Vendesi Cenacolo, Fatto

Il curioso scoop del Fatto (non possiamo pensare sia una fake news)
20 DIC 18
Immagine di Vendesi Cenacolo, Fatto
Dopo aver per mesi aiutato il governo del cambiamento a turlupinare l’Europa mentre provava a venderle il Colosseo come controvalore ipotecario di una manovra da suicidio, ieri il giornale che si chiedeva con à plomb “Chi ha vinto e chi ha perso”, come se non fosse chiaro chi l’ha preso nelle mele, ha tentato un’altra vendita truffalda, da far strabuzzare gli occhi: vendiamo il Cenacolo di Leonardo.
In un articolo a firma Angelo Molica Franco dedicato alle iniziative per il cinquecentenario del Genio da Vinci, un tantino scombicchierato nel mescolare “irrinunciabili polemiche scioviniste” e dispute sui prestiti museali già risolte, a un certo punto salta fuori la notiziona, lo scoop (mica si può pensare sia una fake news) che ribalta il mondo e il nostro modello di conoscenza artistica: “Dalle pagine de la Nouvelle Republique”, si legge, l’assessore alla cultura di Amboise “annuncia il prestito de L’ultima cena che uscirà per la prima volta dall’Italia”. Cazzarola, questo sì che è un botto: e come uscirà?
Da sola con quel che resta del Refettorio dei domenicani, o con tutta la chiesa di Santa Maria delle Grazie appresso? E’ così un botto, che i bravi giornalisti del Fatto l’hanno infilata pari pari in un sommario. Si è andati a controllare sul giornale di Amboise: trattasi di una copia su arazzo della Last Supper opera dell’artista fiammingo Pieter van Aelst, conservata ai Musei Vaticani. E niente, rimaniamo fermi alla vendita del Colosseo. Col Cenacolo, o gli Scrovegni, proveremo alla prossima manovra. Buon Natale anche a Totò e Peppino.