Forse c'entravano gli ebrei

Negli Stati Uniti più della metà dei "giovani" non sa cosa sia la Shoah o ne mette in dubbio la realtà. Inutile sperare che possano imparare ciò che non impareranno più
16 SET 20
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Se volete emozionarvi con sondaggi terrificanti, lasciate perdere le elezioni regionali e concentratevi su questo: negli Stati Uniti, il 63% dei giovani non sa che durante la Shoah sono stati uccisi sei milioni di ebrei. E non basta: il 48% non sa menzionare il nome di nemmeno un campo di concentramento e il 23% non è convinto del fatto che tutto ciò che ci raccontano sulla Shoah sia verissimo.
In alcuni stati (l’Alabama, il Mississippi, la Florida) più di quattro intervistati su cinque non conoscono i fondamentali sulla Shoah, dai campi di concentramento al numero delle vittime all’esistenza stessa dell’evento. In altri stati (New York, Louisiana, Tennessee, Montana) più di quattro intervistati su cinque sospettano, o forse hanno capito male, che la Shoah sia stata provocata dagli ebrei.
Ma il dato più raccapricciante di questo sondaggio horror sta nell’età degli intervistati: li hanno pescati dalla fascia di popolazione che va dai diciotto ai trentanove anni, sarebbe a dire quasi quaranta; sarebbe a dire giovani in senso lato, giovani per modo di dire, quasi adulti dai, con un lavoro e vent’anni di elezioni alle spalle, magari con una famiglia, magari padri di ragazzi intervistati nel medesimo sondaggio che ne sanno meno di loro.
Chiamarli “giovani” è un modo per cercare di non ammettere che con loro l’errore è stato commesso tanti anni fa; è un modo per fingere di sperare che possano ancora imparare ciò che non impareranno più.