Dio salvi Boris Johnson

Il primo ministro britannico dimostra che i conservatori possono essere più divertenti dei dissipatori, e che la cultura può ancora battere l’entropia
13 DIC 19
Immagine di Dio salvi Boris Johnson
Dopo il voto, rileggo Churchill (trovandoci ovviamente qualcosa del primo ministro attuale), Orwell (“Il leone e l’unicorno”), Eliot (“I quattro quartetti”) e mi commuovo come se l’Inghilterra fosse la patria mia. Poi ascolto “Rule Britannia” e faccio dei confronti. Il nostro inno esalta una sottomissione: “Ché schiava di Roma / Iddio la creò” (Mameli intendeva la Vittoria ma tutti capiscono l’Italia). Mentre loro cantano “Britons never will be slaves”… Dio salvi Boris Johnson: ha dimostrato che la cultura può ancora battere l’entropia, che i conservatori possono essere più divertenti dei dissipatori.