Persino alcuni nemici di Trump sperano che dietro la sua follia ci sia un metodo

La decifrazione dietro le sue parole in libertà: Trump non vuole abbandonare l'Europa, vuole solo svegliarla; il terrificante piano per Gaza è solo una mossa per spiazzare la diplomazia. Chi non lo comprende dovrebbe solo avere fede?
27 FEB 25
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 LaPresse

Divismo cinematografico e culto politico della personalità seguono da cent’anni traiettorie parallele. Esiliati, negli anni della grande Hollywood e dei totalitarismi, in un Olimpo inaccessibile, star e capi cominciarono la loro discesa tra i mortali nel dopoguerra, passando dal tempio del movie palace o del palazzo presidenziale al focolare domestico della televisione; e oggi, con i social network, sono così accessibili che possiamo assistere alle minuzie della loro vita quotidiana, o meglio alla versione che ne mettono in scena. In queste circostanze l’idealizzazione degli anni Venti e Trenta – che era funzione della distanza e del mistero – è diventata pressoché impossibile, a meno di inventarsi qualcosa. Certo, ci si può rendere invisibili, sottrarsi ai social e ai fotografi come il giovane papa di Sorrentino, ma lo spirito dei tempi è spietato con chi naviga controvento, ed è comunque una soluzione preclusa da molti decenni ai leader politici. L’alternativa è fare come Trump. Ossia fare il pazzo. Funziona così: la follia di Trump consente ai suoi seguaci, ai suoi simpatizzanti ma anche a certi suoi nemici di credere che il presidente segua un piano al momento indecifrabile (“Spero di svegliarmi tra un mese e restare sorpreso dalla scoperta che dietro a questa follia c’è un metodo”, ha detto ieri Jake Sullivan, ex consigliere di Biden, a Repubblica). Quelle che sembrano parole in libertà, ti assicurano i trumpiani, non vanno prese alla lettera. Per i pazzi veri (stile Qanon) sono messaggi in codice che alludono a un disegno salvifico; per gli altri, apparentemente più raziocinanti, sono pedine mosse ad arte in un grande gioco. Non è vero che Trump abbandona l’Europa, ti dicono per esempio, la ama al punto che vuole svegliarla, e il piano atroce per Gaza non è un vero piano, è solo una mossa del cavallo che spiazza la diplomazia. Così, alle spalle del vecchio impulsivo e inaffidabile si profila la sagoma del very stable genius, una figura arcana e veneranda, di cui solo gli spiriti eletti possono decifrare le intenzioni: gli altri devono avere fede. Per queste vie tortuose, il culto del capo può tornare ai fasti degli anni d’oro.