Meglio la D'Urso di Arcuri

Il commissario ha detto che "bisogna avere gli occhi onesti e la mente libera da pregiudizi”. In pratica accusando di malafede tutti quelli che hanno visto i suoi ritardi su mascherine e banchi a rotelle. Una spocchia irricevibile
13 NOV 20
Immagine di Meglio la D'Urso di Arcuri
Due frasi di ieri, una captata su Twitter, mostrano inesorabilmente lo stato di prostrazione del paese. La prima sono i saluti di Barbara D’Urso: “A domani, perché il mio cuore è vostro… subito dopo i miei figli il mio cuore è vostro. Col cuore”. E sembra una che ancora è rimasta a quando si cantava dal balcone. La seconda è dalla conferenza stampa del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, il pomposo incarico del pomposo Domenico Arcuri: “Chi dal divano o dal salotto televisivo afferma che siamo in ritardo rispetto all’epidemia non ha occhi onesti, la mente libera e non ha pazienza. Oppure non conosce l’aritmetica”. Con replica: “Ma bisogna avere gli occhi onesti e la mente libera da pregiudizi”.
Che siamo in ritardo, anzi che chi di dovere è stato colto di sorpresa e non doveva, lo vedrebbe anche un cieco. Ma a colpire di quelle parole, del resto inutili, è la spocchia inemendabile e già nota che ne trasuda, aggravata da una insistita e ingiustificata accusa di malafede nei confronti di quasi tutti gli italiani, che hanno pazientato per le mascherine a prezzo imposto che non si trovavano e poi ad aspettare i famosi banchi a rotelle che aveva promesso per l’inizio della scuola e che sono arrivati quando le scuole erano già richiuse. Siamo in ritardo, punto. C’è da mettersi in pari, e non da giudicare la limpidezza degli occhi altrui. Mica è Padre Pio. Meglio la D’Urso, col cuore in mano.