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L’Algeria grazia Boualem Sansal: lo scrittore sarà trasferito in Germania
Dopo un anno di carcere, il presidente Tebboune accoglie la richiesta di Steinmeier e concede allo scrittore franco-algerino malato di cancro di potersi curare a Berlino. Il premier Lecornu ringrazia
12 NOV 25

Boualem Sansal a Mantova nel 2016. (Leonardo Cendamo/Getty Images)
L'Algeria ha accettato la richiesta della Germania di graziare e trasferire in Germania lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal, incarcerato da un anno. Lo ha annunciato la presidenza algerina in una nota. Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha "risposto favorevolmente" a una richiesta del suo omologo Frank-Walter Steinmeier. "Il presidente ha risposto a questa richiesta, che ha attirato la sua attenzione per la sua natura e per le sue motivazioni umanitarie", dice in un comunicato il governo algerino. Steinmeier aveva chiesto che Boualem Sansal fosse graziato e ricevesse cure mediche in Germania "data la sua età avanzata e la sua salute fragile".
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Sansal è in un carcere algerino dal 18 novembre scorso, dopo essere stato arrestato all'aeroporto di Algeri al suo ritorno dalla Francia. A luglio è stato condannato in appello a cinque anni di carcere e avrebbe dovuto scontare questa pena nonostante abbia 81 anni e sia malato di cancro. L'accusa è quella di “tradimento” per un’intervista al media francese Frontières sgradita al regime di Abdelmadjid Tebboune.
In questi dodici mesi anche l'Eliseo ha provato a fare pressioni sul governo algerino, ma la profonda crisi diplomatica tra Francia e Algeria ha impedito finora una soluzione. Oggi il primo ministro francese Sebastian Lecornu ha espresso ''sollievo'' per la decisione del presidente Tebboune: ''Ci tengo a ringraziare sinceramente, dal profondo del cuore, coloro che hanno contribuito a questa liberazione, frutto di un metodo basato sul rispetto e sulla calma'', ha detto Lecornu.
Sul Foglio abbiamo raccontato questo lungo anno di prigione ed espresso preoccupazione per le condizioni di salute dello scrittore, condannato per le sue opinioni. Qui trovate una selezione dei nostri articoli.
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