Gli italiani amano vestirsi male

Il caldo e l'estate sono solo una scusa per regredire esteticamente e moralmente, per tornare rozzi e selvaggi. Infatti insistono anche ora che il termometro scende
30 AGO 25
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Non sono soltanto sciatti, sono anche attardati, non aggiornati, quelli che vanno dappertutto in maglietta e braghetta, in chiesa come in spiaggia, al museo come a casa, senza rispetto, senza vergogna. L’estate sta finendo e milioni di italiani insistono a vestirsi poco, oltre che male, mentre io nelle ultime settimane mi sono vestito meglio e più del solito avendo scoperto alcune camicie innovative, le Xacus Active e le Boggi in jersey, confezionate con tessuti giapponesi (i tessutai italiani dormono?), materiali interamente o in parte sintetici ma innanzitutto tecnici grazie ai quali si è sempre freschi e mai sudati, mai stropicciati, perfetti da mattina a sera.
Sono camicie miracolose che quando le lavi si asciugano subito e non devi nemmeno stirarle. Milioni di italiani potrebbero approfittare di questi capi al contempo pratici e formali, e meritare nuovamente l’elogio del Comisso fiumano: “Noi razza italica siamo gente di sensi perfetti e di buon gusto, noi godiamo della bellezza e dell’eleganza”. Ma l’estate è una scusa, il caldo è solo un pretesto per regredire esteticamente e moralmente, per tornare rozzi e selvaggi e lì restare anche quando il termometro scende. I neopitecantropi non metteranno la camicia (figuriamoci la cravatta) nemmeno in autunno: la forma è una forma di impegno e loro non si vogliono impegnare.