al senato
Via libera alla riforma della giustizia tra le proteste delle opposizioni. Meloni: "Ora parola ai cittadini"
Con il quarto voto finisce l'iter parlamentare della legge costituzionale che andrà a modificare il titolo IV della Costituzione, separando le carriere tra giudici e pm. Ora il referendum
30 OTT 25
Con 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astenuti la riforma della giustizia è stata approvata in via definitiva dal Senato. Il disegno di legge costituzionale andrà a modificare il titolo IV della Costituzione separando le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, istituendo due diversi Consigli superiori della magistratura (entrambi posti sotto la presidenza della Repubblica), introducendo il sorteggio per i membri dei Csm e istituendo un’Alta Corte disciplinare, chiamata a emettere le sentenze disciplinari nei confronti dei magistrati di entrambe le funzioni. In assenza di una maggioranza qualificata dei 2/3 nella votazione, la legge sarà sottoposta a referendum popolare, che la maggioranza prevede nella primavera del 2026. L'approvazione è stata accolta dagli applausi della maggioranza e dai fischi e dai cartelli dell'opposizione con su scritto "No ai pieni poteri".
"Con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini", ha commentato la premier Giorgia Meloni dopo il voto. "Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati a esprimersi attraverso il referendum confermativo".
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