La striscia di Conte. L’ex premier in versione pro Pal a Roma e in versione democristiana a Napoli

Alla Camera il presidente dei 5 Stelle dice che negli Stati Uniti e in Israele si è visto sulla scena un "neo-maccartismo" in chiave "sionista". Invece nel capoluogo campano, rispondendo su Orbán, ritiene che "su Putin sbaglia, adesso dobbiamo trovare una soluzione pacifica"
28 OTT 25
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LaPresse

Lui (Giuseppe Conte), ex premier e leader del M5s, si specchia nel libro di lei (Rula Jebreal, giornalista, conduttrice, docente palestinese con passaporto israeliano e autrice di “Genocidio”, ed. Piemme). Interno giorno, Camera dei Deputati: lei, Jebreal, dice che raccontare la verità su Gaza è “un atto di resistenza” come quella che in Italia ha messo fine al ventennio fascista. Lui, Conte, ascolta e annuisce, prima di parlare a sua volta, definendo “grande opera di giornalismo e testimonianza di vita” il libro della giornalista che lo ha salutato come “politico tra i più coraggiosi degli ultimi anni”. La sintonia su Gaza è totale: sulla definizione di genocidio e sulla necessità di vigilare. Conte, in modalità attivista, fa un passo in più: negli Stati Uniti e in Israele, dice, si è visto sulla scena un “neo-maccartismo” in chiave “sionista”.
E’ presente anche Sigfrido Ranucci, conduttore, volto e mente della trasmissione “Report”, scampato qualche giorno fa a un attentato, e nel suo nome tutto si tiene – la libertà di informazione, la guerra e la critica ai governi silenti. “Non solo è un eroe nazionale della nostra Repubblica”, dice Jebreal, “ma un guardiano dell’informazione. La bomba che è stata messa sulla sua auto mi fa ricordare i 280 palestinesi uccisi a Gaza perché raccontavano la verità”. Per Conte “ci sono stati a Gaza atti sistematici per distruggere un’intera popolazione”. La conclusione è real-politica: “Ci teniamo stretto il processo di pacificazione, ma la partita è lunga”. Si plaude alla presenza in sala di tantissimi giovani. “C’è bisogno di profondità”, dice Ranucci, per contrastare “l’anestetizzazione generale”. Non si può tornare al “business as usual”, concordano Conte e Jebreal. Cambio di scena: esterno sera, Napoli. Conte, in versione “democristiano” nel centrosinistra, e nelle vesti di garante, va alla presentazione della lista M5s a sostegno del candidato governatore Roberto Fico. Gli chiedono del premier ungherese Viktor Orbán. “Su Putin sbaglia”, dice, “adesso dobbiamo trovare una soluzione pacifica, non possiamo entrare nell’escalation militare senza limiti e senza confini”.