Il buon diavolo Staino

Il vignettista ha scaricato Avvenire. Perché, vedete, a certi veri credenti puoi toccare tutto, ma non Salvini
23 OTT 18
Immagine di Il buon diavolo Staino

Sergio Staino (foto LaPresse)

In occasione della canonizzazione di san Paolo VI, molto si è rievocato della volta in cui disse che “il fumo di Satana” era entrato in chiesa. Non avendo poi mai nessuno certificato che ne sia uscito, restiamo in attesa, e sul chi va là. Nel frattempo par di capire che qualcuno quel fumo se l’è proprio fumato, tipo quelli che avevano scritto a Sergio Staino, vecchio buon diavolo di vignettista, cose tipo “aspetto il giorno di vederla bruciare nelle Fiamme dell’inferno accanto a quell’attorucolo che oggi siede sul seggio di San Pietro”. Era un anno che Staino disegnava le sue vignette per Avvenire, il giornale dei vescovi, e ovviamente non tutto il pubblico della testata (ma anche quelli che non leggono un tubo, però stanno sempre attaccati ai social e ai siti tradizionalisti) aveva gradito, né apprezzato. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, qualche giorno fa, è stata una story in cui Staino attaccava Salvini, quello che insegue i negher col rosario, in cui gli dava più o meno dell’indemoniato. E’ allora che è scoppiato il pandemonio. Perché, vedete, a certi veri credenti puoi toccare tutto, ma non Salvini. Salvini per loro è il nuovo Carlo Magno, o il nuovo De Gasperi. Così il diavolo ha mandato una garbata lettera ad Avvenire e a quel pericoloso Frate Mitra del suo direttore, Marco Tarquinio, per dire che la collaborazione finisce qui, mica vuole provocare uno scisma, lui. C’è chi ha twittato: “#Tarquinio e #Staino sono due mascalzoni. Non si gioca e non si vilipende in modo irriverente il nome Santo di Gesù. Questa non è satira, è disprezzo del suo nome e di quello che ha fatto per la nostra salvezza. Si vergognino in eterno. Hanno tutto il mio disprezzo”. Amen. E Bannon santo subito.