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Tumori, al via ‘Grappasting’, sfida in bici di una paziente per doppio brevetto Everlasting

(Adnkronos) - Conquistare il doppio brevetto dell’Everesting sul Monte Grappa (Prealpi venete), ovvero percorrere in bici il Passo per 12 volte da Semonzo (Treviso) e raggiungere un’altimetria pari al doppio dell’altezza dell’Everest (8.848 metri). È l’obiettivo del ‘Grappasting’, la nuova impresa della paziente oncologica Loretta Pavan che si svolge dalle 19 di oggi alle 12 del 4 luglio. “Pedalando ho imparato ad affrontare la malattia lotto ogni giorno contro la paura che il male possa ripresentarsi ma lo sport è la mia medicina, salire in sella mette in armonia corpo e mente”, afferma Loretta che, con questa iniziativa, vuole sfidare tutti i limiti che la malattia cerca di imporre e lanciare un messaggio di forza e speranza per tutti coloro che combattono ogni giorno contro il cancro.  

In Italia - informa una nota - ogni anno oltre 390mila persone sono colpite da una forma di tumore e i pazienti vivi complessivamente ammontano a 3,7 milioni. Migliorano i tassi di sopravvivenza e guarigione ma una neoplasia rappresenta una sfida difficile per ogni uomo e donna che si ammala. Loretta per ogni salita avrà al suo fianco un compagno di sella come: Rocco De Vivo, direttore f.f. Uoc di Oncologia ospedale di Vicenza; Davide Ghiotto, neo-oro olimpico; Angelo Furlan e Pippo Pozzato, ex ciclisti professionisti e Luca Rigoldi, ex campione italiano di pugilato. L’iniziativa è patrocinata dalla Città di Vicenza, dall’ Azienda Ulss8 Berica e Aiom-Associazione italiana oncologia medica. 

“E’ con vero piacere che ho deciso di aderire e supportare l’iniziativa di Loretta di affrontare per 12 volte consecutive il Monte Grappa in bici - spiega De Vivo - Innanzitutto, da oncologo, percepisco una forte valenza simbolica nell’accompagnare un ex-paziente sul tratto impegnativo di una salita come potrebbe essere un iter di cura che inizialmente sembra insormontabile ma che poi diventa gestibile con l’aiuto e la condivisione. Come medico, vedo ogni giorno quanto sia fondamentale il sostegno ai pazienti. Pedalare per questa iniziativa significa trasformare l'impegno personale in un gesto di solidarietà collettiva". L’iniziativa rappresenta molto più di una sfida sportiva: è un messaggio concreto di vicinanza, speranza e solidarietà rivolto a tutti i pazienti oncologici e alle loro famiglie. Ogni chilometro percorso testimonia l'impegno di una comunità che sceglie di non lasciare indietro nessuno e di sostenere la ricerca, l'assistenza e la qualità della vita delle persone che affrontano il percorso della malattia. 

 

  

“Il ruolo dell'attività fisica è fondamentale in ambito oncologico - sottolinea Massimo Di Maio, presidnete Aiom - sia perché è un efficace strumento di prevenzione primaria, riducendo l'incidenza di molti tumori, sia perché comporta benefici per chi ha già una diagnosi di tumore. Fare attività fisica migliora l'umore, migliora la qualità di vita, può facilitare la socializzazione e ha anche dimostrato, in chi è stato trattato con intento guaritivo, un impatto favorevole sulla prognosi, riducendo i rischi di recidiva. Loretta è un esempio virtuoso di passione per l'esercizio fisico: l'anno scorso ho avuto il piacere di pedalare con lei sullo Stelvio, quest'anno non potrò affiancarla nell'impresa ma le sono vicino con il pensiero e con tanto affetto”. 

Nel 2006 Loretta, oggi 65enne, riceve la diagnosi di tumore al seno, la stessa tremenda malattia che si è portata via, in giovane età, le sue due sorelle, morte a 9 mesi l’una dall’altra. Dopo un periodo frenetico fatto di ricoveri, interventi, terapie ma anche di intere giornate in ufficio, riunioni estenuanti e bilanci da fare, Loretta comincia a riflettere e decide di cambiare vita: abbandona l’azienda e sale in bici.Dal 2008 pedala per passione e per beneficenza: con le raccolte fondi abbinate alle sue imprese sostiene l’Associazione Oltre Odv, una nuova realtà senza scopo di lucro dedicata alla promozione dell'attività fisica e dello sport come strumenti di supporto, benessere e qualità della vita per le persone che affrontano o hanno affrontato una patologia oncologica.  

L’impresa sarà documentata da un videomaker che seguirà Loretta in tutto il percorso catturando momenti di fatica ed emozione. La riuscita della sfida non è scontata, è richiesto infatti un impegno psico-fisico importante e non comune a tutti. L’ultima salita - conclude la nota - sarà aperta a tutti coloro vorranno condividere l’arrivo assieme a Loretta. In contemporanea sarà aperta una raccolta fondi per sostenere le attività dell’Associazione Oltre Odv. 

1 lug 2026

Turismo, tra pace e natura: la storia dell’host scalpellino

(Adnkronos) - Ci sono realtà che restano nascoste anche in una terra visitata da milioni di persone ogni anno. La Sardegna di Carlo è uno di questi: quella Sardegna lontana dalle rotte più affollate, fatta di silenzi e natura. Carlo vive a Calangianus, piccolo paesedell’entroterra gallurese, “tra il lago Liscia e il Monte Limbara”. Classe 1976, Carlo è scalpellino e scultore, e le sue giornate trascorrono tra laboratori e ville della CostaSmeralda, dove realizza opere in granito per progetti importanti. Ma il luogo che più lo rappresenta è Stazzu Iris, costruito insieme alla sua famiglia con un'idea chiara fin dal primo giorno: una casa da condividere, pensata per accogliere chi vuole scoprire la Gallura più autentica. Lo stazzo nasce come abitazione dei pastori galluresi fatto di poche stanze e materiali essenziali, e Carlo ha voluto recuperare quello spirito, reinterpretando ogni elemento della casa, che arriva dal territorio che la circonda. Anche il nome racconta qualcosa della loro storia. Iris è il fiore che richiama quei valori in cui Carlo si riconosce profondamente: sacrificio, lavoro, semplicità. Lo stesso spirito con cui la famiglia ha costruito ogni angolo di questo posto - e con cui, oggi, apre le porte agli ospiti di tutto il mondo attraverso Airbnb. 

“Ho realizzato la maggior parte degli elementi della casa con materiali del territorio, scegliendoli assieme a mia moglie. Il tavolo e i letti sono fatti da tavoloni che si utilizzano in edilizia: li ho levigati, puliti e poi assemblato il tutto. I lavandini, siccome sono scultore e lavoro il granito, sono pietre che ho scavato. Le radici che si trovano nel bagno e in soggiorno sono degli ulivi secchi che erano nel lago. I lampadari sono in ginepro, come la ringhiera del palco che è in ginepro con canapa”. Oggi Carlo accoglie ospiti provenienti da tutto il mondo, come svizzeri, francesi, norvegesi, americani. Secondo gli ultimi dati disponibili la spesa turistica degli ospiti di Airbnb in Sardegna nei comuni sotto i 30.000 abitanti nel 2025 è stata di circa 26.4 Milioni di euro.  

E Carlo con Airbnb, ha la possibilità di raccontare, attraverso il suo stazzo, una Sardegna meno prevedibile, autentica e profondamente legata alla sua identità: una terra tra mare e montagna che vive nei piccoli paesi, nell’artigianato, nei profumi del bosco e nelle storie di chi continua a custodirla ogni giorno. Un territorio che fa parte della Gallura e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto Geoparco Unesco, dove natura, memoria e tradizioni continuano a intrecciarsi.  

Sempre secondo gli ultimi dati disponibili con 16 listing e 769 notti nel 2024, Calangianussi colloca al 1° posto in Sardegna per numero di listing attivi e all’89° percentile nazionale per intensità turistica — un risultato notevole per un comune di 3.785 abitanti nella Gallura interna, senza alcuna struttura ricettiva tradizionale. L’impatto economico generato è di 54.883 euro in spesa turistica complessiva, pari a 14,50 euro per abitante — una quota significativa per un piccolo comune della Gallura interna. Il turismo internazionale è già presente (7.981 euro, il 14,5% del totale): un segnale che la Gallura interna esercita un’attrattiva che va oltre il mercato domestico. 

Ma il numero di listing (16 nel 2024) è ancora contenuto rispetto al potenziale del territorio. Un’espansione dell’offerta ricettiva potrebbe amplificare significativamente l’impatto economico locale 

1 lug 2026

Chi l'ha visto?, oggi ultima puntata di Federica Sciarelli: anticipazioni

1 lug 2026

Lefebvriani, chi sono: la storia della Fraternità San Pio X

(Adnkronos) - La Fraternità San Pio X - i Lefebvriani- è un gruppo tradizionalista che prende il nome da Marcel Lefebvre, sacerdote francese della Congregazione dello Spirito Santo, oppositore del Concilio Vaticano II. Nato a Tourcoing nel 1905, il sacerdote (ha operato in Africa come missionario in Gabon, come vescovo nel Senegal), e’ stato una delle voci più critiche sulle innovazioni introdotte nella Chiesa a inizio anni ‘60: dalla riforma liturgica con l'addio alla messa in latino al documento Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa.  

Nel 1970, Lefebvre fonda in Svizzera la Fraternità Sacerdotale Pio X, ispirata al pensiero di papa Sarto che a inizio ’900 si era fatto promotore di una visione anti-modernista della Chiesa. L'organizzazione, inizialmente riconosciuta dalla Santa Sede, ha continuato a celebrare la messa senza le novità introdotte dal Concilio mentre pubblicamente il vescovo francese attaccava le riforme introdotte a Roma bollandole come "neo moderniste" e "neo protestanti".  

Un anno dopo lo scioglimento, nel 1975, della Fraternità con un atto firmato dal vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo Pierre Mamie in accordo con il Vaticano, si consuma lo strappo tra Lefebvre e Paolo VI. Il Pontefice tenta una mediazione, ma il 29 agosto 1976 il vescovo celebra messa a Lille davanti a 10mila fedeli violando la sospensione a divinis in vigore da luglio. A fine anni ‘80, Lefebvre dichiara la volontà di ordinare vescovi che incarnassero al meglio i valori della Fraternità Sacerdotale Pio X anche dopo la sua morte.  

Nonostante i ripetuti avvertimenti di Wojtyla, il 30 giugno 1988 l'ordinazione senza mandato papale di quattro religiosi da parte di Lefebvre. Per Giovanni Paolo II le nomine configurano lo scisma. Benedetto XVI tese una mano ai Lefebvriani rimettendo la scomunica. La Fraternità San Pio X e’ presente in oltre 70 Paesi del mondo , ha circa 700 sacerdoti, 250 suore e oltre 250 seminaristi . 

1 lug 2026

Addio a Victor Willis, il frontman dei Village People

(Adnkronos) - E' stato una delle voci più riconoscibili e influenti della stagione d’oro della disco music, ma anche una figura complessa, capace di attraversare mezzo secolo di cultura pop tra successi planetari, battaglie legali, ritorni di scena e controversie pubbliche: è morto il cantante e compositore Victor Willis, frontman e co-autore dei più grandi successi dei Village People, tra cui “YMCA”, “Macho Man”, “In the Navy” e “Go West”. La notizia è stata confermata dalla famiglia e diffusa attraverso i canali ufficiali del gruppo e del profilo Facebook dell’artista, che hanno parlato di una “breve ma aggressiva malattia”. La scomparsa è avvenuta il 30 giugno, appena un giorno prima del suo 75esimo compleanno. L’annuncio della morte è arrivato in forma sobria e diretta. In una nota pubblicata sui social, la famiglia ha comunicato che Willis “è venuto a mancare a seguito di una malattia breve ma aggressiva”, chiedendo rispetto e riservatezza in un momento di dolore. Il gruppo Village People ha successivamente confermato la notizia con un messaggio di cordoglio, sottolineando il ruolo centrale di Willis nella costruzione dell’identità musicale e scenica della band, diventata simbolo globale degli anni Settanta. 

Nato a Dallas, in Texas, nel 1951, Victor Willis cresce in un contesto profondamente legato alla musica gospel: figlio di un pastore battista, sviluppa fin da bambino la sua voce nella chiesa del padre. Questo imprinting vocale, potente e teatrale, diventerà uno dei tratti distintivi del suo stile. Dopo studi di recitazione e danza e alcune esperienze teatrali a New York, Willis entra nella Negro Ensemble Company e si affaccia al mondo dei musical, partecipando anche alla produzione originale di “The Wiz” a Broadway nel 1976. La svolta arriva quando viene notato dal produttore francese Jacques Morali, che intuisce il potenziale della sua voce e lo coinvolge in un progetto destinato a diventare un fenomeno globale. 

È la nascita dei Village People, progetto costruito nel 1977 attorno a un’immagine fortemente iconica: uomini che incarnano stereotipi maschili - il poliziotto, il cowboy, il muratore, il motociclista - trasformati in personaggi scenici di un universo disco colorato, teatrale e immediatamente riconoscibile. Willis diventa il volto e la voce principale del gruppo, spesso sul palco nei panni del poliziotto con elmetto, simbolo della sua identità artistica. Il successo è immediato e travolgente. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, i Village People diventano una delle band più famose al mondo, portando la disco music nelle classifiche internazionali e nella cultura pop globale. 

Il brano “YMCA”, pubblicato nel 1978, rappresenta il punto più alto della carriera del gruppo e una delle canzoni più riconoscibili della storia della musica pop. Con il suo ritornello immediato e la coreografia diventata iconica, il brano attraversa decenni, contesti culturali e generazioni. Nel tempo viene adottato come inno festivo, sportivo e sociale, diventando uno dei simboli della cultura pop americana. Nel 2020 il brano è stato inserito nel National Recording Registry della Library of Congress, riconoscimento riservato alle opere considerate patrimonio sonoro degli Stati Uniti. 

Nel corso degli anni, la musica dei Village People è stata letta e reinterpretata in modi differenti. Alcuni brani sono stati associati alla cultura Lgbtq+, contribuendo a un dibattito culturale che ha attraversato decenni. Willis, tuttavia, ha spesso ribadito che l’intento originario delle canzoni non era politico, ma legato al divertimento e all’intrattenimento. Nonostante ciò, il gruppo è diventato un simbolo trasversale, capace di essere adottato da pubblici molto diversi tra loro, spesso anche in contesti politici e mediatici. 

Negli ultimi anni, i Village People sono stati al centro dell’attenzione anche per l’utilizzo della loro musica in contesti politici negli Stati Uniti. In particolare, il presidente Donald Trump ha più volte utilizzato “YMCA” durante eventi elettorali e apparizioni pubbliche, contribuendo a una nuova esposizione mediatica del brano. La band, in diverse occasioni, ha chiarito la propria posizione, affermando di voler mantenere la musica “al di fuori della politica”, pur accettando alcune collaborazioni legate a eventi istituzionali. Questa dinamica ha alimentato discussioni e divisioni tra fan e osservatori, riportando i Village People al centro del dibattito culturale contemporaneo. 

Willis lascia i Village People nel 1979, quando il gruppo si trova all’apice del successo. Negli anni successivi intraprende percorsi artistici alternati, tra ritorni temporanei e nuove separazioni. La sua carriera è segnata anche da difficoltà personali e da problemi legati alla dipendenza, che lo portano a intraprendere un percorso di recupero negli anni Duemila. Nonostante le difficoltà, Willis torna progressivamente sulla scena, fino a riavvicinarsi al progetto originale dei Village People negli anni successivi, contribuendo a nuove produzioni e reinterpretazioni del repertorio storico. 

Un capitolo importante della sua vita riguarda le battaglie legali per il riconoscimento dei diritti sulle opere musicali. Willis è stato protagonista di una sentenza considerata significativa nel campo del diritto d’autore negli Stati Uniti, che ha aperto la strada al riconoscimento delle royalties per gli autori e interpreti. Questa fase ha rafforzato la sua immagine non solo come performer, ma anche come figura attenta alla tutela dei diritti degli artisti nell’industria musicale. (di Paolo Martini) 

"Victor Willis era una persona straordinaria e allegra, che apprezzava molto il fatto che usassi la canzone del suo gruppo, 'Ymca', ai miei comizi", ha scritto Trump su Truth. Ricordando come Ymca fosse tornato a essere "un successo gigantesco" ad oltre trent'anni dall'uscita grazie al suo utilizzo durante la campagna elettorale, Trump ha sottolineato che, dopo i record di affluenza registrati ai suoi comizi, "molti cantanti e gruppi volevano unirsi", ma "Victor e il suo gruppo sono stati con noi fin dall'inizio". "Amavano l'entusiasmo dei nostri eventi e noi amavamo loro e la loro grande canzone, capace di infondere ottimismo", ha aggiunto. "Penseremo a Victor ogni volta che verrà suonata 'Ymca', a partire da oggi e per tutta la settimana delle celebrazioni del 4 luglio. Le mie condoglianze alla sua splendida famiglia e al gruppo. Victor Willis ci mancherà moltissimo. Che Dio lo benedica", ha concluso Trump. 

1 lug 2026

Rapporto Gem Italia 2025-26 di Universitas Mercatorum, tasso attivazione 11%, Italia 30ma su 48 paesi

(Adnkronos) - L’Italia si posiziona al 30° posto nel ranking globale del Gem (Global Entrepreneurship Monitor) per propensione all’imprenditorialità. Nonostante il recupero registrato dopo la crisi pandemica, il Paese continua a scontare un ritardo strutturale rispetto alle principali economie avanzate. Nel contesto italiano, i dati mostrano una stabilizzazione delle iscrizioni di nuove imprese rispetto al 2024, dopo la ripresa osservata nel biennio 2024-2025: dalle oltre 400.000 nuove iscrizioni del 2010 si è passati a circa 325.000 nell’ultimo biennio. Il ridimensionamento interessa soprattutto il comparto manifatturiero, dove le nuove iscrizioni sono scese da oltre 21.000 a meno di 13.000, mentre i settori ad alta tecnologia mostrano segnali di maggiore vitalità, trainati in particolare dalle attività dei servizi. È quanto emerge dal Rapporto Gem Italia 2025-2026 presentato oggi da Universitas Mercatorum - l’Università delle Camere di Commercio Italiane del Gruppo Multiversity - a Roma, presso gli Horti Sallustiani, nell’ambito dell’evento 'L’imprenditorialità per la crescita del Paese'. 

L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali di Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum, e Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. La presentazione del Rapporto è stata affidata ad Alessandra Micozzi, coordinatrice scientifica del Gem Italia e direttrice del Dipartimento di Economia, Statistica e Impresa di Universitas Mercatorum. Il panel degli esperti, moderato da Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, ha visto gli interventi di Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Mimit; Francesco Durante, amministratore delegato di Multiversity; Inge Molinari, presidente di Molinari Italia Spa; Matteo Musacci, imprenditore e presidente dei Giovani di Confcommercio; Tiziana Pompei, Vicesegretario generale di Unioncamere; Stefano Scarpetta, Capo Economista Ocse. Le riflessioni conclusive sono state affidate a Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il Gem (Global Entrepreneurship Monitor) è il principale osservatorio internazionale sull’attività imprenditoriale e un punto di riferimento per la ricerca accademica e i policy maker. L’edizione 2025 ha coinvolto 48 Paesi, con oltre 100.000 interviste a cittadini e circa 2.000 a testimoni privilegiati. Il Rapporto Gem Italia 2025-2026 analizza i fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese e le ragioni del divario tra intenzione imprenditoriale e avvio effettivo di un’attività. 

Nel 2025 il Tea (Total Early-stage Entrepreneurial Activity) raggiunge circa l’11%, il valore più elevato del periodo osservato, trainato soprattutto dall’imprenditorialità per opportunità. Resta però ampio il divario tra intenzione e azione: quasi un italiano su cinque vorrebbe avviare un’impresa, ma solo una parte riesce a farlo. A frenare contribuiscono una limitata percezione delle opportunità, ferma intorno al 35%, e il timore del fallimento. Il gap di genere continua a rappresentare una criticità: le donne mostrano una minore propensione all’imprenditorialità rispetto agli uomini, con un Tea di poco superiore all’8% contro circa il 13% maschile. Pesano una più bassa percezione delle opportunità, una minore fiducia nelle proprie capacità e una maggiore paura di fallire. “Il Rapporto Gem permette di approfondire i fattori che favoriscono o ostacolano la nascita di nuove imprese in Italia. Questo è un tema centrale per l’Universitas Mercatorum, che ha scelto di impegnarsi in questa ricerca con l’intento di fornire un contributo scientifico e sociale significativo. La nostra Università ha sostenuto l’indagine nazionale nella consapevolezza dell’importanza di promuovere innovazione, competenze e crescita del tessuto imprenditoriale italiano”, ha dichiarato Giovanni Cannata, Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum.  

 

“Malgrado la ripresa, nel nostro Paese resta ampio il divario tra chi dichiara di voler avviare un’impresa e chi riesce davvero a farlo, il cosiddetto gap imprenditoriale. Su questa discrepanza pesano la percezione di avere scarse opportunità imprenditoriali, la difficoltà di accesso al credito e la complessità normativa. La paura di fallire, che rappresenta una barriera emotiva di tipo strutturale, rimane molto alta in Italia, in particolare per le donne. I segnali positivi sono legati all’aumento dell’innovazione, alla diffusione delle tecnologie digitali e all’attenzione crescente verso la sostenibilità. Le Università e, in generale, il sistema dell’istruzione possono contribuire al rafforzamento delle competenze imprenditoriali attraverso la formazione” ha commentato Alessandra Micozzi, professoressa ordinaria di Economia Applicata presso Universitas Mercatorum e Coordinatrice scientifica del Gem Italia. 

“Il Gem rappresenta un vero e proprio frame informativo che mette a disposizione dei diversi stakeholder dati comparabili tra Paesi. Il loro utilizzo consente a studiosi, istituzioni e operatori di policy di ottenere una conoscenza più approfondita dell’imprenditorialità e delle sue determinanti, orientando in modo più efficace le politiche nazionali e locali di sostegno e sviluppo dell’imprenditoria”, ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito, Direttore generale del Centro Studi Tagliacarne. “Da molti anni il Rapporto Gem monitora e confronta a livello internazionale la propensione all’imprenditorialità - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - E’ uno strumento assai utile per capire l’andamento e le dinamiche del tessuto produttivo e il clima sociale nei confronti dell’attività di impresa”.  

L’indagine Gem evidenzia la necessità di adottare in Italia politiche più efficaci a sostegno dell’imprenditorialità. La riduzione degli oneri burocratici, un migliore accesso al credito, il rafforzamento della formazione imprenditoriale e il superamento del divario di genere rappresentano leve strategiche per favorire la nascita e la crescita delle imprese, promuovendo uno sviluppo economico più sostenibile, inclusivo e competitivo. 

1 lug 2026

Chiesa, Lefebvriani ordinano 4 vescovi senza mandato pontificio: è scisma

(Adnkronos) -   I Lefebvriani - con una articolata cerimonia solenne in Svizzera aperta a Econ da una lunga processione e trasmessa via streaming in diverse lingue - hanno ordinato quattro vescovi senza il mandato pontificio. Lo scisma è compiuto dopo l’inascoltato ultimo appello del Pontefice; manca l’atto formale del Papa con la scomunica latae sententiae.  

I quattro vescovi, preliminarmente, hanno pronunciato la formula con la quale hanno giurato “fedeltà al Papa e alla Chiesa romana”, poi la consacrazione con l’ imposizione delle mani da parte del vescovo consacrante (con guanto rosso) accompagnata dall’invocazione ‘Accipe spiritum sanctum’. “Finalmente il giorno è arrivato. Apparteniamo alla stessa famiglia. Noi non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa, noi vogliamo la Chiesa per mezzo della fede e nella fede - ha detto il superiore generale dei Lefebvriani, don Davide Pagliarani, nell’omelia prima della consacrazione dei vescovi -. Veniamo accusati di non rispettare il Papa. Parliamo il linguaggio della fede, della tradizione, ascoltiamo le persone per convertirle. Bisogna smettere di parlare per dare aria alla bocca. Di fede ce ne è una sola ecco perché si fa fatica a capirsi. Con queste consacrazioni non viviamo nel risentimento ma nella gioia e nella speranza. Dio non ci ha abbandonato e non ci abbandonerà, le consacrazioni lo mostrano”.  

“Continuiamo a cercare il bene delle anime - ha aggiunto -. Più le anime sono disorientate, più dobbiamo sostenerle. Più la chiesa è oltraggiata, più va amata. Pronti a pagare qualunque prezzo, anche essere trattati da ribelle mentre noi vogliamo amare la Chiesa come nostra madre, servirla come una madre a volte tradita che merita di essere aiutata . Potremmo restare indifferenti? No, sarebbe tradire la Chiesa. Più si esalta l’uomo in modo fanatico, più viene allontanato dal suo vero bene. Questa peste paralizza le anime. Ebbene, noi con le consacrazioni vogliamo continuare a riversare il preziosissimo sangue del Signore su tutte le anime. C’è una sola alleanza”.  

E ai nuovi vescovi: “Quali consigli darvi? Quelli di Gesù che dice: ‘vi mando come agnelli in mezzo ai lupi’. Mai piegarvi, non arretrate, la consacrazione vi darà una forza irresistibile. Gesù vi da’ un altro consiglio: siate semplici e astuti come serpenti. No all’inganno che c’è nel mio nido. I vostri nemici non vi affronterà mai frontalmente. Di fronte al pericolo, pregate, restate vigili e non tornate indietro. Svelate l’inganno che è nel mondo e predicate come colombe senza ambiguità”. 

1 lug 2026

Inchiesta escort, legale di Bastoni: "Escludo rapporti a pagamento con minorenne"

1 lug 2026

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