Evan Gershkovich è stato condannato a sedici anni di carcere
Il giornalista americano era stato arrestato in Russia nel 2023 e accusato di spionaggio. Il processo rapido senza esibire prove e lo scambio di prigionieri
19 LUG 24

Evan Gershkovich è stato condannato a sedici anni per spionaggio. Il giornalista del Wall Street Journal era stato arrestato nel 2023 nella città russa di Ekaterinburg, le autorità russe lo accusarono da subito di essere una spia, tanto che il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, poche ore dopo l’arresto disse che il Evan era stato colto in flagranza di reato, mentre raccoglieva informazioni per i servizi segreti americani. Il giornalista si è sempre dichiarato innocente, gli Stati Uniti hanno smentito che lavorasse per i servizi segreti, la Russia ha condotto il processo in gran fretta, senza presentare alcuna prova durante il processo a porte chiuse.
Liberate il giornalista Evan Gershkovich
Il giornalista lavorava come corrispondente, conosce il russo, è figlio di russi fuggiti negli Stati Uniti durante l’Unione sovietica. Il suo arresto è stato un segnale della chiusura della Russia, un paese che non è più disposto a farsi raccontare, che ammette straniere e giornalisti soltanto se vicini al regime. La condanna a sedici anni – per spionaggio la pena massima è venti – verrà probabilmente usata per uno scambio. Nelle carceri russe è detenuto anche l’ex marine americano Paul Whelan, arrestato a Mosca nel 2018 con la stessa accusa di Gershkovich. Mosca mette da parte ostaggi per scambiarli con russi detenuti nelle carceri americane o europee, come Vadim Krasikov, arrestato a Berlino per l’omicidio di un ex combattente ceceno nel parco Tiergarten.
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Micol Flammini è giornalista del Foglio. Scrive di Europa, soprattutto orientale, di Russia, di Israele, di storie, di personaggi, qualche volta di libri, calpestando volentieri il confine tra politica internazionale e letteratura. Ha studiato tra Udine e Cracovia, tra Mosca e Varsavia e si è ritrovata a Roma, un po’ per lavoro, tanto per amore. Nel Foglio cura la rubrica EuPorn, un romanzo a puntate sull'Unione europea, scritto su carta e "a voce". E' autrice del podcast "Diventare Zelensky". In libreria con "La cortina di vetro" (Mondadori)







