La conversione dei sovranisti francesi che si allontanano da Putin

“Essere patrioti e sovranisti significa difendere l’Ucraina”, dice Jordan Bardella, presidente di Rassemblement national
24 FEB 23
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Foto Ap, via LaPresse

Il presidente russo, Vladimir Putin, non è più un modello a cui ispirarsi per il Rassemblement national (Rn), il partito sovranista francese. In un’intervista all’Opinion, Jordan Bardella, presidente di Rn, si è schierato dalla parte dell’Ucraina di Volodymyr Zelensky, a conferma di un cambio di strategia volto a far dimenticare le simpatie filorusse, oltre che i prestiti ricevuti dalle banche vicine al Cremlino, che hanno contraddistinto la formazione francese negli ultimi anni. “Essere patrioti e sovranisti significa avere a cuore la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Non si può essere patrioti e sovranisti ed essere insensibili alla violazione della sovranità di uno stato europeo”, ha affermato Bardella all’Opinion, prima di aggiungere: “La realtà è venuta a bussare alle nostre porte ed è evidente che il Vladimir Putin di cinque anni fa non è quello che, cinque anni dopo, ha deciso di invadere l’Ucraina e di commettere dei crimini di guerra a Odessa e Mariupol”. Il riferimento è alla visita di Marine Le Pen a Mosca nel 2017, quando Putin era ancora considerato un leader frequentabile, a cui chiedere consigli per vincere le elezioni presidenziali e con cui scattarsi una foto. Ma quel Putin, come sottolineato dalle parole di condanna di Bardella, non esiste più per Rn.
“E’ il ritorno inatteso del tragico e della Storia. Il diritto più legittimo di uno stato, quello della sua integrità territoriale e della sua sovranità, è stato violato (…). C’è stata un’ingenuità collettiva verso le intenzioni e le ambizioni di Vladimir Putin”, ha dichiarato il presidente di Rn. Sulla fornitura di aerei e carri armati da combattimento all’Ucraina, per ora, Bardella resta contrario per paura di “un’escalation”, ma è favorevole all’invio di sistemi di difesa antiaerea e veicoli blindati. Insomma, il suo applauso al discorso pronunciato da Zelensky al Parlamento europeo due settimane fa non è stato un caso. Putin, ora, è persona non grata anche per i sovranisti francesi.