Carocci occupò l’ufficio del gabinetto di Gualtieri, la questura conferma la versione del Foglio

Due relazioni, della Polizia locale e della Polizia di stato, ricostruiscono e confermano quanto abbiamo scritto sulla protesta inscenata dal presidente del Piccolo America. "L'avrei invitato a ripresentarsi il prossimo anno, con modi più consoni", dice il presidente della commissione Trasparenza di Roma
15 GIU 23
Immagine di Carocci occupò l’ufficio del gabinetto di Gualtieri, la questura conferma la versione del Foglio

Archivio LaPresse 

Valerio Carocci occupò l’ufficio del gabinetto del sindaco e non andò via fino alla promessa del finanziamento per le arene estive della fondazione Piccolo America. Due relazioni della Polizia locale e della Polizia di stato confermano la versione anticipata dal Foglio. La concessione di un contributo straordinario da 250 mila euro alla Fondazione Piccolo America il 30 maggio dall’amministrazione capitolina è stata preceduta il 26 maggio da una protesta inscenata da Carocci e da Federico Croce, altro esponente della fondazione. I verbali della questura sono stati acquisiti da Federico Rocca, presidente della commissione capitolina Trasparenza e consigliere di FdI.
Un’intera seduta della commissione è stata ieri dedicata all’argomento. “Nessuno nega che ci possa essere una conoscenza o un’interlocuzione tra l’amministrazione e un soggetto associativo della città, ma io, dopo quei fatti, avrei passato la mano e invitato la fondazione a ripresentarsi il prossimo anno, con modalità più consone”, ha detto Rocca.