Il contagio tedesco e quello italiano
L’estrema destra tedesca ha detto di essere inorridita dalla strage di Hanau. Vedremo se le costerà, o servirà a sospingerla. Da noi, quando un pazzo a termine andò a tirare sugli uomini neri, il partito dell’invasione ne ricavò un’impennata vertiginosa
20 FEB 20

Il ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer (foto LaPresse)
E’ forse notevole che il presidente della Repubblica federale, Frank-Walter Steinmeier, abbia detto che “la grande maggioranza delle persone in Germania condanna questo atto e ogni forma di razzismo, di odio e di violenza” (cito da Repubblica). Ai presidenti e alle altre autorità succede spesso di dire parole assolute, “Tutto il popolo tedesco condanna…”. Lui ha detto “la grande maggioranza”, che vuol dire che una minoranza non condanna, e vuol dire anche che questa minoranza non è così piccola, benché la maggioranza sia grande.
La strage di Hanau ha tutte le connotazioni dell’atto isolato di un pazzo, uno che avverte della potenza occulta che tiranneggia l’America e ne tortura i bambini negli scantinati, che si immola dopo aver fatto la sua parte percentuale nel doveroso sterminio degli stranieri, e che si porta sua madre all’inferno. Abbiamo imparato da tempo che anche le ambizioni dei pazzi si frenano o si esasperano a misura che l’ambiente vi si presti o le scoraggi. Si è tentati di dire che è come con le infezioni: possono insorgere e restare circoscritte fino a spegnersi, o dilagare e infierire e diventare epidemie e pandemie.
I “lupi solitari” sembrano contraddire il contagio, ne sono invece gli agenti più ostinati. Ora ci si chiede, di nuovo, se la Germania abbia curato abbastanza la propria difesa immunitaria: non c’è ragione di modificare quello che si è lealmente riconosciuto, che la società e le istituzioni tedesche hanno curato la loro quarantena molto meglio di quanto non abbiamo fatto noi, riparati all’ombra schiacciante della loro storia. E tuttavia, quando il vecchio sordido richiamo è risuonato, la Germania si è trovata fragile e vulnerabile come noi, più di noi, perché a lei ci eravamo ancorati, e perché si era fatta carico della sua parte umiliata da una doppia tirannide. Quando scrivo non ho informazioni sufficienti, sarebbe un segno se gli avventori e le vittime dei shisha-bar su cui si è accanito lo scellerato di Hanau fossero insieme turchi e curdi. L’estrema destra tedesca, quella che esorbita nei parlamenti, ha detto di essere inorridita dalla strage. Vedremo se le costerà, o servirà a sospingerla. Da noi, quando un pazzo a termine andò a tirare sugli uomini neri, il partito dell’invasione ne ricavò un’impennata vertiginosa. Ha modi strani il contagio.