“Chi decide oggi che cosa è un partito? La politica o la magistratura?”
Matteo Renzi ritorna ad attaccare i magistrati che indagano sulla fondazione Open: “I finanziamenti sono tutti regolarmente tracciati: trasparenza totale!”
27 NOV 19

Foto LaPresse
Secondo la procura di Firenze la fondazione Open “avrebbe funzionato come articolazione di partito venendo impiegata, dunque, come strumento di finanziamento illecito”. Per questo ieri i pm fiorentini hanno dato mandato alla Guardia di Finanza di effettuare oltre trenta perquisizioni in tutta Italia per accertare i reati di riciclaggio e traffico di influenze illecite, ipotizzano anche quello di finanziamento illecito per il quale sono stati indagati Alberto Bianchi, ex presidente della Open e Marco Carrai, l'imprenditore fiorentino amico personale di Renzi e già membro del Cda della stessa Open. Sull'indagine oggi, in un post su Facebook, è ritornato Matteo Renzi (già ieri aveva criticato la giustizia show dei pm fiorentini): “Chi decide oggi che cosa è un partito? La politica o la magistratura? Su questo punto si gioca una sfida decisiva per la democrazia italiana”.
Di seguito trovate il post integrale.
Perquisire a casa e in azienda, all’alba, persone non indagate che hanno dato lecitamente contributi alla fondazione Open è un atto senza precedenti nella storia del finanziamento alla politica. I finanziamenti alla fondazione sono tutti regolarmente tracciati: trasparenza totale!
Due giudici fiorentini decidono che Open non è una fondazione ma un partito. E quindi cambiano le regole in modo retroattivo. Aprendo indagini per finanziamento illecito ai partiti! Ma come? Se era una fondazione, come può essere finanziamento illecito a un partito?
E allora chi decide oggi che cosa è un partito? La politica o la magistratura? Su questo punto si gioca una sfida decisiva per la democrazia italiana. Chiameremo in causa tutti i livelli istituzionali per sapere se i partiti sono quelli previsti dall’articolo 49 della Costituzione o quelli decisi da due magistrati fiorentini.
Nel frattempo raccomando a tutte le aziende di NON finanziare Italia Viva se non vogliono rischiare: possiamo raccogliere solo microdonazioni di cittadini che non accettano questa gara al massacro contro di noi. E che al sito italiaviva.it/sostieni stanno contribuendo in queste ore, dimostrandoci solidarietà e affetto.