Viaggio a Parigi con Scaraffia
Rivivere gli anni Venti e Trenta seguendo Drieu, Dalì, Céline, Chanel, Hemingway, Morand. Appartamento dopo appartamento, bar dopo bar
27 NOV 19

Foto Unsplash
Ariosto viaggiava con Tolomeo, io viaggio con Scaraffia. Da mezzo millennio (l’ariostesca Satira II è giusto del 1519) noi antituristi preferiamo viaggiare con la mente, senza spostarci da casa. Non vedo perché pagare 1347 euri a notte al Ritz o 1060 al Meurice se tutto ciò che mi interessa della parigina riva destra è racchiuso in “L’altra metà di Parigi. La Rive Droite” (Bompiani), euri 32. Ricco di foto e di mappe e dell’enorme erudizione scaraffiana, questo libro fa rivivere gli anni Venti e Trenta (quando “si poteva vivere soltanto a Parigi”) seguendo Drieu, Dalì, Céline, Chanel, Hemingway, Morand appartamento dopo appartamento, albergo dopo albergo, bar dopo bar. Alla fine è come fossero vecchi conoscenti, se non vecchi amici, e delle loro abitudini sai più delle abitudini di tante persone con cui ti capita di cenare e magari non hai capito bene nemmeno il cognome. A pagina 102 Pierre Drieu La Rochelle e Victoria Ocampo si specchiano nell’appartamento dello scrittore sull’île Saint-Louis. Lui è in smoking, lei in abito nero di Chanel, e sembra di averceli davanti, potenza della letteratura, dell’eleganza e del sogno.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
