Una speranza per il Vecchio Continente

Avvinghiarsi “come l’edera” agli Stati Uniti ricavandone “energia vitale, fiducia, desiderio di futuro”. È una possibilità, ma non ci sono tanti europei desiderosi di coglierla
28 FEB 26
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Prego che abbia ragione Luigi Marco Bassani e non Emmanuel Todd. Io tenderei a credere al francese e al suo libro neospengleriano “La sconfitta dell’Occidente”, ma per non spararsi è meglio leggere l’italiano: “Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo” (Liberilibri). Secondo Bassani, storico delle dottrine politiche, studioso del pensiero di Thomas Jefferson, “l’Europa ha cessato di essere un principio vivente: sopravvive come risonanza culturale, come eco di un mondo che fu. L’America, al contrario, è il presente assoluto, il luogo dove l’idea di Occidente continua a operare”.
Ci sarebbe dunque ancora una speranza per il Vecchio Continente: avvinghiarsi “come l’edera” agli Stati Uniti ricavandone “energia vitale, fiducia, desiderio di futuro”. Certo, è una possibilità, ma non vedo tanti europei desiderosi di coglierla, di partecipare alla “controrivoluzione americana – fondata su lavoro, patriottismo, cristianesimo e libertà individuale”. Io vedo gli europei credere soltanto nella pensione e nelle vacanze, e per la pensione e le vacanze disposti a ogni tassa, a ogni invasione, a ogni umiliazione, e allora altro che controrivoluzione, ci vorrebbe un miracolo. Che qui si attende.