i negoziati sul nuovo Patto su migrazione e asilo a livello di ministri dell’Interno. Il coinvolgimento dei capi di stato e di governo potrebbe portare a una rottura. Eppure il Consiglio europeo prima o poi dovrà affrontare la questione, anche solo per prendere atto dello stallo causato dalle posizioni inconciliabili tra Europa occidentale e orientale sui ricollocamenti dei richiedenti asilo. “Non si può continuare a far finta di nulla”, ha spiegato una fonte diplomatica.
L’obiettivo di Draghi è avere una vera discussione al vertice di giugno. L’Italia è pronta a compiere un gesto per sbloccare i negoziati sul Patto, rinunciando alla richiesta di approvare tutto il pacchetto legislativo. Per non perdere margine negoziale sui ricollocamenti, in cambio chiederà una clausola “sunrise”: alcune misure penalizzanti per i paesi di primo ingresso entrerebbero in vigore solo quando sarà approvata anche la componente di solidarietà del Patto. Al di là dei tecnicismi, però, rimane la frattura ovest-est. Germania, Francia e Paesi Bassi sono pronti a “un grand bargain” con Italia, Spagna e Grecia: solidarietà sui ricollocamenti in cambio di responsabilità sui movimenti secondari. L’Ungheria e altri paesi dell’est non sono semplicemente disponibili a discutere. In questo contesto, è giunto il momento di immaginare soluzioni creative, come una cooperazione rafforzata su migrazione e asilo.