Rubriche
piccola posta •
Auguri a Edi Rabini, che voleva dimettersi da qualunque cosa
La Fondazione Alexander Langer Stiftung è la sua creatura più preziosa insieme alle diramazioni internazionali, come Adopt Srebrenica. Ottant'anni per lui, un augurio da Odessa
26 FEB 23

Castelrotto (Wikipedia)
Sempre più spesso mi succede di sentirmi in colpa, e comunque di sentirmi triste, perché manco di commemorare persone che muoiono e che sono state care e importanti alla mia vita. Oggi invece voglio regalarmi una felicità, perché festeggio Edi Rabini, una persona cara e importante e del tutto viva, che compie i suoi 80 anni. Li compie a Castelrotto, Kastelruth, dove non è in vacanza ma a casa sua, a 1.100 metri, sua e di un gatto Natalino e di Ariel, un gran cane a mezzo tempo. Saliranno da lui le sue figlie Chiara e Michela, la sua nipote Camilla, il suo nipote Niccolò, e chissà quali ulteriori umani e altri rampicanti. Edi, che condivideva col suo più famoso amico la voglia di dimettersi da qualunque cosa, è riuscito a farlo davvero con la Fondazione Alexander Langer Stiftung, la sua creatura più preziosa insieme alle diramazioni internazionali, come Adopt Srebrenica. Non credevo che sarebbe riuscito a farlo da vivo, benché il suo modo di presiedere cose sia sempre stato il più sobrio e dissimulato. Ma non poteva evitare che il suo più famoso amico lo chiamasse Presidente. Edi è spiritoso e dissimula anche questo. Ha scelto come logo della Fondazione il motto “Lokal denken, Global handeln”, che vuol dire “pensare locale, agire globale”: “che è l’inversione del noto paradigma ecologista il quale in realtà recita ‘pensare globale, agire locale’. Nessuno se ne accorge e va bene”.
Mi dispiace di non esserci, ma Edi saprà apprezzare che il mio augurio gli arrivi da Odessa. Qualche giorno fa, curioso della meteorologia locale, ho scoperto che Odessa è pressoché esattamente alla latitudine di Bozen/Bolzano. Come se Castelrotto avesse un Mar Nero, e Odessa avesse un’Alpe di Siusi.