Società
Saverio ma giusto •
Apatia lucana: il dramma esistenziale degli elettori Pd in Basilicata
Proposta: un percorso psicologico per chi, malgrado tutto, voterà per il partito di centrosinistra alle regionali. Testimonianza di tendenze suicide
20 MAR 24

(foto Ansa)
Dopo quanto successo in Basilicata, dove all’interno del “campo largo” – ormai ristretto – la trattativa per trovare un candidato condiviso ha sconfinato nella parodia più farsesca, vorrei tanto conoscere un elettore lucano del centro-sinistra. Non un ex simpatizzante, un deluso da questa ennesima scena pietosa dei partiti guidati da Elly Schlein e Giuseppe Conte e sì, mettiamoci anche Carlo Calenda, che fa il prezioso senza esserlo; non vorrei conoscere un elettore arrabbiato dicevo, ma una persona che, comunque andrà, chiunque sarà il candidato, voterà per la coalizione formata da… chi è rimasto. Vorrei conoscerla, questa persona che comunque voterà Pd; perché delle due l’una: o ha bisogno d’aiuto, o può insegnarci a vivere. Mi spiego: dopo il susseguirsi di pasticci, dall’oculista Lacerenza che in meno di 24 ore è stato blindato come candidato della coalizione per poi ritirare la candidatura, a Marcello Pittella di Azione che è passato al centro-destra in quanto nel centro-sinistra si sente – cito testualmente – “un ebreo deportato nelle camere a gas”, dopo tutto questo dicevo basterebbe per l’elettore di sinistra un minimo di dignità, di amor proprio, per provare un sussulto d’orgoglio e il giorno delle elezioni mandare tutti a cagare, astenendosi bellamente.
Chi invece uscirà comunque di casa per dare il suo voto al centro-sinistra lucano deve essere spinto da qualcosa che va ben oltre l’opposizione a Meloni o la militanza politica; qualcosa di personale, forse addirittura di profondamente esistenziale. Chi in Basilicata, dopo quanto è successo, voterà comunque centro-sinistra potrebbe essere una persona sola, fragile, disperata, rassegnata al peggio, apatica nei confronti della vita, dalle emozioni ormai anestetizzate dall’umiliazione costante; in altre parole, una persona a rischio suicidio. Dobbiamo scoprire chi darà il proprio voto al Pd in Basilicata per poi aiutarlo, forse per fermarlo prima che sia troppo tardi: perché dopo un atto di degradazione come il voto al centro-sinistra lucano, il passo successivo sono solo i tralicci dell’alta tensione, o il davanzale dell’ultimo piano. Queste persone hanno bisogno di fare un percorso psicologico per recuperare la dignità personale, finora orrendamente calpestata dai dirigenti locali e nazionali.
Oppure no, al contrario: chi alle elezioni regionali in Basilicata voterà Pd nonostante tutto (che più che tutto è troppo), ha talmente tanto senso dell’umorismo, è talmente tanto zen, da essere ormai in grado di prendere tutto con estrema filosofia, da ridere sopra a ogni disavventura, da essere superiore a qualunque meschinità o piccineria. In tal caso ma quale aiuto, altro che telefono amico, ma quali assistenti sociali: è costui o costei a dover insegnare a noi, che ancora ci indigniamo per come il centro-sinistra in questo paese sia inetto e svilente, a non prendercela, a relativizzare ancora di più, a lasciar correre, a sorridere. Evidentemente hanno capito cosa è davvero importante della vita; forse ne hanno colto persino il senso profondo, il segreto della felicità. In un caso o nell’altro, che sia sull’orlo del suicidio o un maestro di vita: elettore lucano del Pd, incontriamoci. Se sei elettrice, pure meglio. Magari, chissà, da cosa nasce cosa – mi pare anche di capire che ti piace essere presa per, sì insomma, ci siamo capiti.
Chi invece uscirà comunque di casa per dare il suo voto al centro-sinistra lucano deve essere spinto da qualcosa che va ben oltre l’opposizione a Meloni o la militanza politica; qualcosa di personale, forse addirittura di profondamente esistenziale. Chi in Basilicata, dopo quanto è successo, voterà comunque centro-sinistra potrebbe essere una persona sola, fragile, disperata, rassegnata al peggio, apatica nei confronti della vita, dalle emozioni ormai anestetizzate dall’umiliazione costante; in altre parole, una persona a rischio suicidio. Dobbiamo scoprire chi darà il proprio voto al Pd in Basilicata per poi aiutarlo, forse per fermarlo prima che sia troppo tardi: perché dopo un atto di degradazione come il voto al centro-sinistra lucano, il passo successivo sono solo i tralicci dell’alta tensione, o il davanzale dell’ultimo piano. Queste persone hanno bisogno di fare un percorso psicologico per recuperare la dignità personale, finora orrendamente calpestata dai dirigenti locali e nazionali.
Oppure no, al contrario: chi alle elezioni regionali in Basilicata voterà Pd nonostante tutto (che più che tutto è troppo), ha talmente tanto senso dell’umorismo, è talmente tanto zen, da essere ormai in grado di prendere tutto con estrema filosofia, da ridere sopra a ogni disavventura, da essere superiore a qualunque meschinità o piccineria. In tal caso ma quale aiuto, altro che telefono amico, ma quali assistenti sociali: è costui o costei a dover insegnare a noi, che ancora ci indigniamo per come il centro-sinistra in questo paese sia inetto e svilente, a non prendercela, a relativizzare ancora di più, a lasciar correre, a sorridere. Evidentemente hanno capito cosa è davvero importante della vita; forse ne hanno colto persino il senso profondo, il segreto della felicità. In un caso o nell’altro, che sia sull’orlo del suicidio o un maestro di vita: elettore lucano del Pd, incontriamoci. Se sei elettrice, pure meglio. Magari, chissà, da cosa nasce cosa – mi pare anche di capire che ti piace essere presa per, sì insomma, ci siamo capiti.