Il Papa beffardo che inguaia (parecchio) noi cristiani

Con Francesco si è realizzato il famoso sonetto di Cecco Angiolieri nei versi: “S’i’ fosse papa, allor serei giocondo, / ché tutti cristiani imbrigarei”
24 OTT 19
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Papa Francesco (foto LaPresse)

Cecco, Cecco Angiolieri, sebbene per interposta persona il tuo famoso sonetto “S’i’ fosse fuoco” si è realizzato. Almeno in parte, almeno per questi due versi: “S’i’ fosse papa, allor serei giocondo, / ché tutti cristiani imbrigarei”. Cecco, ora c’è un Papa che concretizza quello che tu hai solo immaginato, un Papa beffardo che a noi cristiani imbriga, inguaia parecchio. In libreria ho visto un libro intitolato “Sodoma” con questa fascetta: “Dietro la rigidità c’è sempre qualcosa di nascosto, in tanti casi una doppia vita”. Firmato Papa Francesco. Cecco, l’autore del libro con la fascetta pontificia non è uno stilnovista ma un omosessualista, di quell’ambiente che spesso mi ha liquidato come cripto-finocchio poiché uso citare i rigidissimi Genesi 19,24 e Isaia 5,20 (ulteriori indizi sodomitici a mio carico: ogni tanto porto i pantaloni di pelle e ogni tanto mi interesso di moda). Come se avessi mai vantato una qualche purezza e come se una mia eventuale omosessualità potesse cambiare la Bibbia di una virgola... Un’accusa atea e balorda a cui, da quello scaffale, da quella fascetta, sembra unirsi il Papa venuto dalla fine del mondo per imbrigarci tutti.