Sanremo, il piano segreto di Amadeus per salvarci dall'emergenza energetica

Ha già sconfitto il Covid, tenendoci chiusi in casa a seguire la gara canora e permettendo ai vaccini di fare il sorpasso. Ora si pianifica un festival lunghissimo, e nel frattempo illuminazione stradale spenta ovunque, col trasporto pubblico azzerato. Risparmio sì, ma la bolletta dell'Ariston?
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Ansa 

La scorsa settimana il governo francese ha iniziato a istruire i funzionari di tutto il paese per pianificare potenziali interruzioni di elettricità già dal mese prossimo. L’operatore britannico National Grid ha avvertito le famiglie di possibili blackout dalle 16:00 alle 19:00 se il gas utilizzato per produrre elettricità si dovesse esaurire. In Germania, le vendite di candele sono aumentate vertiginosamente. In Italia, abbiamo annunciato i cantanti in gara a Sanremo 2023. Saranno ventotto in tutto: è probabile che la durata delle serate faccia sconfinare il Festival – previsto dal 7 all’11 febbraio – fino ai primi di marzo. Complici le temperature finora molto miti, con medie ben al di sopra dei livelli stagionali, l’Europa a novembre ha consumato poco gas; ma ora l’inverno è arrivato o sta per, e i governi stanno iniziando a preparare le popolazioni ad affrontare il freddo senza gas russo. I funzionari europei insistono sul fatto che i piani di razionamento sono solo l’ultima delle eventualità; ma i governi hanno già attinto ad alcune delle riserve di gas di emergenza, riportando i prezzi del gas naturale europeo ai livelli più alti in sei settimane. E nessuno può escludere che in pieno inverno possano essere necessarie interruzioni scaglionate di corrente, tagli temporanei ai servizi di telefonia mobile e internet, scuole chiuse per mancanza di illuminazione e riscaldamento, semafori spenti. Questo ci porta a pensare che Sanremo 2023 sia o un folle azzardo del tutto scriteriato e fuori dalla realtà (chi paga le bollette dell’Ariston, illuminato a giorno per giorni?), oppure che sia parte di un piano governativo volto a fronteggiare l’eventuale emergenza energetica.
Ragioniamo: l’anno scorso, il Festival di Sanremo è stato un esperimento (riuscito) di prove tecniche di ritorno alla normalità post-Covid; dopo, è stato un progressivo liberi tutti. Parallelamente, e in concerto all’operato del Generale Figliuolo medaglia d’oro alla vaccinazione, Sanremo 2022 fu un “lockdown di fatto”, con decine di milioni di italiani chiusi in casa a seguire la gara canora, rallentando così il virus e consentendo ai vaccini il sorpasso. E’ probabile che anche quest’anno Amadeus, ormai uomo delle istituzioni, sia stato arruolato per il bene del paese; e che se davvero potessimo sfogliare gli “appunti di Giorgia” ci imbatteremmo in appuntamenti segnati con il conduttore del Festival, o come minimo nel suo numero di telefono. Il piano potrebbe essere questo: austerity di fatto. Tutti a casa a seguire il Festival, un Festival lunghissimo, che terrà gli italiani in ostaggio per ore, giorni, settimane se serve (secondo un report riservato e non confermato da nessuna fonte governativa l’idea sarebbe quella di proclamare il vincitore al ritorno dell’ora legale); e nel frattempo l’illuminazione stradale verrebbe spenta ovunque, chiusi cinema, teatri, bar e ristoranti, trasporto pubblico azzerato (nel buio, resteranno accesi solo gli sportelli bancomat per poter ritirare il contante). I tecnici sono al lavoro per capire se effettivamente questo piano porterebbe a un reale risparmio: con tutti gli italiani chiusi in casa con la tv accesa su Sanremo fino all’alba, i 21 miliardi stanziati dalla manovra economica per il caro bollette potrebbero non bastare. E poi c’è da tenere illuminato, riscaldato e amplificato il teatro Ariston per ore e ore. Si valuta di togliere il riscaldamento, dato che le signore in platea sono impellicciate; ma i cantanti protestano, temono contraccolpi per la loro voce. La situazione è ancora in alto mare, e il governo non consente sbarchi.