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Bandiera bianca •
Sul caso dell’invito di Leonardo Caffo a Più Libri Più Liberi hanno tutti ragione
Da Chiara Valerio a Zerocalcare, fino agli editori, autori e organizzatori. Per sciogliere un simile groviglio di idee servirebbe la mente allenata di chi legge libri, ma stanno tutti sui social
28 NOV 24

Foto LaPresse
Sul caso dell’invito di Leonardo Caffo a Più Libri Più Liberi hanno tutti ragione; è questo il guaio. Abituati come siamo alla rissa da pollaio, diamo per scontato che qualsiasi dibattito sia un gioco a somma zero, e che idee diverse debbano giocoforza essere opposte e inconciliabili. Qui invece ha ragione Chiara Valerio (che non merita il linciaggio virtuale cui sta venendo sottoposta) nel sostenere che un cittadino è innocente fino al terzo grado di giudizio e che il confronto diretto e l’incontro di persona sono sempre meglio dell’ostracismo. Ha ragione chi ritiene che l’invito a un indagato per maltrattamenti sull’ex compagna sia inopportuno, tanto più in un evento nel complesso dedicato alla memoria di Giulia Cecchettin. Hanno ragione Zerocalcare e gli altri autori che hanno espresso il proprio insindacabile disagio nel partecipare attivamente all’evento, e che pertanto faranno tutt’al più un salto per il firmacopie. Ha ragione l’organizzazione della fiera, che – con il sostegno di alcuni editori, fra cui quello di Caffo – propone di mettere spazi e tempi a disposizione di incontri volti a diffondere consapevolezza su violenza e discriminazione. È un tale groviglio di affermazioni giuste che, per venirne a capo, ci vorrebbe una mente abituata alle sfumature e ai distinguo, a una certa complessità di pensiero e all’accettazione delle idee altrui anche quando non è facile digerirle. Ci vorrebbe insomma la mente di qualcuno abituato a leggere libri; a quanto pare, però, oramai i lettori stanno solo sui social.