Volti e storie degli ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre
Il racconto che il Foglio ha fatto delle persone catturati dai terroristi in Israele un mese fa
8 NOV 23
Un mese dopo quel drammatico 7 ottobre, le famiglie dei 242 ostaggi di Hamas vivono in perenne attesa. Bambini, anziani, soldati, cittadini israeliani e cittadini stranieri. I miliziani di Hamas quella mattina sono entrati nelle case nel sud di Israele, nei kibbutz e nei festival musicali con l'obiettivo di rapire più civili possibili senza fare distinzioni.
Sul Foglio abbiamo raccontato alcune storie delle 800 famiglie israeliane degli ostaggi e di come si sono costituite in un unico comitato, assistite da un team di legali e di negoziatori. Dal 7 ottobre rilasciano interviste e lavorano sul fronte della diplomazia per creare il più possibile coinvolgimento internazionale:
Così si organizza il comitato dei familiari degli ostaggi di Hamas
Micol Flammini ha intervistato l'attivista e pacifista Gershon Baskin, che negoziò nel 2011 per far rilasciare il soldato Gilad Shalit in cambio di 1.027 palestinesi. Al Foglio racconta che prezzo sono disposti a pagare gli israeliani per liberare i propri concittadini.
A Israele serve tempo per liberare gli ostaggi. Parla Baskin, negoziatore del caso Shalit
Abbiamo parlato anche delle manifestazioni contro i volantini e le foto degli ostaggi: da un mese vengono strappati via oppure al posto della scritta rossa “rapito” sopra ai nomi, alla foto, alla richiesta di aiuto, viene messa la scritta: “Occupante”. Paola Peduzzi racconta i motivi di chi strappa i poster e il perché si sceglie l'odio
Che senso ha strappare le foto degli ostaggi di Hamas appese nelle nostre città? Risposte agghiaccianti
Il 24 ottobre Hamas ha liberato dopo 16 giorni di prigionia a Gaza Yocheved Lifshitz, 85 anni, anche lei attivista e pacifista, tra i fondatori del kibbutz di Nir Oz.E' stata la prima a parlare ai giornalisti e a raccontare "l'inferno" di quei giorni nella "ragnatela di tunnel". Ne è uscita una dichiarazione controversa che ha creato scalpore soprattutto in Israele:
Lifshitz racconta la sua prigionia, la “ragnatela” di tunnel sotto Gaza e la propaganda di Hamas
Sul Foglio abbiamo lanciato un appello per dare la cittadinanza italiana agli ostaggi di Hamas. L’organizzazione israeliana “Bring them home now” ha rilanciato la nostra iniziativa rivolgendosi a sindaci e presidenti di regione.
È ora di dare la cittadinanza italiana agli ostaggi di Hamas. Un appello
“Cittadinanza agli ostaggi di Hamas”. Le adesioni all’appello del Foglio





