Le urine di Elon Musk ci mostrano la vera natura dei social network oggi

L'idea di pubblicare le analisi della propria minzione è una performance che ci pone in modo ineluttabile di fronte allo spirito del tempo e ai cambiamenti della rete. Nulla è più intimo delle nostre viscere, e in nessun luogo siamo davvero noi stessi come al bagno
19 GIU 25
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Foto LaPresse

Come sempre, Elon Musk è non uno, non dieci, ma cento passi avanti rispetto a tutti noi. L’idea di pubblicare su X i risultati delle analisi delle urine non va infatti letta come tentativo più o meno maldestro di scagionarsi dalle insinuazioni del New York Times sul possibile abuso di sostanze stupefacenti; è in realtà una performance che, come quella dei grandi artisti, ci pone in modo ineluttabile di fronte allo spirito del tempo. È indubbio, infatti, che Musk abbia voluto manifestare in modo eclatante la natura fognaria dei social network. Essi si basano, in fondo, sul presupposto che ciascuno vi esprima quanto ha di più intimo e lo mostri senza filtri al pubblico; si fondano anzi sull’idea che la parte più vera dell’individuo sia quella più nascosta, e sulla pretesa che solo la rivelazione totale di sé renda credibile una persona.
Diramare urbi et orbi i dettagli della propria minzione è dunque una riuscita metafora per rimarcare quanto i social network ci abbiano cambiati sottotraccia: nulla è più vero dei valori biologici, nulla è più intimo delle nostre viscere, e in nessun luogo siamo davvero noi stessi come al bagno. In fin dei conti, quando lo utilizziamo, ci stiamo connettendo a una rete.