Esteri
La Storia •
Dall'elezione a presidente alla vittoria al Congresso. Due anni di Javier Milei
Con le ultime legislative la coalizione di governo potrà bloccare tutti i progetti dell'opposizione e rafforzare l'autorità del presidente che si definisce “l'erede di Adam Smith, il Mozart dell’economia, il demolitore di Keynes”
27 OTT 25

LaPresse
Le elezioni legislative che si sono tenute il 26 ottobre in Argentina hanno consolidato una nuova mappa del potere al Congresso: con il 40,8 per cento dei voti, il partito del presidente Javier Milei, la Libertad Avanza (Lla), ha ottenuto un inatteso successo. In questo modola coalizione di governo potrà avere una rappresentanza decisiva in entrambe le Camere, che gli permetterà di bloccare i progetti dell’opposizione e rafforzare l’autorità presidenziale. Milei, dopo essere stato per due anni deputato, è diventato presidente dell'Argentina nel dicembre 2023 vincendo dopo una campagna elettorale basata sulla lotta anticasta sostenuta da molti leader della destra mondiale: dallo spagnolo di Vox Santiago Abascal all’ex presidente brasiliano Bolsonaro fino a vari dirigenti del partito di Uribe in Colombia. Nel paese del peronismo, l'economista che si definisce “l’erede di Adam Smith, il Mozart dell’economia, il demolitore di Keynes” dai modi da rockstar e con una motosega in mano a ogni comizio ha promesso di tagliare gli stipendi ai dipendenti pubblici, “inutili parassiti”, di chiudere la Banca centrale, abolire il peso per sostituirlo col dollaro e più in generale passare sulla spesa pubblica “con la motosega”, oltre a consentire la vendita libera di armi e organi. E se è contrario all’aborto, in compenso si dice per la liberalizzazione della droga: “Il suicidio è questione privata”.
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