Scrutare il vampiro da vicino, non urlargli contro

La solita sinistra schizzinosa, di fronte al caso Charlie Kirk, ha fatto di tutto per recitare una litania di esorcismi. E Kirk ne ha dette di cose brutte, ma le peggiori non sono quelle che gli si attribuiscono più spesso. Se passiamo le giornate a gridare al vampiro e non a capire com'è fatto, abbiamo perso in partenza
27 SET 25
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LaPresse

C’è una soglia oltre la quale il timore di essere accusati di intelligenza col nemico porta a sacrificare l’intelligenza del nemico, ed è una soglia che è bene non superare mai. Prendiamo il caso del vampiro. Vedendolo, la prima reazione è la paura. Ma se vogliamo coltivare qualche speranza di sconfiggerlo, dobbiamo avvicinarci, studiare la sua natura e l’origine del suo potere, e soprattutto scovare i suoi punti deboli. La sapienza consuetudinaria prescrive di piantargli nel cuore un paletto di frassino, e solo uno sciocco tenterebbe di scacciare un vampiro urlandogli contro generici scongiuri, o accuserebbe i vampirologi di essere dei Draculaversteher, conniventi con la stirpe assetata di sangue. Sembrano ovvietà, ma a quanto pare tanto ovvie non sono.
Abbiamo potuto constatarlo per l’ennesima volta con Charlie Kirk. C’è una sinistra fobica e schizzinosa che non osa accostarsi a un cadavere che considera impuro, per il terrore di contaminarsi, e che ha pensato bene di chiudere la pratica recitando la solita litania di esorcismi del rito intersezionale: razzista, suprematista, neoliberista, maschilista, omofobo, transfobico, bigotto. Un esempio perfetto di mascariatura maramalda lo ha dato Stefano Massini in un monologo a Piazzapulita: con quella sua espressione allarmata e compunta che sprizza insincerità da tutti i pori, ha recitato un collage di citazioni di Kirk che il Guardian aveva estrapolato in modo alquanto disonesto.
E pensare che Kirk ne ha dette di cose brutte; ma di solito non sono quelle che gli attribuiscono. Ho fatto l’esempio più recente, ma il discorso vale per tutti i vampiri politici. Se ci teniamo a sconfiggerli dobbiamo studiarli con sincera curiosità: solo così scopriremo qual è il loro aglio o la loro luce solare. Se passiamo le giornate a gridare al vampiro ma rifiutiamo di capire com’è fatto un vampiro e come mai tanta gente gli porge volentieri il collo, chi ci ascolta avrà ragione di dubitare della serietà dei nostri allarmi; e penserà che forse, sotto sotto, non siamo neanche sicuri che abbia i canini.