(Adnkronos) - E' stato una delle voci più riconoscibili e influenti della stagione d’oro della disco music, ma anche una figura complessa, capace di attraversare mezzo secolo di cultura pop tra successi planetari, battaglie legali, ritorni di scena e controversie pubbliche: è morto il cantante e compositore Victor Willis, frontman e co-autore dei più grandi successi dei Village People, tra cui “YMCA”, “Macho Man”, “In the Navy” e “Go West”. La notizia è stata confermata dalla famiglia e diffusa attraverso i canali ufficiali del gruppo e del profilo Facebook dell’artista, che hanno parlato di una “breve ma aggressiva malattia”. La scomparsa è avvenuta il 30 giugno, appena un giorno prima del suo 75esimo compleanno. L’annuncio della morte è arrivato in forma sobria e diretta. In una nota pubblicata sui social, la famiglia ha comunicato che Willis “è venuto a mancare a seguito di una malattia breve ma aggressiva”, chiedendo rispetto e riservatezza in un momento di dolore. Il gruppo Village People ha successivamente confermato la notizia con un messaggio di cordoglio, sottolineando il ruolo centrale di Willis nella costruzione dell’identità musicale e scenica della band, diventata simbolo globale degli anni Settanta.
Nato a Dallas, in Texas, nel 1951, Victor Willis cresce in un contesto profondamente legato alla musica gospel: figlio di un pastore battista, sviluppa fin da bambino la sua voce nella chiesa del padre. Questo imprinting vocale, potente e teatrale, diventerà uno dei tratti distintivi del suo stile. Dopo studi di recitazione e danza e alcune esperienze teatrali a New York, Willis entra nella Negro Ensemble Company e si affaccia al mondo dei musical, partecipando anche alla produzione originale di “The Wiz” a Broadway nel 1976. La svolta arriva quando viene notato dal produttore francese Jacques Morali, che intuisce il potenziale della sua voce e lo coinvolge in un progetto destinato a diventare un fenomeno globale.
È la nascita dei Village People, progetto costruito nel 1977 attorno a un’immagine fortemente iconica: uomini che incarnano stereotipi maschili - il poliziotto, il cowboy, il muratore, il motociclista - trasformati in personaggi scenici di un universo disco colorato, teatrale e immediatamente riconoscibile. Willis diventa il volto e la voce principale del gruppo, spesso sul palco nei panni del poliziotto con elmetto, simbolo della sua identità artistica. Il successo è immediato e travolgente. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, i Village People diventano una delle band più famose al mondo, portando la disco music nelle classifiche internazionali e nella cultura pop globale.
Il brano “YMCA”, pubblicato nel 1978, rappresenta il punto più alto della carriera del gruppo e una delle canzoni più riconoscibili della storia della musica pop. Con il suo ritornello immediato e la coreografia diventata iconica, il brano attraversa decenni, contesti culturali e generazioni. Nel tempo viene adottato come inno festivo, sportivo e sociale, diventando uno dei simboli della cultura pop americana. Nel 2020 il brano è stato inserito nel National Recording Registry della Library of Congress, riconoscimento riservato alle opere considerate patrimonio sonoro degli Stati Uniti.
Nel corso degli anni, la musica dei Village People è stata letta e reinterpretata in modi differenti. Alcuni brani sono stati associati alla cultura Lgbtq+, contribuendo a un dibattito culturale che ha attraversato decenni. Willis, tuttavia, ha spesso ribadito che l’intento originario delle canzoni non era politico, ma legato al divertimento e all’intrattenimento. Nonostante ciò, il gruppo è diventato un simbolo trasversale, capace di essere adottato da pubblici molto diversi tra loro, spesso anche in contesti politici e mediatici.
Negli ultimi anni, i Village People sono stati al centro dell’attenzione anche per l’utilizzo della loro musica in contesti politici negli Stati Uniti. In particolare, il presidente Donald Trump ha più volte utilizzato “YMCA” durante eventi elettorali e apparizioni pubbliche, contribuendo a una nuova esposizione mediatica del brano. La band, in diverse occasioni, ha chiarito la propria posizione, affermando di voler mantenere la musica “al di fuori della politica”, pur accettando alcune collaborazioni legate a eventi istituzionali. Questa dinamica ha alimentato discussioni e divisioni tra fan e osservatori, riportando i Village People al centro del dibattito culturale contemporaneo.
Willis lascia i Village People nel 1979, quando il gruppo si trova all’apice del successo. Negli anni successivi intraprende percorsi artistici alternati, tra ritorni temporanei e nuove separazioni. La sua carriera è segnata anche da difficoltà personali e da problemi legati alla dipendenza, che lo portano a intraprendere un percorso di recupero negli anni Duemila. Nonostante le difficoltà, Willis torna progressivamente sulla scena, fino a riavvicinarsi al progetto originale dei Village People negli anni successivi, contribuendo a nuove produzioni e reinterpretazioni del repertorio storico.
Un capitolo importante della sua vita riguarda le battaglie legali per il riconoscimento dei diritti sulle opere musicali. Willis è stato protagonista di una sentenza considerata significativa nel campo del diritto d’autore negli Stati Uniti, che ha aperto la strada al riconoscimento delle royalties per gli autori e interpreti. Questa fase ha rafforzato la sua immagine non solo come performer, ma anche come figura attenta alla tutela dei diritti degli artisti nell’industria musicale. (di Paolo Martini)
"Victor Willis era una persona straordinaria e allegra, che apprezzava molto il fatto che usassi la canzone del suo gruppo, 'Ymca', ai miei comizi", ha scritto Trump su Truth. Ricordando come Ymca fosse tornato a essere "un successo gigantesco" ad oltre trent'anni dall'uscita grazie al suo utilizzo durante la campagna elettorale, Trump ha sottolineato che, dopo i record di affluenza registrati ai suoi comizi, "molti cantanti e gruppi volevano unirsi", ma "Victor e il suo gruppo sono stati con noi fin dall'inizio". "Amavano l'entusiasmo dei nostri eventi e noi amavamo loro e la loro grande canzone, capace di infondere ottimismo", ha aggiunto. "Penseremo a Victor ogni volta che verrà suonata 'Ymca', a partire da oggi e per tutta la settimana delle celebrazioni del 4 luglio. Le mie condoglianze alla sua splendida famiglia e al gruppo. Victor Willis ci mancherà moltissimo. Che Dio lo benedica", ha concluso Trump.