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Tanto rumore per nulla
I vantaggi di cui un tempo godevano i giudici costituzionali, auto e autista per esempio, oggi non esistono più. Ma forse c'è chi ancora non lo sa
17 SET 20

Mario Rosario Morelli
La nomina del nuovo presidente della Corte costituzionale, Mario Rosario Morelli, è stata accompagnata ieri da cronache esaurienti, cui aveva contribuito lo stesso presidente in un incontro con la stampa piuttosto conversevole. Dalle cronache tuttavia non si è capito – almeno, io non ho capito – su che cosa vertesse il dissenso che ha assegnato a Morelli una maggioranza di 9 voti, contro i 5 andati al vicepresidente Giancarlo Coraggio e uno a Giuliano Amato. Ha prevalso il criterio dell’anzianità nel servizio alla Corte (Coraggio, nato nel 1940, è invece anagraficamente più anziano di età di Morelli, del 1941). Ma la differenza era così esigua – la carica di Morelli scadrà a dicembre e allora gli potrà succedere Coraggio, il quale resterà in carica fino al gennaio del 2022 – che forse in ballo c’era altro.
C’è un luogo comune, confermato ieri con l’automatismo che contraddistingue il popolo dei commentatori, secondo cui i giudici costituzionali di solito nominano il candidato vicino al congedo così da assicurargli l’aumento di emolumenti e altri privilegi, auto e autista eccetera, spettanti a chi lascia da presidente. Così quei commenti erano ieri in sintonia con lo spirito rincagnato della coltivata maggioranza dei tagliatori di parlamentari di cui all’imminente referendum. I giornali avrebbero fatto bene a riportare l’informazione pur riferita dall’Ansa (l’ho trovata solo sul Messaggero): “In passato non sono mancate polemiche per i ‘benefici’ di cui godevano i presidenti uscenti anche dopo un brevissimo mandato. Ma oggi non hanno più ragion d’essere: non è più prevista l’auto di servizio con autista, e l’indennità aggiuntiva riconosciuta agli ex presidenti scatta solo se si è stati per almeno 10 mesi alla guida della Consulta nello stesso anno solare”.