Bravo Gad Lerner

Rai3 cambia al volo il suo palinsesto del primo pomeriggio e manda in onda la replica della quinta puntata di “La difesa della razza” sui rom
19 GIU 18
Immagine di Bravo Gad Lerner

Gad Lerner (foto LaPresse)

Quando Mamma Rai si getta spericolata nella mischia dell’attualità politica, e addirittura Rai3 si toglie un po’ di polvere di dosso e si rimette i panni di Tele Kabul, di lotta e non di governo, vuol dire che il momento è catartico, come diceva quello, per il paese. O forse solo che grande è la confusione sotto il cielo, come diceva quell’altro. Ma in ogni caso, stavolta, diciamo: bene. Ieri Rai3 ha cambiato al volo il suo palinsesto del primo pomeriggio, orario topico da La signora del West, e ha mandato in onda la replica della quinta puntata di La difesa della razza, il bel reportage-inchiesta firmato da Gad Lerner la primavera scorsa per gli ottant’anni dalla promulgazione delle Leggi razziali. La scelta non aveva bisogno di molte spiegazioni, la puntata era: “Li chiamano zingari, razza maledetta”. Il viaggio di Lerner in quella considerata “tra tutte le minoranze la più detestata” parte da Zurigo, not Italy, ma va a incrociare testimonianze come quella di Goffredo Bezzecchi, rom harvato sopravvissuto allo sterminio nazista del suo popolo e che oggi vive nel campo nomadi di Rogoredo, Milano. Poi ci sono i campi di Torino, le case popolari, il degrado, l’illegalità, i giudici minorili. Insomma un bel casino cui si deve mettere mano, meglio senza ruspe. Le Leggi razziali sono del 1938, e voglia Dio che tra due generazioni i nostri nipoti, o gli storici, non debbano rivolgere anche a noi quella fatidica domanda: e voi dove eravate, mentre succedeva? Chissà che risponderemo, ognun per sé. Ma a futura memoria, e ad atto di presenza, oggi per domani valga una dichiarazione di voto: bravo Gad Lerner, brava Rai.