Buon Natale, cattive notizie

L’Istat comunica che i morti dell’anno batteranno tutti i record del tempo di pace, e si confronteranno solo con quelli del 1944. E che i vecchi sono diventati cinque per ogni singolo bambino
17 DIC 20
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Di questi tempi, con gli spiriti scorticati, bisognerebbe dare con cautela certe notizie tutte insieme. Viene Natale, e sembra che non sia mai stato così aspettato da grandi e piccoli, commercianti e clienti. Natale, la festa della nascita del bambino. E l’Istat comunica che i morti dell’anno, calcolati con un piccolo anticipo, batteranno tutti i record del tempo di pace, e si confronteranno solo con quelli del 1944. Così i morti dell’anno, e i morituri, quelli su cui incombe il piccolo anticipo, i vecchi, si sentono come una fanteria del 1917 mandata allo sbaraglio.
Però lo stesso rapporto dello Stato maggiore statistico comunica che i vecchi sono diventati cinque per ogni singolo bambino. Cinque a uno, e i vecchi si sentono colpevoli di una viltà, o almeno di un’occupazione del territorio, una smisuratezza che proclama che la pensione, altro che la proprietà, è un furto.
E intanto, proprio adesso, viene Natale. Ma anche quella prima volta le buone notizie, la buona novella, non vennero sole. Di lì a poco – tre giorni, nel calendario cristiano – dice il racconto secondo Matteo, si aprì la caccia ai bambini dai due anni in giù, gli innocenti, detti così quasi a distinguerli dal più innocente di tutti, per colpa del quale furono trucidati. Erano al massimo qualche decina, dicono gli statistici storici.