Gli ucraini contro TikTok: "L'app ci spia"

Una petizione del governo e firmata da undicimila ucraini mette in allerta i cittadini sulla propaganda russa veicolata dall'applicazione cinese: nel testo si chiede a Kyiv di bloccare il social network nel paese perché "può essere un raccoglitore d’informazioni personali che possono essere usate per scopi d’intelligence"
19 GIU 24
Immagine di Gli ucraini contro TikTok: "L'app ci spia"

 Tiktok - foto Unsplash

Sul sito del governo ucraino è apparsa una settimana fa una petizione che ha già oltre undicimila firme. Chiede alla leadership ucraina di bloccare il social network di proprietà cinese TikTok, perché “la Cina collabora apertamente e fornisce assistenza alla Russia nella guerra contro l’Ucraina” e questo significa che non solo l’app può essere un raccoglitore d’informazioni personali “che possono essere usate per scopi d’intelligence”, ma anche perché può essere un veicolo di una narrazione distorta e di propaganda anti Ucraina. Per essere prese in considerazione dai legislatori ucraini, le petizioni devono ricevere un totale di 25 mila firme entro tre mesi dalla pubblicazione, e sebbene non sia attualmente in discussione, nel paese, un eventuale ban di TikTok sul modello di quello americano, il governo di Kyiv sta in realtà già lavorando a una legge “sulla regolamentazione della disinformazione e della propaganda nei media e nei social network” che dovrebbe monitorare l’operato di Telegram, TikTok e YouTube. Nel testo della petizione contro il social cinese si sottolinea il fatto che l’app è estremamente popolare in Ucraina, sia tra i cittadini comuni sia tra politici, funzionari pubblici e personale militare, e menziona anche le reti di disinformazione pro Russia già individuate in passato dal Consiglio per la sicurezza e la difesa ucraino.
Che arrivi a essere valutata dal governo di Kyiv oppure no, la petizione e il sostegno popolare ottenuto dicono molto dell’immagine della Repubblica popolare cinese nel paese, ormai considerata apertamente un’alleata di Putin e della sua guerra, e spiega anche perché qualunque “piano di pace” offerto da Pechino all’Ucraina, in questo momento, è valutato come fosse proposto da Mosca. Nel frattempo, una Corte d’appello americana ha fissato per il 16 settembre prossimo l’udienza per discutere i tempi della battaglia legale contro la legge che impone a ByteDance, la società con sede in Cina, di cedere le attività di TikTok entro il 19 gennaio o di subire il divieto nel mercato americano.