Infinita Raffaeli, riscrive la storia della ginnastica ritmica

Successo a Tashkent, Uzbekistan. E' en plein: cinque ori su cinque alla terza tappa di World Cup, gara del circuito internazionale di Coppa del mondo
16 APR 23
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Foto Ansa

Quante volte si può scrivere la storia? Infinite, se a scriverla è Sofia Raffaeli. L’azzurra campionessa del mondo di ginnastica ritmica supera ancora se stessa e a Tashkent, Uzbekistan, consegna una performance destinata a restare negli annali. En plein: cinque ori su cinque alla terza tappa di World Cup, gara del circuito internazionale di Coppa del mondo. Un dominio integrale, con pochi precedenti nel globo, e nessuno in Italia. Dal “vulcano”, come la chiamano a dispetto dei suoi 37 chili di peso, un’esplosione di meraviglia.
La prima medaglia d’oro è arrivata ieri, dopo essersi piazzata in cima alla classifica dell’all around o concorso generale, la gara che incorona chi ottiene il punteggio più alto dalla somma dei quattro esercizi con i piccoli attrezzi della ginnastica ritmica. Oggi le finali di specialità: una montagna scalata con grazia e pazienza. Un gradino dopo l’altro, una medaglia dopo l’altra a scolpire a caratteri d’oro che Sofia Raffaeli è la migliore in tutto: cerchio, palla, clavette, nastro. E se, per lei, c’è una rivale da battere è se stessa.
Alla 19enne di Chiaravalle (Ancona), agente delle fiamme oro della polizia di Stato in forza alla società Ginnastica Fabriano, il mondo non basta. Se lo è già preso l’anno scorso ai campionati di Sofia, Bulgaria. Una vittoria memorabile. La storia scritta anche lì, perché mai nessuna ginnasta italiana aveva volato così in alto, incassando 4 ori su 5 a un campionato del mondo. Unica sbavatura - se così si può chiamare un bronzo iridato - la finale alle clavette: un terzo posto che bruciò fino alle lacrime, perché fu l’occasione mancata per l’en plein, alla vigilia della gara più importante: quella all around per il titolo di campionessa mondiale assoluta. Sofia, che è il peggior giudice di se stessa, non si perdonava la “macchia” alle clavette. E allora la sua allenatrice, Julieta Cantaluppi, ha dovuto lavorare per ricucire la concentrazione e smontare la mania autolesionista del perfezionismo: “Non pensare a essere perfetta, pensa a fare bene”. “Un errore non è la fine”. “Puoi ancora vincere”. E - clavette a parte - Sofia vinse tutto.
Quante sfumature conosce la perfezione? Infinite. Perché “perfetto”, a volte, è solo un punto di vista. Anche il migliore al mondo può sbagliare, come sbagliò Raffaeli a quella finale delle clavette, e restare comunque il migliore al mondo. Ma “perfetto” è anche quella congiuntura rara e brillante in cui il massimo sforzo, il massimo risultato, il massimo lavoro e il massimo talento coincidono: anche questa è Sofia Raffaeli, che inchioda gli appassionati di ginnastica ritmica a casa nei weekend, tra campionato italiano e gare internazionali, a contare una ad una le sue magnifiche prime volte. Prima azzurra a vincere un mondiale (Sòfia 2022), due ori agli Europei (Tel Aviv 2022), un all around in Coppa del mondo (World Cup di Atene 2022) e adesso una Coppa del mondo per intero. Altre cinque medaglie del metallo più prezioso che si aggiungono alle otto, tra ori, argenti e bronzi, conquistate nelle prime due tappe del circuito internazionale di World Cup 2023 (ad Atene e a Sòfia). Per ora, il bottino di quest’anno del “vulcano di Chiaravalle” è a quota 13 medaglie. Ma ha davanti altre due tappe di World Cup, un europeo e un mondiale. L’anno prossimo le Olimpiadi. E chissà quanti record ancora da scrivere.