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Turisti pure a novembre, con gli orrendi impermeabili colorati. Vade retro
Nel bel novembre di una volta il tempo cosiddetto brutto spazzava via i gitanti, che adesso invece non demordono mai: i loro giri sono organizzati da mesi, non c’è meteo che possa far loro cambiare programma
19 NOV 21

Foto Ansa
Rimpianto per quel bel novembre di una volta, il novembre dei cimiteri e delle castagne, il novembre della nebbia a gl’irti colli, degli esuli pensieri, delle vie deserte sotto la pioggia... Visione obsoleta. Il novembre è cambiato, a novembre mi imbatto in gruppi ovunque, gruppi turistici intendo, perfino a Udine (cosa ci fanno i turisti a Udine?), perfino nel duomo di Udine (il turismo è nichilismo dunque cosa ci fa un turista in chiesa?) e per non polemizzare mi tocca uscire perché sono tutti ligi alla mascherina e mi guardano malissimo, io che qui forse sono l’unico devoto. Fuggire ad Aquileia? Ma se i gruppi imperversano a Udine, figuriamoci ad Aquileia. Figuriamoci a Palmanova. Cividale forse? Nel bel novembre di una volta il tempo cosiddetto brutto spazzava via i gitanti che adesso invece non demordono mai: i loro giri sono organizzati da mesi, non c’è meteo che possa far loro cambiare programma, se piove si infilano impermeabili dai colori di plastica e risultano ancora più brutti, ancora più incongrui, cromaticamente inquinanti, e a casa non tornano. Allora ci torno io, a rimpiangere il bel novembre di una volta.
Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
