Ebbene sì, caro Saviano, il cinema produce modelli negativi

L'autore di Gomorra dia dell’ignorante a chi la sua tesi l'ha confutata, come Soldati, Adorno e Girard, se ne è capace. Oppure si accontenti di essere ricco, non pretenda di essere buono
17 OTT 25
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(foto Ansa)

Saviano anziché Mollicone provi ad affrontare Mario Soldati che in “America primo amore” affermò: “La letteratura gialla e il cinematografo non sono l’effetto, ma la causa della delinquenza americana”. E Theodor Adorno che in “Minima moralia” confessò: “Da ogni spettacolo cinematografico mi accorgo di tornare, per quanto mi sorvegli, più stupido e più cattivo”. Provi a difendere “Gomorra”, film e serie tv, davanti a loro, con i quali il giochetto del fascista di comodo proprio non funziona (Soldati amico di Gobetti, mai iscritto al Pnf, collaboratore dell’Avanti e dell’Unità, Adorno marxista antinazista), e davanti a René Girard che tutta la vita scrisse di desiderio mimetico e dunque del vortice infernale dell’imitazione.
Ebbene sì, il cinema produce modelli negativi, il cinema induce imitazione, il cinema devia le giovani menti... Saviano dia dell’ignorante a Soldati, ad Adorno, a Girard, se ne è capace, oppure si accontenti di essere ricco, non pretenda di essere buono. (P.S.: Saviano dice che “Baudelaire non è responsabile delle dipendenze”, non so, da ragazzo lessi De Quincey, “Le confessioni di un mangiatore d’oppio”, e se allora a Reggio Emilia si fosse trovato dell’oppio lo avrei emulato certissimamente).