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il gp di Baku •
Perché Max Verstappen sarà l'ago della bilancia del mondiale di Formula 1
L'olandese vince in Azerbaigian. Le sue prossime prestazioni condizioneranno pesantemente la sfida per il titolo tra Piastri e Norris. Le Ferrari vanno ancora male: chiudono con un ottavo e nono posto
22 SET 25

LaPresse
Max Verstappen non vincerà il Mondiale piloti 2025. Ma certamente lo condizionerà pesantemente. Non lo vincerà perché ha troppi punti di distacco dal leader della classifica, Piastri (-69), anche perché davanti a sé non ha uno ma due piloti (c’è anche il timido Lando, che come il tenero Giacomo della Settimana Enigmistica ci rimanda all’ultima pagina). L’olandese, che ha trionfato anche a Baku, ha dimostrato ancora una volta che di gente della sua pasta in giro davvero non ce n’è. Non riuscirà a portare a casa il quinto titolo Mondiale consecutivo ma la sua rimonta, la sua presenza in una posizione di classifica non più così distante dai due “papaya” e il fatto che uno con la sua miscela di talento e personalità rappresenta un convitato di pietra non indifferente, sarà forse l’ago della bilancia nella sfida, onestamente tutt’altro che entusiasmante, tra Piastri e Norris.
Sette gare alla fine del Mondiale 2025. Da Singapore, la prossima, gli “esperti” ci dicono che la restaurazione del potere delle McLaren dovrebbe tornare in modo prepotente. Vedremo. Quel che è certo è che nella giornata, anche se sarebbe meglio dire nel weekend, nella quale Oscar Piastri ha portato a casa un triste “zero” il suo rivale per il titolo, e compagno di squadra, Lando Norris ha fatto il tennista con il braccino sia in qualifica che in gara e non è andato oltre un triste settimo posto. Sempre e comunque davanti alle Ferrari, non sia mai, che hanno chiuso con un ottavo e nono posto. Un risultato che a questo punto della stagione merita un supplemento di riflessione.
Questo Mondiale 2025 ha emesso già alcuni verdetti. Il primo è che la McLaren è, complessivamente ma non ovunque, la vettura migliore. Che la Red Bull è riuscita grazie agli aggiornamenti a dare a Verstappen una vettura che l’olandese, gran parte per merito del suo infinito talento, ha portato quattro volte davanti a tutti sotto la bandiera a scacchi. Che la Mercedes quando le temperature sono basse è competitiva per stare sul podio. E infine che la Ferrari è coerente con sé stessa su ogni tipo di circuito e in ogni situazione ambientale. Lo è nell’andare male, nel generare aspettative alte nelle prove libere del venerdì e rovinare tutto quando davvero conta.
A volte la frittata arriva al sabato e compromette la domenica, come a Baku. Altre volte invece il sabato è un ulteriore “hype” dopo il venerdì e una volta che arriva la gara tornano a galla i problemi di sempre. O per responsabilità dei piloti o per errori del muretto. Sempre, a causa di una vettura inspiegabile, mai in grado di funzionare al meglio e in balia di una direzione tecnica quantomeno discutibile. Il Team Principal, Fred Vasseur, fa quasi tenerezza. Continua a parlare di un buon passo gara (se esistesse un classifica del “passo gara” la Ferrari la dominerebbe…), di una squadra che non riesce a mettere insieme tutte le cose che servono per un buon risultato e che tutto questo dovrà essere analizzato nel “remote garage” di Maranello. Il ricordo va al vituperato: “dobbiamo capire” che utilizzava Mattia Binotto anni fa per sfuggire a chi gli chiedeva conto dei motivi di prestazioni sconcertanti. La Ferrari al momento ha perso anche la seconda posizione nella classifica costruttori. La riconquisterà, non è questo il problema. La questione vera è continuare a spostare in avanti il giorno in cui tornerà a vincere. Il gruppo di lavoro che sta preparando la stagione 2026, quella del cambio di regolamento tecnico e quindi un’opportunità gigantesca di cambiare i valori attuali, è lo stesso che ha infilato l’ennesimo flop. Il timore è che il: “vinceremo l’anno prossimo” diventi un tormentone dal quale sarà difficile liberarsi a breve.