Lingue, bolliti e oscenità americane nell'ultima noiosa puntata di MasterChef

Questa edizione sembra l'Isola dei famosi: tanti sbadigli. Per fortuna c'è il severissimo giudizio del Gran Consiglio della Confraternita del Gran Bollito misto alla piemontese
16 FEB 17
Ultimo aggiornamento: 06:34 | 13 AGO 20
Immagine di Lingue, bolliti e oscenità americane nell'ultima noiosa puntata di MasterChef
MasterChef è diventato un po’ come l’Isola dei Famosi. Alla sesta volta che lo vedi, ti accorgi che le idee sono finite. Già quest’edizione non passerà alla storia, ma non è che le prove siano proprio originali. La prima puntata, solo sbadigli. Ok le calorie, ok la voglia di far dimagrire Cannavacciuolo, ma la gara con i tre chef a cucinare roba americana valutata da Bastianich è quanto di più visto e rivisto potesse esserci. L’unica cosa interessante è stata l’uscita di Gabriele, il sudato architetto torinese, che poverino era già andato oltre le sue umanissime possibilità, specie se consideriamo che Giulia è già fuori da una settimana. Fatale, per lui, aver cucinato la farina “come la colla quando fai le piastrelle in bagno” (copyright Joe).
Tra bolliti e castelli, foto dopo foto cosa è successo nell'ultima puntata di Masterchef
Più brio nel secondo episodio, se non altro per il clima surreale dei poveri cuochi dilettanti mandati a spadellare davanti al Gran Consiglio della Confraternita del Gran bollito misto alla piemontese. Sì, esiste. Anche i piemontesi che sono lì al Foglio confermano, specialisti come sono nel mangiare lingue di mucca e testine. Sulla cottura non parliamone proprio, l'amico Cicchetti, una sorta di Raspelli esperto di carne, sarebbe stato indignato. Severissimi i confratelli, addobbati come fossero dei cardinali conservatori con strascichi e struzzi ed ermellini. Il Gran Priore, poi, austero come neanche un giudice del Processo di Norimberga, declamava passeggiando tra i corridoi del castello: “Culatta!” e tutti dietro a ripetere “Culatta!”, e poi “Cotechino!” e giù tutti a dire “Cotechino!”. Tutti, poi, intenti a guardare “il taglio delle carni”, quindi la cottura delle istesse. E al grido “sembra roastbeef” l’indignazione della Confraternita è stata corale. Unanime. Bocciati tutti, un po’ perché la lonza era al sangue, un po’ perché “il cavolo era crudo, non bollito!”. Oh, il bollito in Piemonte è roba seria, altro che “tagliare le patate in quarti” come commissionato a Margherita dall’acida Gloria. Margherita, poi sconfitta, non ha trovato di meglio che dire che “la Confraternita è maschilista” e per questo ha premiato Michele.
Pressure interessante, sempre con il bollito a dominare. Gloria determinata a far fuori tutte le altre (e ce la fa, ahimé), Margherita che compone un’insalata che fa esclamare Barbieri: “Sembra quasi un cimitero, con tutti questi fiori”. Comunque, la prova finale, è a base di panzerotti (tanto per variare un po'). Niente di che, ma fuori ci va Michele il becchino. Margherita, con le sue vocali aperte, ce la terremo ancora un po'.