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"Lascia che i morti seppelliscano i loro morti". Ovvero finirla col Duce e Bella ciao
Le parole di Gesù sono perfette per risolvere la festa statale di oggi, la stucchevole recita con la quale gli statalisti rossi e neri sequestrano la scena pubblica da decenni
25 APR 23

Ansa
San Marco, amato San Marco, forse saprai che in sconto dei miei peccati sono molto ligio al calendario dei Santi: festeggio solo le feste cristiane, mai e poi mai quelle statali, e ogni 25 aprile festeggio soltanto te. E certo mi perdonerai se oggi non cito il tuo Vangelo ma quello dei tuoi colleghi, nostri fratelli, Luca e Matteo: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti”. Le parole di Gesù sono perfette per risolvere la festa statale di oggi, quella che tanto eccita comunisti e fascisti, compagni e camerati. La stucchevole recita con la quale gli statalisti rossi e neri sequestrano la scena pubblica da decenni. Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, dice Gesù a un giovane di allora e a noi di oggi. Sono parole dure, dette per scuotere. Per rompere con tradizioni sbagliate o esaurite. Sono parole sempre e ovunque attuali e ora e qui significano che bisogna seppellire i busti del Duce e “Bella ciao”, la politica come seduta spiritica, l’ideologia come necrofilia. E seguire la vita. Seguire la primavera.
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Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).
