La parte giusta di Pertini sul Cile

Andrés Pascal, alias Pascal Allende, uscito clandestinamente dal paese, e Julio Gomez, alias Emir Sader, allora in esilio in Europa, incontrarono il presidente della Repubblica. Ecco cosa si dissero
28 LUG 23
Immagine di La parte giusta di Pertini sul Cile

Ansa

Fra il 1973, l’anno del golpe cileno, e il 1989, l’Italia non ebbe un ambasciatore a Santiago, affidando l’ambasciata a un incaricato d’affari. L’altro giorno, a proposito del viaggio di Mattarella in Cile, avevo ricordato l’accoglienza riservata da Sandro Pertini, il 29 luglio del 1982, a due rappresentanti del Mir cileno. I due erano Andrés Pascal, alias Pascal Allende, uscito clandestinamente dal paese, e Julio Gomez, alias Emir Sader, allora in esilio in Europa. Ho ritrovato la registrazione della mia conversazione con loro all’uscita dal Quirinale.
Avevo domandato: “Come vi ha accolto Pertini?”.
“Con una gran solidarietà, che ci ha scaldato il cuore. Ci ha augurato che la sofferenza del popolo cileno non debba durare così a lungo come quella degli italiani sotto il fascismo. Dopo averlo incontrato, siamo sicuri che finché sarà presidente, non ci sarà un ambasciatore italiano in Cile. E sarà a lungo, con le sue qualità umane. Anche se è già anziano, no? Deve avere più di settant’anni”.
“Ne ha 86”.
“Possibile? Tanto meglio! Vuol dire che stare dalla parte giusta fa bene al morale e al fisico”.
(Pertini fu presidente dal 1978 al 1985, e morì nel 1990, a 93 anni).